Pagghiaru - RNO Monte Carcaci

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Là dove all'uomo sedentario si sostituisce il nomadismo dei primi pastori nacque l’esigenza di un rifugio temporaneo contro i rapidi mutamenti del clima o l’eccessiva lontananza dalla propria abitazione rurale. In Sicilia è denominato u pagghiaru, da pagghia cioè paglia, uno dei caratteristici materiali impiegati per la costruzione. L’origine è antichissima: nacque prima isolatamente, trasformandosi successivamente in unità abitativa del primitivo villaggio preistorico o protostorico. L’ubicazione veniva scelta con cura, in luogo naturalmente protetto dalle intemperie. I materiali impiegati erano quelli offerti dalla natura del territorio. La pianta è generalmente circolare, con una struttura di base in muratura a secco alta fino ad un metro, con pietre unite con fango. Da questa base si dipartono obliquamente i pali in legno, che unendosi alla sommità, costituiscono l’ossatura del tetto. I pali sono distanziati ed uniti tra di loro trasversalmente da assi sempre in legno di minore sezione. Su questi ultimi va ad appoggiarsi la copertura, generalmente su due strati, il primo di maggiore consistenza (canne, rami), il secondo esterno con cannizzuoli (sottili canne) o steli di ginestra che mantiene l’impermeabilità. L’interno ha una superficie dai quattro ai cinque metri quadrati, occupata dai giacigli posti in basso lungo le pareti, fatti di paglia o ginestra e dal focolare, situato nel mezzo, consistente in quattro pietre disposte in quadrato. L’apertura è una sola, bassa, che induce l’uomo a chinarsi per entrare. Questa fedele ricostruzione si trova all’interno della Riserva Naturale Orientata di Monte Carcaci. Abbiamo trovato interessanti analogie con strutture simili, coeve, sviluppatesi in zone completamente diverse: le pallozas sui pascoli di alta montagna delle Asturie.


Where sedentary men was replaced by the nomadism of the first shepherds, it was born the need for a temporary shelter against the rapid changes in climate or excessive distances from their country home. In Sicily it was called u pagghiaru from pagghia that is straw, one of the typical materials used for construction. The origin is ancient: at first it was born in isolation, then it was transformed into the housing unit of the proto-historic or prehistoric primitive village. The location was chosen carefully, in a place naturally protected from the weather. The materials used were those offered by the nature of the territory. The plan is generally circular with a basic structure in drywall up to one meter high, with stones joined with mud. From this base wooden poles branches, which joining at the top, are the backbone of the roof. The poles are spaced and joined together by transverse axes in wood of lower section. On the latters coverage leans, usually in two layers, the first of greater consistency (rods, branches), the second external with cannizzuoli (thin reeds) or stems of broom for keeping the coating. The interior has an area of four to five square meters, occupied by bedding in the low places along the walls, made of straw or broom and by fireplace, located in the middle, consisting of four stones arranged in a quadrate. The opening is single, low, which leads man to stoop for coming inside. This faithful reproduction is within the Riserva Naturale Orientata di Monte Carcaci. We found interesting analogies with similar structures, contemporary, developed in completely different areas: as the pallozas on the high mountain pastures of Asturias.

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Comments (8)

mimmo valenti on January 10, 2012

Là dove all'uomo sedentario si sostituisce il nomadismo dei primi pastori nacque l’esigenza di un rifugio temporaneo contro i rapidi mutamenti del clima o l’eccessiva lontananza dalla propria abitazione rurale. In Sicilia è denominato u pagghiaru, da pagghia cioè paglia, uno dei caratteristici materiali impiegati per la costruzione. L’origine è antichissima: nacque prima isolatamente, trasformandosi successivamente in unità abitativa del primitivo villaggio preistorico o protostorico. L’ubicazione veniva scelta con cura, in luogo naturalmente protetto dalle intemperie. I materiali impiegati erano quelli offerti dalla natura del territorio. La pianta è generalmente circolare, con una struttura di base in muratura a secco alta fino ad un metro, con pietre unite con fango. Da questa base si dipartono obliquamente i pali in legno, che unendosi alla sommità, costituiscono l’ossatura del tetto. I pali sono distanziati ed uniti tra di loro trasversalmente da assi sempre in legno di minore sezione. Su questi ultimi va ad appoggiarsi la copertura, generalmente su due strati, il primo di maggiore consistenza (canne, rami), il secondo esterno con cannizzuoli (sottili canne) o steli di ginestra che mantiene l’impermeabilità. L’interno ha una superficie dai quattro ai cinque metri quadrati, occupata dai giacigli posti in basso lungo le pareti, fatti di paglia o ginestra e dal focolare, situato nel mezzo, consistente in quattro pietre disposte in quadrato. L’apertura è una sola, bassa, che induce l’uomo a chinarsi per entrare. Questa fedele ricostruzione si trova all’interno della Riserva Naturale Orientata di Monte Carcaci. Abbiamo trovato interessanti analogie con strutture simili, coeve, sviluppatesi in zone completamente diverse: le pallozas sui pascoli di alta montagna delle Asturie.


Where sedentary men was replaced by the nomadism of the first shepherds, it was born the need for a temporary shelter against the rapid changes in climate or excessive distances from their country home. In Sicily it was called u pagghiaru from pagghia that is straw, one of the typical materials used for construction. The origin is ancient: at first it was born in isolation, then it was transformed into the housing unit of the proto-historic or prehistoric primitive village. The location was chosen carefully, in a place naturally protected from the weather. The materials used were those offered by the nature of the territory. The plan is generally circular with a basic structure in drywall up to one meter high, with stones joined with mud. From this base wooden poles branches, which joining at the top, are the backbone of the roof. The poles are spaced and joined together by transverse axes in wood of lower section. On the latters coverage leans, usually in two layers, the first of greater consistency (rods, branches), the second external with cannizzuoli (thin reeds) or stems of broom for keeping the coating. The interior has an area of four to five square meters, occupied by bedding in the low places along the walls, made of straw or broom and by fireplace, located in the middle, consisting of four stones arranged in a quadrate. The opening is single, low, which leads man to stoop for coming inside. This faithful reproduction is within the Riserva Naturale Orientata di Monte Carcaci. We found interesting analogies with similar structures, contemporary, developed in completely different areas: as the pallozas on the high mountain pastures of Asturias.

Lucien Kivit on January 11, 2012

Very beautiful and interesting scenery, well captured view, LIKE and thanks for the first explaining comment, regards from Belgium, Lucien

Excellent composition and scenery like-2.

Best wishes, Nikos1954 from Greece-Piraeus.

Ildikó Fehérváry on January 12, 2012

Beautiful and interesting scenery!

LIKE!

Best regards, Ildikó

Petros Kalaitzis on January 15, 2012

Wonderful! LIKE. Greetings, Petros

Səməd on January 15, 2012

Great shot of a unique scene! I liked.

mimmo valenti on January 23, 2012

Thanks for your lovely comments

Lucien

Nikos

Ildoko

Petros

Samad

Greetings Mimmo

Eagle12 on May 10, 2012

Scatto bellissimo. Adoro questi scatti di luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. LIKE

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Photo taken in Riserva Naturale Orientata Monte Carcaci, Palermo, Italy

Photo details

  • Uploaded on January 10, 2012
  • © All Rights Reserved
    by mimmo valenti
    • Camera: NIKON CORPORATION NIKON D200
    • Taken on 2011/12/03 12:07:42
    • Exposure: 0.033s (1/30)
    • Focal Length: 16.00mm
    • F/Stop: f/5.600
    • ISO Speed: ISO100
    • Exposure Bias: 1.67 EV
    • No flash

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