0187. Affresco Villa dei Misteri # Fresk Willa z Misteriami (3)

Not selected for Google Earth or Google Maps after a second review [?]

LOOK AT ME THIS WAY v^v^v Willa z Misteriami >>>>>>>>>> Użyj tłumacza <---------------> My Yellow Star Photos Collection


My gallery on one page <---> my p-track


Costruita nel II sec. a.C. sul pendio verso il litorale, fu ristrutturata verso il 60 a.C. e poi nel I sec. d.C.: è una delle oltre 100 ville scoperte nell’area vesuviana, di solito legate alo sfruttamento agricolo, ma anche alla moda delle classi elevate di avere un “rifugio” fuori città, ove ricreare un ambiente pervaso di “secondo stile” (inizi I sec. – 20 a.C.), e uno servile, accanto ai locali di lavorazione del vino (torcularia): qui è ricostruita una pressa per la spremitura dell’uva , con il tronco a testa d’ariete. Lungo le pareti del triclinio è il grande affresco (megalographia), con scena di rito misterico (donde il nome della villa) ovvero d’iniziazione femminile al matrimonio. Splendidi esempi di “terzo stile” a fondo nero sono nel tablino, con motivi miniaturistici tratti dalla pittura egiziana.

secondo stile: decorazione pittorica parietale (inizi I – 20 a.C.), detta anche “architettonica”, che raffigura edifici e li realizza non con lo stucco, ma col tratto pittorico, con sensibilità prospettica

triclinio: sala da pranzo, dove si mangiava distesi su letti disposti su 3 lati

terzo stile: decorazione pittorica parietale (20 a.C. – 50 d.C.), detta anche “ornamentale”, che divide rigidamente la superficie in senso verticale e orizzontale mediante elementi architettonici o vegetali o lineari, al centro dei quali sono motivi decorativi e pannelli figurati

tablino: ambiente di rappresentanza della casa, tra atrio e peristilio (giardino circondato da portici colonnati)

da “Piccola guida agli scavi di Pompei”


97.

previous id: 32983570

258 views since Mar 7, 2010

9 comments

1 fav

0 like

no GE

previous title: Affresco Villa dei Misteri # Fresk Willa z Misteriami (3)



Villa dei Misteri: un segreto pieno di emozioni

Pompei: una città magica, un mondo antico, pieno di vita e di ricchezze, distrutto improvvisamente dalla famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C., conosciuta e studiata dagli archeologi, dai vulcanologi e dagli storici di tutto il mondo. Ceneri, lapilli e colate di gas ad altissime temperature (denominate dagli studiosi Surge – ndr) sommersero Pompei, arrestandola in un fermo-immagine nel tempo.

Assieme alle persone impegnate nelle loro attività, le botteghe, le strade, il Foro, l’anfiteatro, le terme a Pompei anche le Ville, affascinanti abitazioni di personaggi noti o famiglie romane importanti, vennero completamente ricoperte dalla furia del Vesuvio che continuò a far tremare la terra anche nei giorni immediatamente successivi all’eruzione. ArcheoVesuvio propone ai nostri lettori, un viaggio nel tempo, un salto nel passato all’interno di queste meravigliose domus della Pompei antica, partendo da una delle più suggestive: Villa dei Misteri.

Villa dei Misteri è una villa suburbana di epoca romana, ubicata a pochi metri di distanza fuori dalle mura della città di Pompei; secondo Plino il Vecchio e Vitruvio (rispettivamente ammiraglio, scrittore naturalista e architetto e scrittore romani – ndr), le ville in età romana erano essenzialmente delle case di campagna e potevano dividersi in due grandi gruppi: la villa urbana, a pochi chilometri da Roma, adoperata come residenza di campagna per una o due notti e la villa rustica, residenza con funzioni di fattoria, abitata prevalentemente dagli schiavi che ivi svolgevano lavori legati alla produzione agricola dei campi circostanti.

Di carattere rustico-residenziale Villa dei Misteri fu riportata alla luce soltanto tra il 1909-10 e ancora oggi è uno dei siti più visitati di tutti gli scavi archeologici di Pompei, sopratutto per i suoi magnifici affreschi nella sala del triclinium, molto ben conservati, che raffigurano riti misterici, da cui appunto la villa prese il nome. Scoperta dal proprietario terriero di quella zona, fu battezzata inizialmente come Villa Itis e soltanto nel 1931 furono rese pubbliche alcune tavole a colori che rappresentavano gli affreschi, grazie all’opera dell’archeologo italiano Amedeo Maiuri; purtroppo ancora oggi lo scavo non è stato completato e nessuno può supporre quali “segreti” ancora nasconda Villa dei Misteri. A causa delle frequenti scosse di terremoto che precedettero l’eruzione, si pensa che la villa era in una fase delicata di lavori di restauro, infatti durante gli scavi non vennero ritrovati materiali preziosi, oggetti o suppellettili, ma soltanto nella zona rustica venne rinvenuta una statua di Livia in abiti da sacerdotessa assieme a numerosi resti umani.

Villa dei Misteri fu costruita nel II secolo a.C. e durante l’età augustea godette del suo massimo splendore, tanto da essere ampliata e abbellita: di forma quadrata situata sulla sommità di una collinetta da cui si poteva scorgere il Golfo di Napoli, era vista come una villa d’otium, dotata di sale ampie e di giardini pensili in una posizione panoramica a pochi passi dal mare; poggia su un terrapieno, sostenuta da un criptoportico ad arcate cieche usato successivamente come deposito; a causa dei numerosi terremoti, poi fu trasformata in villa rustica, con attrezzi agricoli e torchi per la lavorazione e la spremitura dell’uva, adibita quindi alla vendita del vino. L’ingresso principale, in parte ancora da dissotterrare, si trova lungo una via secondaria che probabilmente portava alle Tombe; nella parte rustica vi sono zone interamente dedicate alla cucina, ai forni, panifici e celle per il vino. Grazie a un sigillo ritrovato, conosciamo il nome del custode di Villa dei Misteri: Lucio Istacidio Zosimo.

All’interno di Villa dei Misteri si dipanano vari ambienti laterali chiamati cubicula, decorati prima in II Stile e poi in III Stile; vi è anche il quartiere termale, il triclinio e una scalinata che conduceva ai piani superiori, nelle stanze della servitù. La meraviglia incontrastata di Villa dei Misteri è tutto il ciclo pittorico: le decorazioni parietali si differenziano in base al periodo storico; nel tablino le pareti sono affrescate di nero con decorazioni in stile egittizzante, mentre in altre sale ci sono affreschi del I secolo a.C. di un artista anonimo che con la tecnica della megalographia, ispirata alla pittura greca, raffigurava figure a grandezza naturale, come nella famosa scena del Dioniso. Ancora incerto è il significato profondo dell’affresco: una serie di sequenze che potrebbero descrivere momenti simbolici, una scena di mimi, danze o celebrazioni di un matrimonio, o il rito di iniziazione per le spose di Dioniso.

Nell’osservare bene gli affreschi, si nota una donna occupata ad acconciarsi i capelli circondata da amorini che reggono specchi; segue una matrona seduta su un trono e poi una donna velata, con accanto una sacerdotessa e ai suoi piedi un fanciullo intento a leggere testi sacri. Importante è la scena dell’agape: una sacerdotessa versa del vino su un ramo di mirto, con accanto un sileno che suona la lira; vi è anche una scena che raffigura una satiressa che allatta un capretto con accanto un satiro che suona il flauto e una sposa che cerca di avvolgersi in un mantello. Segue poi la scena della catottromanzia (divinazione attraverso uno specchio ritenuto magico – ndr) in cui c’è un sacerdote che porge a un giovane una coppa in cui ci si può specchiare.

Purtroppo la scena più rovinata è quella di Dioniso tra le braccia di Arianna; vi è poi la scena del linkenon e phallos, in cui una giovane scalza coperta solo da un lembo di mantello, scopre il fallo del dio, simbolo di fertilità. Segue poi la scena della flagellazione nella quale una ragazza in ginocchio viene frustata da Telete e infine una scena danzante, in cui vengono allegramente suonati cembali da una ministra del culto mentre una giovane danza dolcemente.

fonte:

http://www.vesuviolive.it/cultura/archeologia-vesuvio/62609-villa-dei-misteri-un-segreto-pieno-di-emozioni/

Show more
Show less
Save Cancel Want to use bold, italic, links?

Comments (37)

« Previous12Next »
grecik on December 5, 2012

;)

MarioTs on December 5, 2012

brava.. vacci tu che hai Pompei più a portata di ..scatto !! ))

esse est reminisci (… on December 5, 2012

Eh, sì! Ricordo - ma molto tempo fa, non so se oggi vi sia ancora qualcosa di simile - un custode molto approssimativo che suggeriva ai turisti la visione - a pagamento - di un'immagine di Priapo ben celata da una porticina di legno, un po' come una sacra icona! Credo che certi misteri attualmente facciano molta meno impressione che un tempo, sia in ambito profano che in ambito sacro. Forse il mondo di oggi è meno ingenuo,ma non so dire se sia culturalmente più evoluto...

grecik on December 5, 2012

Sicuramente meno ingenuo e che del mistero non conserva più niente Raffaele. Spesso le immagini del genere sono oggetto di cartoline da spedire per posta. Almeno in passato ne ho viste. Con l'arrivo dell'internet molte cose sono cambiate.

esse est reminisci (… on December 5, 2012

Forse anche lo spirito goliardico...

grecik on December 5, 2012

Forse più la mancanza di educazione. Le foto dei panoramici testimoniano spesso l'uso dell'immagine fallica con, spesso, frasi adeguate che la accompagnano come oggetto principale che invade muri e monumenti. E non è opera degli adulti...

esse est reminisci (… on December 5, 2012

Diciamo che il fanciullino interiore (non so se Pascoli sia d'accordo con questa licenza...poetica) forse non si decide a crescere...

grecik on December 5, 2012

Non lo so Raffaele, forse il fanciullo di Pascoli è quella parte di noi preziosa da conservare per tutta la vita? Invece i ragazzini di oggi si vedono spesso abbandonati a loro stessi e fanno quel che vogliono. Con l'internet prima mi riferivo al fatto che la posta non funziona più come prima, però è anche vero che i nostri figli affidati alla tv e al computer restano senza punti di riferimento crescendo grandi ma non adulti :) E così con tutto quel che offre la multimedialità, ed essendo noi genitori assenti, ci ritroviamo nel mondo di oggi che è meno ingenuo ma non culturalmente più evoluto.

esse est reminisci (… on December 5, 2012

Il Fanciullino è certo una parte di noi preziosa, ma che giustamente come fai intendere tu,Greta, non andrebbe lasciata sola o affidata alla multimedialità, perché TV e computer non possono essere sostitutivi di un interlocutore reale, ma nella migliore e selezionata delle ipotesi, solo integrativi. Altrimenti rischiano di diventare uno specchio magico in cui ci si illude di trovare la risposta onnipotente a tutte le domande e a tutti i desideri, esonerando la mente a fare un esame di realtà, rinunciando alla sana fatica (il lavoro) e al disincanto che sono due strutture portanti della cultura.

grecik on December 6, 2012

Sì, hai ragione Raffaele. Anche se una via di fuga prima delle distrazioni multimediali c'è sempre stata per chi non ha avuto forza di far conti con la realtà (alcol e droga), le nuove tecnologie producono le nuove dipendenze per la disgrazia di tutti noi fanciulli e delle le nostre famiglie.

Michael Sumerin on December 25, 2012

Interesting Photos. Like. Michael.

grecik on December 25, 2012

mrmvs, thank you very much Michael :) Ciao, Greta

Giannino NO VIEWS on December 30, 2012

a distanza di oltre 2000 anni questo affresco è ancora molto affascinante e sensuale - L I K E - saluti e auguri da Roma - Gianni

grecik on December 30, 2012

Ciao Gianni e grazie! Questi affreschi hanno una forza di soppravvivenza incredibile! :)

Красивая фреска. Старина. Like!

grecik on March 24, 2014

Ivan Bykov / Иван Быков, thanks a lot. Ciao, Greta

grecik on March 31, 2014

Hai visto Du Pall? Da qui all'origine del mondo ci passerà mica un altro papa? ;-)

Grazie Papa Francesco della tua libertà di penziero! :D))

« Previous12Next »

Sign up to comment. Sign in if you already did it.

Photo details

  • Uploaded on November 20, 2012
  • © All Rights Reserved
    by grecik
    • Camera: PENTAX Corporation PENTAX K10D
    • Taken on 2010/03/02 13:16:14
    • Exposure: 0.100s (1/10)
    • Focal Length: 50.00mm
    • F/Stop: f/4.000
    • ISO Speed: ISO800
    • Exposure Bias: 0.00 EV
    • No flash

Groups