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Versailles di Rivalta - Reggio Emilia by nino evola

Nel 1722, grazie ad alcune donazioni da parte del principe Forseto d’Este, Conte di Scandiano, e alle concessioni del Duca Rinaldo I al principe ereditario Francesco, sposo di Carlotta d’Orleans, prende vita l’ambizioso progetto della Villa Ducale di Rivalta. Le opere iniziano probabilmente già nel 1723; il progetto è attribuito, pur senza certezza, all’Arch. Reggiano Giovanni Maria Ferraroni che viene attribuito nel 1730 nella gestione dei lavori da Francesco e Giovan Battista Bolognini, con la collaborazione del figlio del primo, Ludovico. Il Palazzo, impostato sui resti di una primitiva costruzione, doveva già essere terminato nel 1732-33 e già dal 1727 vi lavorava un gruppo di pittori alle decorazioni, coordinato da Antonio Consetti. L’edificio comprendeva un corpo principale, centrale, posto in senso nord-sud, e due ali laterali, perpendicolari e poste in senso est-ovest, con torrioni angolari; due logge passanti rompevano la quinta verso il giardino. Fino alla seconda metà del Settecento continuano i lavori di sistemazione del complesso, divenuto nel frattempo scenario di imponenti feste. Il giardini viene invece iniziato nel 1726 e pare sia stato progettato da Giovanni Battista Bolognini, cui si devono anche le quattro statue delle Stagioni (ora in Piazza Prampolini), Panaro e Secchia (ora al Ponte S. Pellegrino). L’idea del parco scaturisce dalla moda dei grandi giardini francesi, cui esempio massimo è quello della Reggia di Versailles, in cui il gusto italiano delle geometrie e del verde costruito viene rinnovato e installato in scenari più ampi ed allungati. L’acqua, inoltre, viene ad assumere primaria importanza e si ritrova soprattutto immobile in grandi specchi capaci di moltiplicare otticamente gli spazi. Non è dunque un caso se la villa di Rivalta viene rinominata ‘piccola Versailles’. A questo giardino, largo 96 biolche e cinto da un muro, si accedeva attraverso dolci discese erbose, una grande scalinata centrale di marmo e quelle in mattoni che partivano alle estremità del palazzo centrale. La superficie era scomposta in quattro riparti, adorni di aiuole e composizioni, da due assi principali ortogonali e comprendeva anche un labirinto formato da siepi fitte ad altezza uomo. Il corredo era completato da 440 vasi di agrumi, 350 statue ed altre decorazioni. Due enormi vasche allietavano il giardino con giochi d’acqua alimentati con condotti sotterranei dalla Vasca Corbelli, posta 1 km più a monte. Il decadimento della villa inizia nel 1796 con la caduta del dominio estense, quando fu venduta a Bernardino Lolli che ne alienò ogni arredo e lasciò in abbandono la fabbrica. Questa fu in parte abbattuta dalla gente del luogo ed in parte dal nuovo acquirente Luigi Corbelli. Attualmente è rimasta l’ala di mezzogiorno, un tempo destinata alla servitù, e parte degli edifici a settentrione (locali di servizio, scuderie, corte rurale e chiesa adibita a legnaia di cui si evidenziano la facciata, la cupoletta e alcune statue di santi). La storia recente vede il grande parco utilizzato a coltivazioni, gli edifici rimasti ad abitazione popolare (in particolare l’ala superstite) e servizi connessi, depositi, cantine, stalle. Da ultima l’ala sud è stata abbandonata anche come abitazione popolare. Il Comune l’ha quindi acquistata nel 2004 insieme a tutto il parco.

Fonte:http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/0/FAA3F9983F7BF378C1257322003D62AC?opendocument&FROM=LRggDsdrt

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Photo details

  • Uploaded on September 1, 2012
  • © All Rights Reserved
    by nino evola
    • Camera: NIKON D800
    • Taken on 2012/08/28 16:54:38
    • Exposure: 0.008s (1/125)
    • Focal Length: 24.00mm
    • F/Stop: f/11.000
    • ISO Speed: ISO100