Monumento a Charles Edouard Jeanneret , detto "Le Corbusier" (1887 - 1965), architetto sepolto presso il Cimitero di Roquebrune-Cap Martin (Provenza)

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Comments (6)

GIANCARLO TICOZZI on February 5, 2009

Un "semplice" simbolo su uno scenario incantevole di un vero artista della moderna architettura e soprattutto di un vero "pensiero" riformatore, non quel tipo che vogliono farci digerire oggi i cosidetti architetti che io chiamerei più... "architravi" perchè solo quello sanno fare; piazzare un'intreccio di travi di cemento a destra e a manca, pretendendo poi di farci digerire "abominevoli" costruzioni per opere d'arte. Ciao, Gian

sonjabgd on February 6, 2009

Great monument!!!Ciao,Sonja

©Luigi Petrazzoli on February 6, 2009

Giancarlo, credo che però non ti piacerebbe abitare in una casa come questa, che rappresenta il sommo concetto di Le Corbusier di Unità abitatitiva, dove nell'edificio dovresti trovare tutto il necessario e la tua vita dovrebbe svolgersi praticamente tutta al suo interno.

Fu proprio lui a "lanciare" l'uso del cemento armato nudo (e dei pilotis). Il primo ha dato notevoli problemi per la corrosione dei ferri esposti alle intemperie ed i secondi hanno dato problemi di dispersione termica (ma allora il risparmio energetico non era un fattore considerato).

Ciao. luigi

GIANCARLO TICOZZI on February 6, 2009

...multipli, sottomultipli, sotto-sottomultipli, ti ringrazio del link Luigi che sono andato a leggere. Non è quello che si sta facendo ora in modo esasperato nei nuovi grattacieli o torri, diritte e storte? Quello di avere tutto sottomano senza dover andare su e giù per la città potrebbe essere un vantaggio in termini economici ed ambientalistici. Ora la madama o sciura se deve fare alcune centinaia di metri per portare i figli a scuola o andare a fare la spesa deve mettere il SUV sotto il lato B altrimenti gli va giù... l'ernia. I servizi più sono a portata di mano e più si risparmia e l'auto si userebbe di... meno. Ero informato anch'io del ferro che si corrodeva nel cemento ma non sapevo anche da noi bensì nei paesi del Far east. Ciao, Giancarlo

©Luigi Petrazzoli on February 7, 2009

Infatti Giancarlo, dire di ispirarsi a Le Corbusier è un modo per "nobilitare " i propri progetti. Nei pressi di casa mia c'è un gruppo di edifici, progettati da Carlo Aymonino, nei quali è applicata in buona parte la teoria di Le Corbusier, a parte il cemento a vista. Nella progettazione erano previsti molti spazi comuni, sia commerciali che culturali, tra cui anche la presenza di un teatro all'aperto. Inutile dire che in un condominio formato da non meno di un migliaio di persone, l'unico spazio comune che mi risulta(va) occupato sia quello di una palestra, però aperta anche agli estranei. Certi progetti potrebbero avere un minimo di validità se costruiti a qualche decina di chilometri dai centri abitati, ma con la metropolitana a cento metri e centro commerciale a 1 km, questo si è rivelato un buco nell'acqua. Ciao. luigi

GIANCARLO TICOZZI on February 7, 2009

Certamente Luigi se non vi sono di questi problemi è "inutile" costruire simili cittadelle, mentre magari ciò non viene fatto e sarebbe utile nelle più "lontane" periferie. E' più probabile invece che chi abita lontano dal centro sia "malservito" in tutto e per tutto. Ciao, Giancarlo

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Photo details

  • Uploaded on February 5, 2009
  • Attribution-Noncommercial-No Derivative Works
    by Ilda Casati
    • Camera: OLYMPUS IMAGING CORP. X600,D630,FE5500
    • Taken on 2009/01/17 12:31:46
    • Exposure: 0.001s
    • Focal Length: 5.80mm
    • F/Stop: f/4.800
    • ISO Speed: ISO64
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