I Vasconi della Pietra Perduca (Marzo 2012)

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La Pietra Perduca è un massiccio affioramento di scura roccia ofiolitica, emergente dalle colline che separano le valli Trebbia e Luretta. Si trova a poca distanza dalla più nota (e più elevata) Pietra Parcellara, e presenta una sorta di spaccatura al centro, dove è incastonato l’Oratorio di Sant’Anna.

Si tratta di un luogo molto particolare, che presenta alcune opere di ingegneria muraria alquanto enigmatiche. Nei pressi dell’Oratorio, sul fianco della montagna, è scavata una vasca rettangolare simile in tutto e per tutto ad un abbeveratoio per bestiame, salvo che si trova in posizione sopraelevata e irraggiungibile per qualunque specie conosciuta di bovino (oltre al fatto che la località è assolutamente inadatta ad essere adibita a pascolo). Poco sopra, una breve scalinata scavata direttamente nella roccia permette un agevole accesso alla vetta, dove si trovano altri due vasconi di maggiori dimensioni, dalla forma quadrata: uno dei due fa da ricetto all’acqua piovana, l’altro è privo del lato a valle ed è pertanto asciutto (entrambi gli invasi sono ben visibili sulla mappa satellitare). Nei pressi dei vasconi sono intuibili altre opere di scavo di minori dimensioni, forse assimilabili alle c.d. coppelle, elementi già studiati dagli archeologi in tutta Europa, rinvenuti per lo più nei pressi di insediamenti megalitici.

Data l’impossibilità di datare e interpretare correttamente i manufatti, è fiorita un’ampia e colorita mitologia (soprattutto in internet) in proposito, che fa riferimento prevalentemente alla cultura degli Antichi Liguri (peraltro in massima parte sconosciuta, stante l’assenza assoluta di fonti scritte coeve). Si ritiene che queste popolazioni adorassero le vette dei monti quali divinità, e che dunque avessero predisposto sulla cima della Pietra Perduca tutta una serie di strutture destinate ai loro culti, delle quali sopravvivono, per l’appunto, la scala, i vasconi e le coppelle.

Un'altra interpretazione, connessa alla prima, vuole i vasconi utilizzati per compiere rituali legati alla fertilità, che comprendevano abluzioni e immersioni alla maniera dei battesimi paleocristiani.

Personalmente, non sono così convinto dell’attribuzione di queste emergenze agli antichi Liguri: se davvero, come si dice, furono i Veleiati o gli Ambroni a scavare i vasconi, perché scelsero proprio la Pietra Perduca, e non la Parcellara, che è molto più alta e visibile da ogni direzione? E perché non lasciarono altre opere del genere sulle montagne che è quasi certo adorassero, come il Monte Alfeo (dove è stata ritrovata una statuetta votiva in bronzo) o, a maggior ragione, il Monte Penna (considerato la dimora del dio supremo Pen)?

Mi permetto di azzardare un’ipotesi, sulla base delle conoscenze storiche a nostra disposizione.

Sappiamo che la zona di Travo e Mezzano appartenne, in epoca altomedievale, ai Malaspina, i quali eressero torri e castelli in gran numero sulle alture a controllo delle vie di transito sottostanti. In particolare, è nota l’esistenza di due castelli proprio nelle località della Pietra Perduca e della Petra Silaria (Parcellara). In base ad accordi firmati dai Malaspina con il vicino Monastero di San Paolo di Mezzano, entrambe le rocche furono smantellate intorno al 1170, tanto che si è perduta la memoria della loro stessa collocazione geografica. L’Oratorio di Sant’Anna, situato nel cuore della viva roccia della Perduca, è documentato a partire dal XII Secolo: è possibile che sorga sulle murature del castello abbattuto? Non è raro, in Appennino e in Oltrepò, che edifici religiosi siano stati costruiti su siti precedentemente fortificati. In tal caso, forse i vasconi potrebbero aver svolto la funzione di cisterne, vani interni o comunque infrastrutture legate all’utilizzo pratico della rocca malaspiniana, e le coppelle potrebbero essere in realtà forature praticate nel terreno per l'inserimento di pali o travi in legno, a sostegno di una tettoia.

Quanto all’impervia posizione dell’Oratorio, non sembrerebbe tanto insolita assumendo che in suo luogo sorgesse un castello: la fase altomedievale dell’incastellamento infatti prevedeva, di regola, che i punti fortificati si trovassero sulla cima di speroni rocciosi, in modo da essere virtualmente inespugnabili: si vedano in proposito altri castelli delle valli vicine, eretti o acquisiti dai Malaspina tra il XII e il XIV Secolo: Cariseto, Carrega Ligure, Caverzago, Carana, Oramala.

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Comments (29)

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GiamesPhoto (Giacomo… on March 27, 2012

Grazie, Daniele, più tardi ti chiamo che ho un giro da proporti.

Emanuele Crovetto on March 27, 2012

Che voglia di prendere un 8mm! ;-) scatto molto bello valorizzato dalla lente a dal cielo.

GiamesPhoto (Giacomo… on March 27, 2012

Ovviamente, Emanuele, te lo consiglio...!

rikks on August 5, 2012

Questa era la foto da fare!!! Ma purtroppo x ora non mi spingo oltre i 18 mm....ncomplimenti la foto è bellissima, il commento alla teoria lo rimando alla mia

GiamesPhoto (Giacomo… on August 5, 2012

... Bisogna superare il limite dei 18mm :)

rikks on August 5, 2012

Inizio a mettere le monete nel maialino!! Ho parlato della tua teoria a mio cognato che ha seguito il restauro dell'oratorio terminato alcuni giorni fa e conferma la presenza di materiali che fanno pensare ad un precedente fortilizio. Riguardo alla domanda che ti poni sul perché lì e non altrove fondare un luogo di culto pagano, la mia risposta è che le vasche sono alimentate da infiltrazioni di acqua. E l'acqua è vita, da sempre. Magari sulla Parcellara questo non era possibile...ma non sono un grande conoscitore della Pietra...

GiamesPhoto (Giacomo… on August 5, 2012

Io penso proprio che tutta la storia dei riti pagani sia un'invenzione, e neanche tanto antica. Anzi, adesso mi viene voglia di indagare su dove esattamente fosse l'altro castello, quello della Parcellara...

rikks on August 6, 2012

Dici? Può essere, però non è esclusa la veridicità di entrambe le situazioni in quanto collocate in epoche storiche molto distanti...sulla ricerca del fortilizio parcellaresco ti appoggio al 100%!

GiamesPhoto (Giacomo… on August 6, 2012

Ne sono convinto. La corrispondenza storica tra la distruzione del castello e l'erezione della chiesa è perfetta, oltretutto il castello è stato smantellato su specifica richiesta di un ente religioso.

Quella dei Liguri mi sembra la classica "leggenda metropolitana" che può nascere quando ci si trova di fronte a reperti archeologici apparentemente inspiegabili, un po' come i Romani o i Celti, che vengono tirati in ballo ogni volta che si presenta una situazione simile.

Un esempio? Il Ponte di Rezzoaglio: risale al 1825, eppure sulle guide turistiche si insiste a definirlo di epoca romanica, quando non addirittura romana!

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Photo details

  • Uploaded on March 18, 2012
  • © All Rights Reserved
    by GiamesPhoto (Giacomo…
    • Camera: Canon EOS 450D
    • Taken on 2012/03/18 14:00:53
    • Exposure: 0.008s (1/125)
    • Focal Length: 8.00mm
    • F/Stop: f/22.000
    • ISO Speed: ISO200
    • Exposure Bias: -1.00 EV
    • No flash

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