This is how your name and profile photo will appear on Panoramio if you connect this Google+ account.
You cannot switch to a different account later.
Learn more.
RICORDI, Personale di Kiara Not. - LOVE ALL SERVE ALL
Il tema del filo della Memoria ha attraversato il percorso tortuoso della Vita del protagonista, ignaro alter ego dell'Autrice, "sbrogliando la matassa" della Mente, districandosi tra le sue pieghe fino a vivere i propri ricordi nel presente (la Teoria del looking glass self insegna...) rispecchiandosi negli spettatori che diventano essi stessi parte della Memoria.
Geniale, Creativa, Kiaranot (Chiara Notarigo) riesce a prendere anche lo spettatore più incauto e disattento, e coinvolgerlo nel suo turbinìo di emozioni ora impulsive e sanguigne ora serene e pacate, trasmettendo i dolori, ma anche le strutture e le "ancore di salvezza" del Suo Animo. La personale passio di Kiaranot riesce a "sconvolgere" più che coinvolgere, talmente vitale e pulsante.
La tecnica da Lei usata è la fotografia su carta sperimentale, opportunamente re-interpretata con l'uso di vernici e si inchiostro con i quali far emergere - o sottolineare - il messaggio "catturato" nello scatto.
Come Intro, celata dall'ingresso, in uno stanzino non ben in vista, la sequenza "a nastro continuo" del percorso Mentale del protagonista. Novello Odisseo che viaggia nella propria Memoria, de-strutturandola e ricostruendola in un bianco etereo quasi, colore di nascita e di lutto, scrivendo il proprio percorso sulle (o con le?) proprie mani egli si rispecchia, crea memoria (con dei Post-it, appunti volanti...), la smonta, strappa i frammenti...
La simbologia dello stanzino è ovvia: si crea uno spazio intimo, luogo di memoria appunto, non aperto a tutti, ma solo ai pochi che si accorgono della sua esistenza. Perché la Vita è un libro aperto, ma non tutti sanno leggere...
Comments (2)
L'esposizione Ricordi si è tenuta il 25 gennaio 2009.
Il tema del filo della Memoria ha attraversato il percorso tortuoso della Vita del protagonista, ignaro alter ego dell'Autrice, "sbrogliando la matassa" della Mente, districandosi tra le sue pieghe fino a vivere i propri ricordi nel presente (la Teoria del looking glass self insegna...) rispecchiandosi negli spettatori che diventano essi stessi parte della Memoria.
Geniale, Creativa, Kiaranot (Chiara Notarigo) riesce a prendere anche lo spettatore più incauto e disattento, e coinvolgerlo nel suo turbinìo di emozioni ora impulsive e sanguigne ora serene e pacate, trasmettendo i dolori, ma anche le strutture e le "ancore di salvezza" del Suo Animo. La personale passio di Kiaranot riesce a "sconvolgere" più che coinvolgere, talmente vitale e pulsante.
La tecnica da Lei usata è la fotografia su carta sperimentale, opportunamente re-interpretata con l'uso di vernici e si inchiostro con i quali far emergere - o sottolineare - il messaggio "catturato" nello scatto.
Come Intro, celata dall'ingresso, in uno stanzino non ben in vista, la sequenza "a nastro continuo" del percorso Mentale del protagonista. Novello Odisseo che viaggia nella propria Memoria, de-strutturandola e ricostruendola in un bianco etereo quasi, colore di nascita e di lutto, scrivendo il proprio percorso sulle (o con le?) proprie mani egli si rispecchia, crea memoria (con dei Post-it, appunti volanti...), la smonta, strappa i frammenti...
La simbologia dello stanzino è ovvia: si crea uno spazio intimo, luogo di memoria appunto, non aperto a tutti, ma solo ai pochi che si accorgono della sua esistenza. Perché la Vita è un libro aperto, ma non tutti sanno leggere...