San Fele (PZ) - Detail of houses

Selected for Google Maps and Google Earth

ITA - In epoca antica, il territorio di San Fele fu abitato dagli Ausoni, che lasciarono diverse testimonianze nel circondario del comune. Il nucleo della città ebbe origine nel 969, con l'edificazione di un castello fortezza, voluto da Ottone I di Sassonia per avvistare e fronteggiare eventuali assedi da parte dei Bizantini e, circa un secolo dopo, iniziarono a sorgere intorno al presidio i primi centri abitati. Il quartiere sviluppatosi lungo le pendici del Monte Castello è stato rinominato "Rione Costa". Il castello fortezza era "di forma bislonga e fabricato a guisa di un vascello. Federico II lo strinse ancora, e per renderlo del tutto inespugnabile, e lo fiancheggiò di alcune mezze lune e torrioni"; questo è quanto riportato nella relazione di Ardoini del 1674, ma al tempo in cui scriveva era "quasi distrutto e con la sola prospettiva di mura". Nel 1036, alcuni ribelli di Milano che osteggiarono l’arcivescovo furono confinati a San Fele e, liberati da Corrado II, rimasero ivi a causa dell’epidemia che colpì Milano. Gli esuli milanesi si imparentarono con le popolazioni della vicina valle di Vitalba, formando le prime famiglie della città. Per porre fine allo scontro tra normanni e papato, San Fele ospitò Ruggero II e il papa Onorio II, ove iniziarono a stipulare i primi accordi di pace. Sotto la dominazione angioina, la città fu affidata ai feudatari Giovanni Gaulard, Drogone di Beaumont, Guglielmo di Melun. Dal 1432 il feudo di San Fele fu amministrato da Troiano Caracciolo, 1º Duca di Melfi, e dai suoi successori fino al 1613, quando subentrò la famiglia Doria, che mantenne la proprietà fino al 1811. Nel 1456, un terribile terremoto sconvolse San Fele, danneggiando la Chiesa di Pierno. Nel 1799 la popolazione innalzò l'Albero della libertà. L'euforia per la nuova era, la Repubblica Napoletana (1799), svanì presto e molti furono giustiziati. All'indomani dell'unità d'Italia, tutta la zona fu coinvolta nel brigantaggio e famosi briganti come Giovanni Fortunato, detto "Coppa", Vito Di Gianni, detto "Totaro" e Francesco Fasanella, detto "Tinna", si distinsero come luogotenenti del famigerato capomassa Carmine Crocco. Come tutti i paesi del Mezzogiorno, San Fele ha subito una forte emigrazione, che si può suddividere in due fasi: 1) dalla seconda metà del XIX secolo al primo dopoguerra: in questa circostanza le mete erano oltre oceano, ossia l'America (in particolare Brasile, Argentina, Stati Uniti e Canada); 2) dal secondo dopoguerra fino al giorno d'oggi: nei primi decenni, cioè quelli del boom economico, le famiglie si trasferirono soprattutto verso Svizzera (in particolare nei dintorni di Lucerna e Zurigo) Germania, Belgio e nord Italia (in particolare Piemonte, Lombardia e Toscana). Tuttavia, ulteriori motivazioni che spinsero molti cittadini di San Fele ad abbandonare la propria terra e che presentavano carattere prettamente locale, generarono da due eventi geofisici di particolare gravità: 1) le frane del 1968, che colpirono la parte nord orientale del paese spazzando via un cospicuo nucleo di case abitate; 2) il Terremoto dell'Irpinia del 1980. Rilevante la presenza di Sanfelesi in Australia ed in particolare nella città di Sydney ove si contano ormai più persone (oltre 3000) rispetto al paese di origine.

ENG - In ancient times, the area was inhabited by the San Fele Ausoni, who left several witnesses in the district of the municipality. The core of the city originated in 969 with the construction of a castle fortress, built by Otto I of Saxony to spot and deal with any sieges by the Byzantines, and about a century later, began to rise around the presidium of the first centers inhabited. The district developed along the slopes of Monte Castello was renamed "Coast District." The castle fortress was "shaped bislonga and manufactured in a manner of a vessel. Federico II hugged him again, and to make it quite impregnable, and lined with some half-moons and towers"; This is the directors' report of Ardoini of 1674, but at the time he wrote, was "almost destroyed, with only the prospect of walls." In 1036, some rebels who osteggiarono the archbishop of Milan were confined to San Fele and freed by Conrad II, remained there because of the epidemic that struck Milan. The Milanese exiles intermarried with the people of the neighboring valley of Vitalba, forming the first families of the city. To put an end to the clash between the Normans and the Papacy, San Fele hosted Ruggero II and Pope Honorius II, where they began to take the first peace agreements. Under the Angevin rule, the city was entrusted to the feudal lords John Gaulard, Drogone of Beaumont, William of Melun. From 1432 the fief of San Fele was administered by Troiano Caracciolo, 1st Duke of Melfi, and his successors until 1613, when it was replaced by the Doria family, who retained ownership until 1811 In 1456, a terrible earthquake shook San Fele, damaging the Church of Pierno. In 1799 the population raised the tree of liberty. The euphoria of the new era, the Neapolitan Republic (1799), soon vanished, and many were executed. In the aftermath of the unification of Italy, the whole area was involved in the robbery and famous bandits like John Fortunato, said "Cup", Vito Di Gianni, said "Totaro" and Francesco Fasanella, called "Tinna" distinguished themselves as lieutenants the infamous capomassa Carmine Crocco. Like all the countries of the South, San Fele has undergone a large-scale emigration, which can be divided into two phases: 1) from the second half of the nineteenth century to the First World War: in this circumstance the goals were overseas, namely America (especially Brazil, Argentina, United States and Canada); 2) after World War II until the present day: in the early decades, namely those of the economic boom, especially the families moved to Switzerland (in particular in the area of Lucerne and Zurich) Germany, Belgium and northern Italy (especially in Piedmont, Lombardy and Tuscany). However, further reasons that led many citizens of San Fele to abandon their land and who had purely local, generated by two geophysical events of particular gravity: 1) the landslides of 1968, which hit the north-eastern part of the country, sweeping away a large group of inhabited houses; 2) The Earthquake of 1980. The presence of significant Sanfelesi in Australia and in particular in the city of Sydney where there are now more people (over 3000) than in the country of origin.

Show more
Show less
Save Cancel Want to use bold, italic, links?

Sign up to comment. Sign in if you already did it.

Photo details

  • Uploaded on June 26, 2009
  • © All Rights Reserved
    by LukeLT63

Groups