Palermo, pescheria nel mercato di Ballarò

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Comments (4)

mimmo valenti on March 13, 2009

Ballarò è il più antico e pittoresco mercato di Palermo. Secondo tradizione di origine araba, le strade sono invase dalle mercanzie. La gente si ferma ad acquistare ed il varco è così stretto da costringerla ad accodarsi, formando spontaneamente le due file opposte di marcia. In uno sfavillio di colori ed in un frastuono di voci. I colori sono quelli del sole di Sicilia, il rosso fuoco di peperoni e pomodoro, il giallo intenso dei limoni, l’arancio delle arance, il verde delle zucchine e poi c’è l'argento azzurro del pesce. Le voci sono quelle dei venditori, l’abbanniata, ovvero i chiassosi richiami per vantare la propria mercanzia o per deridere il venditore concorrente. Illuminato anche in pieno giorno da grandi lampade, per farne risaltare la vantata freschezza, il pesce azzurro costituisce la principale attrattiva del mercato, sia per il palermitano, che sa riconoscerlo, sia per i turisti che ne restano meravigliati per l’estrema economicità: dall’umile sarda, il pesce dei poveri (liccarisi a sarda – leccarsi la sarda), al pregiato tonno (tunnina 1, 2), con una vasta gamma di varietà intermedie, ciascuna con le proprie tradizioni, i propri tempi, le proprie ricette: scurmi, savuri, anciovi, cicireddu, maccarruneddu, spatola, vope, manciaracina, capuni, ‘nfanfari, cionari, mirruzzi, mustini, nunnata e così via. Delle ricette, una per tutte, pasta chi sardi: il mare e il monte, dai tempi degli arabi, la sarda che si unisce con il finocchetto di montagna in un piatto con un accostamento di sapori unico, che rendono l’essenza della Sicilia. Ed accanto al pesce la frutta e gli ortaggi di Sicilia. Dagli agrumi invernali, arance brasiliane, tarocchi, manderini, limoni, alle specie estive, pesca montagnola, susine sanacore, fichi d’india scuzzulati, gelsi neri, in una tipica successione di colori e sapori. Fanno degno contorno gli aromi dei piatti di Palermo: dall’aglio, venduto da una extracomunitaria perfettamente integrata, all’origano essiccato, alla sarda salata, alla passolina e pinoli, ai capperi, alle olive. In questo succedersi di colori, suoni, si accostano sapientemente anche gli odori e i sapori dei cibi di strada. Pane e panelle: una piccola frittella a base di farina di ceci ed acqua, semplice negli ingredienti, con un po’ di prezzemolo, una spolverata di pepe e qualche goccia di succo di limone. Mentre davanti ad un’osteria si resta incuriositi da un grande cesto coperto da uno straccio che mantiene calda la frittola. Ballarò è qualcosa di più del mercato, lo si può definire come luogo deputato per una visita guidata alla storia di Palermo attraverso il cibo, con tutti i sensi stimolati da una lussuria di colori, odori e sapori.

Ballarò is the oldest and most picturesque market in Palermo. According to Arab tradition, the streets are overrun by the merchandise. People stop buying and the gate is so close to be bound to get a queue, spontaneously forming the two opposing motion rows. In a sparkle of colors and in an uproar of voices. The colors are those of the Sicily sun, the red fire of peppers and tomatoes, the yellow of lemons, the orange of oranges, the green of zucchini and then the silver blue of fishs. The voices are those of sellers, the abbanniata, that is the loud calls to claim their merchandise or to mock the other sellers. Illuminated even with daylight by large lamps, to exalt the claimed freshness, the blue fish is the main attraction of the market, both for Palermitans, able to recognize him, and for tourists who are amazed by the extreme cheap price: by the humble sardine, the fish of poors (as the Sicilian expression liccarisi a sarda, to lick the sardine), to the prized tuna (in Sicilian dialect tunnina 1, 2), with a wide range of intermediate varieties, each with their own traditions, their times, their own recipes: scurmi, savuri , anciovi, cicireddu, maccarruneddu, spatola, vope, manciaracina, cionari, mirruzzi, mustini, nunnata, (the previous are name of different fishes in Sicilian dialect) and so on. Pasta chi sardi, a known Palermitan recipe that links sea and mountains, as at the times of Arabs: the sardine who joins with the mountain fennel in a dish with a unique combination of flavors, which makes the essence of Sicily. And near the fish, there are fruit and vegetables of Sicily. From the winter citrus, brazilian oranges, tarocchi, manderin, lemons, to the summer species, montagnola peach, sanacore plums, scuzzulati indian figs, black mulberries, everything in a typical sequence of colors and flavors. The aromas of Palermitan dishes are a worthy decoration: from garlic, old by an extra-community woman perfectly integrated, to dried origan, to salted sardine, to raisins and pine nuts(“passolini e pinoli”), to capers and olives. In this succession of colors and sounds are skillfully combined smells and tastes of the food street. Pane e panelled: a sandwich with a small pancake made of chickpea flour and water, simple ingredients, with some parsley, a dusted of pepper and a few drops of lemon juice. While in front of a tavern you remain intrigued from a large basket covered with a rag that keeps hot the frittola. Ballarò is more than a market, it can be defined as a place dedicated to guided tours of the history of Palermo through its food, with every sense stimulated by a lust of colors, smells and flavors.

eziozerziani on May 19, 2010

..la bizzarria è che hai dovuto aspettare labellezza di 1063 visite per avere un commento...MIMMO, mi piace e ti faccio i complimenti! Ciao

Ermanno

mimmo valenti on May 19, 2010

Ermanno, grazie per il gradito commento. Concordo sulle bizzarrie di Pan. Per mia indole rifuggo dai commenti a catena di S.Antonio. Un abbraccio dalla Sicilia, Mimmo

Michele Leonardi on June 3, 2010

BEdda Matri! L'acquolina in bocca mi venne! Ciao Mimmo (:-) ...e guarda chi c'è pure qui: il grande Ermanno: ciao Ermanno!, sagaci sono le tue parole !! (:-))

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  • Uploaded on December 14, 2008
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    by mimmo valenti

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