Meglio un mese a Dachau che un'ora a Goli, dichiarò Mario Bontempo, che era stato in tutti e due i lager - Dedicata alla memoria di mio Nonno Mario

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Di quanto è avvenuto nei lager nazisti è disponibile un'ampia documentazione nonché moltissime testimonianze.

Al contrario, su quanto avvenne nella Jugoslavia di Tito e nei campi di concentramento comunisti la documentazione, le testimonianze e soprattutto la possibilità di accedere agli archivi di stato ed ad altre fonti utili alla comprensione dell'accaduto, sono alquanto carenti e rendono la dimensione della carneficina, attuata dai titini, quasi impossibile da ricostruire.

Nessuna telecamera ha mai filmato i campi jugoslavi o le loro vittime, come invece è accaduto in Germania.

La mancanza di documentazione filmata, oltre ad una precisa volontà, ha fatto sì che per la nostra cultura, molto legata alle immagini, tutto ciò fosse come mai esistito.

Ciò che avvenne è stato a lungo dimenticato dalla storiografia. Un'immane tragedia, volutamente sepolta, che pesa come un macigno sulle coscienze di quanti sapevano e non intervennero e di quanti in nome della libertà e della "fratellanza" massacrarono senza pietà.

Nei campi di concentramento comunisti jugoslavi vennero deportate e persero la vita migliaia di persone, militari e civili, fascisti, antifascisti, membri della resistenza, numerosi reduci dai lager nazisti e persino molti comunisti.

Dal giugno 1948, infatti, dopo l'espulsione della Jugoslavia dal cosmo sovietico in cui gravitavano i paesi legati al "Patto di Varsavia", anche i cominformisti, ovvero quei comunisti fedeli all'ortodossia leninista stalinista legata al Cominform, che aveva condannato Tito, finirono nei campi di concentramento.

Fu un'immensa tragedia, all'interno della quale si svolse anche una dura lotta fratricida, fra comunisti.

Goli Otok

L'isola Calva o Goli Otok: due modi diversi per chiamare quello stesso luogo, che dal 1949 al 1956 il regime di Tito, trasformò in un inferno, in un luogo di tortura e di morte.

Goli Otok è un grande sasso in mezzo al mare, arido, deserto, riarso dal sole d'estate e battuto dalla bora gelida d'inverno. Uno spuntone di roccia, alto fino a 230 metri, posto in mezzo al Canale della Morlacca, tra l'isola di Arbe (Rab) e la costa dalmata. E' qui che Josip Broz Tito fece deportare, dal 1949 al 1956, oltre 30.000 prigionieri politici, dei quali circa 4.000 morirono a causa dei disumani trattamenti subiti. Chi ne è uscito, è rimasto profondamente colpito nel fisico e nello spirito, spogliato di ogni volontà di ribellione o di rivendicazione.

Delle ben diciassettemila persone rinchiuse in questo luogo (tra cui anche centinaia di monfalconesi), molti morirono dopo aver subito indicibili torture o si tolsero la vita.

Meglio un mese a Dachau che un'ora a Goli, dichiarò l'italiano Mario Bontempo, che era stato in tutti e due i lager.

Particolari su questo inferno titino, riportati da Diego Zandel (38), fanno riferimento alla crudele contabilità dei deportati all'Isola Calva: dal 1949 al 1956 sarebbero stati oltre 30.000 i prigionieri politici internati, dei quali circa 4.000 morirono a causa dei disumani trattamenti subiti.

Chi sbarca a Goli Otok riceve un terribile benvenuto: una doppia fila di detenuti urlanti slogans titini, in mezzo alla quale il nuovo internato passava ricevendo bastonate, calci e sputi. Chi, già detenuto, bastonava, sapeva che se si fosse dimostrato poco crudele o solo indeciso, sarebbe stato a sua volta bastonato dagli altri.

Nei campi di detenzione jugoslavi la parola chiave è ravvedimento. Il ravveduto è colui che senza esitazioni o ripensamenti comprende il suo errore e aderisce entusiasta alla linea politica del Partito Comunista jugoslavo. Per sancire l'irreversibilità del proprio ravvedimento deve trasformarsi a sua volta in aguzzino.

È lui che più di ogni altro si impegna a procurare atroci sofferenze ai cominformisti non ancora ravveduti.

E' semplicemente impossibile descrivere la vita a Goli, in quell'atmosfera di continue urla di dolore, di incessanti bastonate, di slogan perennemente gridati, inni idioti cantati in coro, senza quasi posa, sotto tortura. No, non è assolutamente possibile descrivere una situazione nella quale alcune migliaia di persone, disperate, si bastonano e si uccidono a vicenda. Nessun uomo può raccontare queste cose senza provare orrore e nessuno può esprimere questo orrore.

A tale terribile scenario si aggiungono anche le testimonianze dello scrittore e accademico Dragoslav Mihailovic e di un prigioniero del lager, Stipe Govic, secondo i quali il maresciallo Tito aveva predisposto dei piani di sterminio dei prigionieri nella malaugurata ipotesi che i sovietici avessero pensato di intervenire per "punire" i compagni jugoslavi. Di fronte ad un'eventuale avanzata sovietica, dunque, tutti gli impianti dell'isola maledetta sarebbero dovuti saltare in aria, facendo così sparire in una notte tutti i documenti e i prigionieri rimasti, in un quadro di cinica e brutale "soluzione finale".

Ma non è tutto: nel caso in cui il regime titino si fosse trovato di fronte all'estremo pericolo, ogni cosa era stata studiata (o addirittura predisposta?) affinché gli ex deportati superstiti fossero sterminati in una notte sola.

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Comments (39)

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MarioTs - NO Views on June 13, 2012

Thank you a lot Nadia, I am sorry I did not write title in English!!

Thank you for nice visit on many photos )))

mario

walter sabatini on July 5, 2012

Già brutta di suo,sembra un coccodrillo in attesa della preda,la bestialità umana l'ha resa orribile.Grazie per la testimonianza,Mario.

MarioTs - NO Views on July 5, 2012

Grazie della visita Walter, anche su l'altra ho riportato una testimonianza.

barbaradel on January 17, 2013

si Mario..bisognerebbe (di fatto non si fa) ricordare tutti gli eccidi e le brutalità avvenute in passato....è giusto non dimenticare...:o(((

MarioTs - NO Views on January 17, 2013

Quando è personale o tocca familiari diventa anche più difficile dimenticare.

barbaradel on January 17, 2013

:o((((

Gori Bau on January 17, 2013

Da che mondo è mondo la storia la scrivono i vincitori, in pochi sanno ad esempio dei campi di concentramento alleati o del bombardamento di Dresda. L. Saluti, Fabrizio.

MarioTs - NO Views on January 17, 2013

Boh..per quanto riguarda Dresda direi che tutto molto ben documentato.

xaM-Max on October 2, 2013

il bene e il male non sono concetti che riguardano dio, riguardano l'uomo.

MarioTs - NO Views on October 2, 2013

e già!

Nick Todaro on October 14, 2013

Ricordare questi eventi sara' necessario ma anche rispettoso per chi e stato toccato da vicino... Forse la riconciliazione sarebbe la migliore solutione in questo caso e forse voltare pagina.

MarioTs - NO Views on October 16, 2013

Scusa Nick... ma riconciliazione con chi? Mi pare che non hai molto chiara la successione degli eventi.

Nick Todaro on October 16, 2013

Riconciliazione nel senso di far pace con il passato o persone anziche trascinare il bagaglio del passato! ;)

barbaradel on October 16, 2013

Scusate se mi intrometto...la pace è una bella cosa..non bisognerebbe serbare rancore, è vero però tutto dipende da cosa è successo realmente. In questi casi, pace e perdono, non sono possibili!!

Nick Todaro on October 16, 2013

Io la penso cosi in linea generale dove esistono rancori o divisioni, perche alla fine il rancore e l'odio distrugge se stessi e nessun altro. Sara' facile per me dirlo non avendo subbito nulla nei miei confronti. Ma forse il non essere coinvolti da' la prospettiva giusta e forse l'unica nel caso da contemplare!

MarioTs - NO Views on October 16, 2013

No Nick, prima di chiudere con il passato bisogna fare chiarezza! Io sto parlando di cose tenute vergognosamente nascoste... per di più Nick, vorrei sapere cosa ne sai di queste storie e se hai capito di cosa sto parlando. Per questo ti chiedevo "riconciliare con chi"

Nick Todaro on October 16, 2013

Mario, credo di capire leggendo la tua introduzione, certamente e giusto fare chiarezza su quello che e accaduto, perche senza quella rimarra' sempre un senso di rabbia e incompletezza. Trascinare un 'bagaglio' come il tuo sara' senzaltro il risultato di un passato che non e risolto. Un passato buio che solo la luce potra' placare e forse dare la possibilita di voltare pagina non perdonando ma trovando il modo di togliersi il peso delle spalle di un bagaglio che vive adesso nel passato ;)

effeelle on April 5, 2014

Mario, io cercavo immagini di vacanze ed ispirazione per il familiare ritorno estivo in Croazia, ma mi sono imbattuta in un dolore immane, di cui avevo vago sentore per aver letto documenti storici sull'argomento "oppositori di Tito, foibe ecc ... " e notizie correlate. Non ho parole ... Goli Otok dovrebbe sprofondare all'inferno, metaforicamente parlando ovviamente, perchè non sono le bianche pietre bollenti d'estete o gelide d'inverno ad avere colpe...

Ciao

Lalla

MarioTs - NO Views on April 6, 2014

Ciao Lalla!! Tra mille stupidaggini ogni tanto tocco anche qualche argomento serio. I lager di goli e sv.gurgur erano pure in tempo di pace...

Comunque mi fa piacere che cerchi qua spunti turistici ;)

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Photo details

  • Uploaded on June 6, 2012
  • Attribution-No Derivative Works
    by MarioTs - NO Views
    • Camera: NIKON COOLPIX P300
    • Taken on 2012/05/01 16:30:27
    • Exposure: 0.001s (1/1250)
    • Focal Length: 17.90mm
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