Dolomiti di Brenta, 29.08.1994: sentiero SOSAT
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3 km from Casetti (Italy)
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- Uploaded the 2008-08-23 18:09:09
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by Sergio Bagna



Comments
► Marco Vanzo, on August 26, said:
Le scale... sinceramente, in ferrata non mi piacciono tanto, snaturano molto il senso di salita, non c'è il gusto di sfruttare la roccia..
In ogni caso , una bella foto dove ti vedo soddisfatto !
ciao, Marco
Sergio Bagna, on August 26, said:
Marco, esatto: le scale le fa chiunque, a condizione di non soffrire di vertigini. Ma il Brenta è così, e la bellezza dei posti che i percorsi ti permettono di vedere è tale che non si può non essere soddisfatti!
Ciao e grazie, Sergio
Chocolat13, on August 26, said:
Farà pure venire le vertigini, ma io preferisco attaccarmi alla scala che alla roccia nuda e cruda!! Siete coraggiosi! :-S Ciao, Rosa
Sergio Bagna, on August 26, said:
Rosa, 11 anni prima, in un giorno di pioggia, ero in cima alle scalette che vedi e ho visto precipitare con fragore nell'adiacente canalone (che stavo per attraversare) una grossa frana di massi; eravamo in tre, siamo rimasti attoniti a guardare, e il pensiero mi è corso all'analoga frana che pochi anni prima (forse Marco lo ricorda), durante un temporale era precipitata nello stesso punto uccidendo numerosi ragazzi che si erano rifugiati fra i massi all'uscita del canalone.
Come vedi, il pericolo viene dalle pietre, molto più che dalla difficoltà del percorso (che, nella fattispecie, è un po' esposto ma non certo difficile). E le pietre possono cadere anche sui sentieri. Tanto per dire, una grande come una pentola due anni fa è caduta dall'Averau sull'elementare sentiero che lo aggira da sud, a pochi metri da me, da mia moglie e da mia figlia. Caduta in verticale attraverso l'aria, non ha fatto alcun rumore e ce ne siamo accorti solo quando ha toccato terra! Da un altro masso grande come una valigia che mi veniva dritto addosso mi son salvato per una frazione di secondo con un tuffo nel 1985 sul facilissimo sentiero che congiunge il rifugio Mulaz con la Baita Segantini; c'era il sole e non pioveva da tempo. Non sono gli unici episodi di cui ho esperienza diretta, e penso che Marco ne possa raccontare molti di più.
Il coraggio di cui parlavi, quindi, è relativo. Possedendo la necessaria tecnica, si può affrontare una via ferrata dritta e con le funi o anche una scalata senza dover ricorrere a un grosso supplemento di coraggio. D'altronde, le statistiche dicono che in montagna la maggior parte degli incidenti avviene sui sentieri. Due miei amici sono morti in due diversi incidenti in posti facilissimi, cadendo dal sentiero; nessuno che conosco (a parte Gianni Calcagno) è invece morto facendo qualcosa di impegnativo.
Ciao, Sergio
Chocolat13, on August 26, said:
Sergio, grazie per il racconto che ho lettoveramente con grande interesse. Come per la fotografia :-), anche per quanto riguarda montagne e rocce, non conosco tecnica e sono mossa solo dalla passione. Ho spinto marito nato marittimo e figli in quest'avventura e credo che, vista l'età :-) e gli accompagnatori poco esperti, non farò mai sentieri estremi! Però, dovesse esserci una seconda vita e tornassi a nascere, sicuramente faranno parte di quella :-)!! Grazie, un saluto e buona giornata! Ciao, Rosa
Gianni Scopinaro, on August 27, said:
Splendida questa serie del Brenta. Ci andavo che avevo 15 o 16 anni! Ci sono tornato 2 anni fà e moltoè cambiato. Il Graffer non esisteva ancora, e nemmeno la via delle Bocchette. Quanti ricordi!
Gianni Scopinaro, on August 27, said:
O forse era lo Spinale che non esisteva, e c'era solo il Graffer? Incombe l'Alzheimer.
Sergio Bagna, on August 27, said:
Gianni, ci sei andato molto prima di me, allora. Io ci sono andato per la prima volta nel '75, ho dormito al Graffer nell'83 e il rifugio c'era.
Gianni Scopinaro, on August 28, said:
Eh sì. Io ti parlo della fine degli anni '50, inizio '60... Non sono un ragazzino come te.
Sergio Bagna, on August 28, said:
Eh, ragazzino... magari! Fra qualche anno mi ci vorrà la badante... :o)
Ciao, Sergio
elmambo, on September 17, said:
impressionante...in effetti una scala così non è che mi attiri molto...soprattutto se bagnata...
comunque bello scatto, rende bene l'idea della verticalità della parete.
ciao, matteo.
Sergio Bagna, on September 18, said:
Matteo, questa scala è poca cosa... invece quella di fronte, che non si vede nella foto, ha 51 gradini! Ma sono sicuro che la faresti anche tu, e ti divertiresti pure!
Ciao, Sergio
elmambo, on September 18, said:
...beh, per farla la farei, però non nego che l'approccio visivo non la incoraggi :)
Sergio Bagna, on September 18, said:
Guarda, elmambo. E' questa, fotografata da un po' più in alto di dove sono io. Non la si vede tutta!
©Alberto Parma, on September 21, said:
Sono per fare questi tipi di sentieri, oltre la tecnica e l'esperienza necessaria è fondamentale avere una tranquillità interna personale fuori dal comune.
Sergio Bagna, on September 21, said:
Beh, se non sei tranquillo nessuna attività ti attrae e di solito non ti riesce bene... ma basta una tranquillità normale, secondo me. Tu hai pratica?
Ciao, Sergio
©Alberto Parma, on September 21, said:
Giusto quello che dici. Quello che volevo dire che per fare alpinismo la tranquillità è fondamentale altrimenti è meglio lasciar perdere.
Saluti