Stemma della Famiglia Gravina - (anni '30)

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Comments (16)

stefano incerpi on March 11, 2008

Bello! Complimenti Ilda, Stefano

Ilda Casati on March 11, 2008

Ecco Stefano. Questo è il casato di mio marito. A me resta solo il ..."Casati" come cognome. Ma anche ai Casati non mancano gli stemmi... Chissà la famiglia Incerpi che storia ha, chissà quanti avoli prestigiosi... Ciao, Ilda.

stefano incerpi on March 11, 2008

Ciao Ilda sei troppo generosa, non ho mai fatto questo tipo di ricerca anche perchè non saprei da quale parte rifarmi. Complimenti per i Vostri avoli, saluti a tutti. Grazie, Stefano..

© Aldo Larosa old on March 15, 2008

Ilda ho il piacere di farti vedere forse la più vecchia foto in Panoramio: questa: Ciao, Aldo

Bepix (Giuseppe de G… on March 20, 2009

Cara Ilda, navigando nella tua galleria fotografica mi sono imbattuto in questo vostro stemma nobiliare, e poiché la Storia è la mia passione, che va a braccetto con l’Araldica, mi sono permesso di ragguagliarti d’altri particolari, nella speranza di farti cosa gradita. Per la ricerca mi sono avvalso della “Bibbia” dell’araldica, il Dizionario Storico-Blasonico delle Famiglie nobili e notabili italiane, estinte e fiorenti, di G.B. DI CROLLALANZA.

GRAVINA di Sicilia – Ebbe origine dai Conti di Gravina nel Regno di Napoli, originari della R. stirpe dei Principi Normanni, e fu incominciata in Sicilia da Giacomo consigliere e segretario del Re Martino. – Fu signora di cinquantasei feudi, di sei marchesati, di cinque ducati, e di tredici principati. – Alessandro comandante nel 1550 l’esercito dell’Imperatore Emanuele Commeno in Palestina; Gilberto viceré del regno nel 1167; Stefano nel 1234 Arcivescovo di Palermo; Girolamo priore di Lombardia per l’Ordine di Malta; Giovanni Giuseppe poeta e celebre giureconsulto nel 1700; Pietro cardinale Arcivescovo di Palermo nel 1834.

  • ARMA: Spaccato; nel 1° d’azzurro a due bande d’oro sinistrate da una stella d’argento di dieci raggi; nel 2° d’azzurro, alla banda scaccata d’argento e di rosso di due file.

  • CIMIERO: un uccello gaipa di bianco (Il cimiero, vale a dire l’elmo, era posto di sopra lo scudo [Arma])

  • MOTTO: Spero (posto in uno svolazzo sotto lo scudo).

CASATI di Milano – Capo-stipite di questa famiglia fu un Apollonio vicario imperiale per Lotario il Sassone nel 1126, il quale eresse un castello presso Casate-Vecchio nella Martesana. – Si trova ascritta nella matricola delle 200 famiglie patrizie milanesi, pubblicata da Ottone Visconti nel 1277. – E’ divisa in due rami; quello dei Conti di Borgo Lavezzaro e nell’altro dei Conti di Spino e Nosadello. – Guglielmo reggente della città di Milano nel 1323; Girolamo decurione nel 1535; Gabrio Cavaliere della Santissima Annunziata. – Un ramo di questa famiglia fiorisce in Francia.

  • ARMA: D’argento al mastio di rosso aperto del campo, merlato di cinque pezzi alla guelfa, torricellato di un pezzo e questo con tre merli simili e coperto, il tutto racchiuso entro due trecce di capelli dello stesso, ciascuna di tre manipoli passati in croce di S. Andrea, nella punta dello scudo e le punte combaciantesi in alto.

  • CIMIERO: un’aquila d nero nascente, rostrata d’oro e linguata di rosso.

  • S. M. il Re Vittorio Emanuele (II) nel 1873 concesse al Conte Gabrio Casati un capo recante la parola FERT con due rose dell’ordine della SS. Annunziata d’oro in campo azzurro e due leoni a sostegno dell’arma.

L’arma dei Gravina che mostri in foto, differisce di poco da quella su descritta, e mostra nel 2° spaccato una banda scaccata d’azzurro e d’argento (o bianco?) anziché d’argento e di rosso. Queste lievi differenze sono di certo dovute a mutazioni nella blasonatura, per differenziare l’Arma del primogenito (al quale questa spettava di diritto con il relativo titolo nobiliare), da quella dei figli cadetti, i quali erano insigniti solo del comune titolo di nobile. Era, però loro concesso di usare lo stemma di famiglia, sopra il quale si doveva riportare la corona spettante al Capo famiglia (es. per il Conte, la corona a 16 perle, di cui nella blasonatura sono visibili solo 9 perle),e farsi appellare: nobile Tizio dei Conti Tal de Tali. Nel caso che al cadetto, fossero concesse dal Re nuove Lettere Patenti, con le quali era insignito di un nuovo titolo nobiliare (che poteva essere pari, superiore od inferiore a quello del primogenito), si aveva facoltà di mantenere lo stemma di famiglia, il quale, di norma, per rispetto a quello spettante al Capo del casato, veniva a differire in qualche particolare, o aggiunta.

La corona in capo allo stemma dei Gravina, ha una foggia particolare, praticamente uguale a quella in uso in Olanda per i Marchesi. Probabilmente chi ha blasonato lo stemma, ha voluto usare questo tipo di modello. Secondo la blasonatura dello stemma, a codesto ramo della Famiglia Gravina, spetta il titolo nobiliare di Marchese.

Come nota informativa, riporto i titoli nobiliari riconosciuti nel [ex] Regno d’Italia: Principe, Duca, Marchese, Conte, Visconte, Barone, Signore, Patrizio, Cavaliere ereditario, Nobile. Questo ultimo è comune agli insigniti d’ogni altro titolo.

Cari saluti, Bepix

Ilda Casati on March 22, 2009

Carissimo e super-carissimo Giuseppe!! Non solo avevo già letto la tua interessante esposizione, ma ne fui assai lieta, sia per le notizie, utili ed arricchenti, sia per la tua dedizione che mi ha quasi commosso. Complimenti per tutta questa tua competenza e per la passione che dimostri. Solo una cosa non mi torna: hai scritto Casate-Vecchio nella Martesana. Credo che anziché Martesana, forse volevi scrivere Meratese. E questo torna (la Martesana è tutta un'altra zona, invece qui siamo in Brianza, prov. di Lecco). Casate Vecchio non sono sicura che esista ancora. Nel 1692 si staccò da Casate Nuovo e non riesco a trovarne traccia. Le branchie dei Casati comunque sono forse cinque o più. E' molto difficile per la mia famiglia restringere il cerchio degli avi. Bisognerebbe passare ore negli archivi, ammesso che sia concesso. Lo stemma che ho fotografato non si riferisce sicuramente al ramo da cui discendo, ma è stato per uno sfizio... Invece per quanto riguarda i Gravina, ti confermo che il colore della scacchiera è bianco e argento. Un altro stemma che mio marito fece stampare in Irlanda invece è bianco e rosso, come hai scritto tu. Non so se sia stata questione per differenziare il primogenito dai cadetti, ma è probabile. Una curiosità: Alberto da Giussano era un Casati! I genitori di mio marito (Gravina) sono nativi delle Puglie. Sia in Sicilia che in Puglia, vi sono cittadine chiamate Gravina. Carissimo Giuseppe grazie ancora e scusami perché non ho avuto il tempo per risponderti prima. Se ho bisogno di chiarimenti sul tema (anche per altri cognomi) sono sicura che potrò rivolgermi a te. A proposito: mi racconti qualcosa dei "De Giacometti"? Quel De, ha l'aria di celare parecchia nobiltà, proprio come quella del tuo animo! Ilda

Bepix (Giuseppe de G… on March 23, 2009

Cara Ilda, ho voluto per scrupolo controllare di nuovo il volume I dello storico e studioso di araldica, Giovanni Battista di Crollalanza. Confermo che per la famiglia Casati, ha indicato nella Martesana la località dove Apollonio Casati ha costruito il suo castello, sito in Casate Vecchio. E' sicuramente un errore, e non è la prima inesattezza che ho trovato nei tre volumi della sua opera. Il di Crollalanza ha confuso il territorio di Merate (Meratese), dove era ubicata Casate Vecchia, con quello dove scorre il naviglio, detto della Martesana, canale fatto costruire da Filippo Maria Visconti (1412 - 1447), per collegare Milano al fiume Adda.

Per quanto riguarda la mia famiglia, posso dirti che è di origine feltrina, insignita del titolo comitale, divisa in due rami, uno in Pedavena (a 2 km da Feltre), l'altro in Feltre, dove tutt'ora i membri del numeroso Clan risiedono. Mio padre Angelo, fu l'ultimo del mio ramo familiare a nascere a Feltre,nel 1918. Nel 1922 mio nonno Giuseppe, si trasferì a Roma per lavoro, mentre due suoi fratelli, Mario e Guerrino, emigrarono in Francia, a Nancy e Parigi, dando luogo al nascere del ramo francese della famiglia.

Nella speranza di non averti tediato con queste ciacole, ti saluto, nella convinzione che anche tu, ritenga, come il sommo Poeta, che la vera nobiltà è quella d'animo, non di lignaggio!

Bepix

Ilda Casati on March 23, 2009

Caro Giuseppe grazie per le ulteriori precisazioni e per le belle foto di Feltre. Non c'è pericolo che io venga "tediata". Non ne sarei capace. Spalanco cuore e mente a tutto, a tutto ciò che è buono e utile. Un sincero abbraccio a te, tanto nobile d'animo! Ilda

Bepix (Giuseppe de G… on March 23, 2009

Grazie a te, Ilda!

Un fraterno abbraccio, Bepix

Salvatore Distefano on June 26, 2009

Ilda, ogni tuo desiderio per me è un ordine che io vado ad esaudire ben volentieri...ecco il copia ed incolla!

IL GONFALONE (Gravina di Puglia)

Il gonfalone rappresenta la bandiera e l'insegna della città e del comune, sotto i cui colori tutti i cittadini si sentono uniti e fratelli, come un popolo sotto la propria bandiera nazionale.

Il nostro gonfalone è fatto da un drappo di seta bipartito nei due colori della città: giallo-oro a destra e azzurro tendente al verde a sinistra. Sui due campi sovrasta, centralmente, lo stemma della città con sotto la scritta "Gravina in Puglia". È sorretto in alto da un bastone orizzontale col quale si appende a quello verticale, che serve di sostegno; termina in basso a coda di rondine.

Non si posseggono documenti che attestino la sua origine, ma i colori e la forma ci consentono di congetturare con buona approssimazione storica che il gonfalone sia nato durante il periodo svevo.

È probabile che sia stato coniato da Gilberto d'Aigle, conte di Gravina, il quale rivestì una carica di prestigio alla corte di Sicilia e quindi tenuto a presentarsi con bandiera distintiva del suo feudo.

Sono certo e convinto che sia stato proprio Federico Il a coniarne la forma ed il tutto, fondendo vecchio e nuovo, colori e forma, economia e potere.

La forma a coda di rondine evidenzia che la città fu fedele ghibellina e poichè già capoluogo di contea, l'imperatore la volle sede della Curia generale per la Puglia, Basilicata e Capitanata; cioè sede dell'organo giudiziario che trattava le cause riguardanti le ingiurie e danni commessi dai suoi rappresentanti ufficiali: presieduta da un nunzio imperiale, da un giustiziere, da quattro probi cittadini, di cui, due ecclesiastici.

Certamente, un antico capoluogo di provincia e regione richiedeva un suo emblema, che fu l'attuale gonfalone.

Eccoti accontentata...un abbraccio, Salvatore

Ilda Casati on June 28, 2009

Salvatore! Ma che lavoro! Grazie, ti sarà costato diverso tempo. Ho letto tutto e mi ha interessato molto. Conserverò questo testo. Se è vero che ogni mio desiderio è un ordine ... sta attento, ne profitterò! Un riconoscente abbraccio. Ilda

ramacca on August 4, 2009

Gentile Signira Ilda Gravina, non sapendo come contattarla uso questo forum soerando mi sia consentito. Stò pubblicando un libro sul pilota di marina Giuseppe Miraglia che aveva come amico e osservatore di volo Manfredi Gravina di Ramacca. Tralascio tutta la storia che conosco e l'amicizia con d'Annunzio e vengo al sodo, Lei è parente con Manfredi? Se si è in grado di fornirmi qualche foto? Io possiedo solo quella che fece all'ingersso in Accademia Navale e vorrei ampliare la sua biografia. Mi scusi per il disturbo. Ramacca g.solli46@virgilio.it

Camillino on September 14, 2009

scusami, visto che sembri in qualche modo imparentata con i casati, sai qual'è il blasone dei casati (indifferentemente dal ramo comitale)? a me sembra di ricordare due trecce di capelli disposte parallelamente in campo rosso, ma non ho foto. tu ne hai? sto ricostruendo la storia di famiglia su wikipedia (sono l'utente che ha creato la voce famiglia casati) e una foto mi servirebbe proprio.

Ilda Casati on September 15, 2009

Caro Camillino, innanzitutto complimenti per l'egregio lavoro e tutto l'interesse che dimostri. Ho dato un'occhiata alla pagina curata da te su Wikipedia. Sono molto dispiaciuta nel scriverti che non sono in grado di fornirti apporti utili. Il mio cognome da nubile effettivamente è Casati. Ma so che le branchie che si sono succedute al capostipite sono diverse, e ignoro quale sia la mia. Posso dirti che mio papà è nato alla Cascina Lanzano (Villa Raverio). Ma il nostro cognome in quelle zone pullula ovunque. Abbiamo fatto, tempo fa, richiesta per avere una stampa dello stemma (ad un esercizio però troppo commercializzato per ritenerlo affidabile). Mi sembra che ci proposero cinque blasoni differenti, con origini disgiunte, e noi non sapevamo quale ci riguardasse. Quindi ne scegliemmo uno a caso, ma mio padre era sicuro che non si trattasse del nostro. Mio marito, anni fa, a Dublino si fece stampare (sempre con mezzi moderni computerizzati) lo stemma della sua famiglia con accanto quello della mia. Questa volta mio padre vi scorse nei disegni stilizzati più attinenza (e paradossalmente fu stampato in Irlanda, non in Italia!). Vi è riportato un maniero (rosso) racchiuso non da trecce ma da una corda fatta ad intreccio, rossa, disposta ad anello, i cui due capi si congiungono in basso con un nodo. Lo sfondo è bianco. Ritengo questa stampa di nessun valore araldico e di dubbia pertinenza. Ma se tu pensi ti possa essere utile visionarla, farò volentieri una foto. Sempre a disposizione e ... la famiglia Casati ringrazia! Un caro saluto, Ilda.

giuseppina13@live.it on July 3, 2011

Cara Ilda, io sono una discendente diretta della nobile famiglia dei Gravina. Questa sera con mio fratello abbiamo cercato tutti i parenti di Napoli e Palermo.Mio padre é figlio di Umberto e Nipote di Gravina Antonio Franco, sua nonna era una Soudrieu. Da quale ramo discende tuo marito? Spero in una tua risposta. A presto Giuseppina Gravina.

Ilda Casati on July 6, 2011

Cara Giuseppina, purtroppo mio marito (Cosma Gravina) non conosce il ramo da cui discende. Sappiamo che i suoi parenti da diverse generazioni sono di origine pugliese, più che altro concentrati nella zona di Foggia (Ortanova e dintorni). Non è a conoscenza di avi del proprio casato che fossero abitanti della zona di Napoli, Campania o Palermo. Mi spiace, di più non sappiamo esporti. Purtroppo siamo privi di qualunque documentazione adatta a tale ricerca. Un carissimo saluto. Ilda Casati (di Panoramio).

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  • Uploaded on March 10, 2008
  • Attribution-Noncommercial-No Derivative Works
    by Ilda Casati
    • Camera: OLYMPUS IMAGING CORP. X600,D630,FE5500
    • Taken on 2008/03/10 13:14:42
    • Exposure: 0.025s
    • Focal Length: 5.80mm
    • F/Stop: f/2.800
    • ISO Speed: ISO64
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