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La Casa della Vecchina (Febbraio 2013)

La Casa della Vecchina (Febbraio 2013)

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Questa isolata località, sita nelle vicinanze dell’ormai quasi prosciugato Lago della Nava, sul crinale Aveto/Trebbia in prossimità del Passo del Fregarolo, è indicata sulle carte geografiche come “Casa della Vecchina”.

Si tratta di un'interessante struttura in pietra a vista, in condizioni di conservazione relativamente buone, che presenta due ingressi dotati di portali eulitici posizionati a livelli differenti, il che fa pensare che lo spazio interno fosse organizzato su due piani (probabilmente, secondo uno schema ricorrente, il piano terra era destinato a stalla, in modo da sfruttare il calore prodotto dalle bestie per riscaldare il piano superiore, adibito a residenza).

La trabeazione del tetto è costituita da robusti tronchi, mentre la copertura è in ciappe di ardesia. Sul portale del piano superiore è stata scalpellata una data, ormai quasi del tutto abrasa, i cui primi due numeri sono 16... Il portale del piano terra invece non presenta incisioni.

Secondo la tradizione, la casa era abitata nel XVII Secolo da un’anziana contadina che ogni domenica era solita affrontare un lungo cammino per recarsi a Messa, presso la Parrocchia di San Giovanni Battista a Priosa.

La Storia ci dice che detta Parrocchia venne istituita nel 1659, per smembramento dall’originaria Parrocchia di Cabanne, grazie all’intervento della marchesa Violante Lomellini Doria, che si fece promotrice della ricostruzione dell’antico oratorio esistente da tempo immemorabile in Priosa.

In effetti, si tramanda che al momento della decisione circa la località dove edificare la rinnovata chiesa, dopo una prima ipotesi che prevedeva la fondazione del nuovo tempio al centro della vallata, nei pressi dell’abitato di Noci, i parrocchiani avessero invece optato per la conservazione dell’originaria posizione dell’oratorio, proprio per non rendere troppo lungo e magari pericoloso il viaggio della vecchina.

Secondo alcune testimonianze raccolte da Sandro Sbarbaro (www.valdaveto.net), gli anziani di Cardenosa erano soliti ricordare che la solitaria abitante della località (oggi scomparsa) di Pozzi, situata nella stessa parte della vallata, si recava abitualmente a messa a Priosa con lo schioppo sulle spalle, temendo di incontrare i lupi. Non sono disponibili informazioni più precise, ma chissà che in qualche modo le due figure, quella della vecchina e quella della donna col fucile, non siano in realtà riferibili ad un’unica matrice narrativa.

La vicenda presenta peraltro tratti piuttosto inverosimili (un’intera comunità che adegua le proprie esigenze legate alla fondazione di una nuova parrocchia, per di più nata per interessamento della famiglia nobile genovese per eccellenza, alla comodità di un’unica persona), ma non del tutto inediti. Nell’area appenninica, infatti, sono molti e vari i racconti in odor di leggenda legati alla nascita di chiese e paesi, che presentano non di rado elementi di scontro tra diverse e opposte fazioni.

La fondazione delle parrocchie nelle Diocesi che ne erano sprovviste, com’è noto, subì una decisa spinta propulsiva dopo il Concilio di Trento (1545-1563), anche se verosimilmente nelle zone montane la diffusione della “nuova” istituzione non fu omogenea e immediata. E’ probabile che la creazione di centri religiosi autonomi e più importanti rispetto ai vecchi oratori campestri abbia favorito in alcuni casi l’abbandono delle frazioni più lontane, mentre in altri si siano verificati o acuiti conflitti e rivalità tra gli abitanti del “capoluogo” e delle borgate più o meno vicine da esso dipendenti.

Forse la storia della Vecchina, inconsapevolmente, maschera una vicenda più complessa, dove una iniziale situazione di contrasto tra gli abitanti di Priosa e quelli delle frazioni più distanti (ad esempio Salto) è stata in seguito composta con la decisione di collocare la nuova Parrocchia in una posizione tale da consentire a tutti gli “aventi diritto” di accostarsi ai Sacramenti senza affrontare eccessivi disagi, mantenendo anzi la sede originaria.

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Comments (6)

Monika Rossi, on February 11, said:

Che storia interessante..!! Bella anche la foto , e la minuscola casetta...ma e' davvero cosi' piccola come sembra nella foto ??

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jack72, on February 11, said:

... con un tetto di ciape (come si dice da me). Ne riamngono veramente poche poche .. pensare che fino al dopoguerra (cosi' mi dicono) erano tuttte cosi' ... inutile aggiungere che me la metto in archivio con un L+F.

Jack

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FabioRox, on February 12, said:

... mi devi dire poi da dove ci sei arrivato.... ;o)

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giames (Giacomo A. T…, on February 12, said:

Ciao Monika, saranno 3,5X5 metri, a occhio. Però è su due piani. Gli ingressi sono molto bassi: evidentemente le persone erano più minute, 400 anni fa.

Sì, Jack, erano anche molto più facili da vedere le case in pietra a vista, che se sono ben tenute sono bellissime. Poi sono arrivate le vernici a spruzzo, tutte uguali...

Ciao Fabio, fino al Lago della Nava il sentiero è agevole... Scendere qui è un po' più complicato, ma solo per la pendenza, in effetti sono tutti prati.

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varkos, on February 16, said:

Excellent photo! Like!

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giames (Giacomo A. T…, on February 17, said:

Ancora grazie!!!

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Photo taken in Rezzoaglio, Province of Genoa, Italy

 

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    • Camera: Canon EOS 650D
    • Taken on 2013/02/09 11:29:23
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    • Focal Length: 16.00mm
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