Via Città del Messico, la più corta di Milano (12 metri), così corta che non la si vede più perché nascosta dal verde

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Comments (3)

©Luigi Petrazzoli on April 2, 2008

Ciao Ilda, ieri ho fatto un giro all'Urban Center ed ho ammirato i plastici della futura skyline. Qualcosa di bello ed anche qualcosa di banale. Bisognerà poi vedere anche la ricaduta di tali strutture sul traffico urbano, visto che molto difficile intervenire sugli assi stradali. Mi domando poi, visto il progetto (non esposto) della nuova sede EXPO, in che modo potrà essere attuata una idonea viabilità per raggiungerla dal centro di Milano. Considerando la "impraticabilità" di via Gallarate e della Varesina, l'unica modo per raggiungere la nuova Fiera è l'autostrada dei laghi, con uno svincolo da cui può uscire un solo veicolo alla volta! Tutti in metrò (già impossibile nei giorni della fiera) o in treno (uno ogni mezz'ora)?

Ciao, Luigi

Ilda Casati on April 3, 2008

Ciao caro Luigi. Anch'io ho le tue stesse perplessità, anche se nella mia ignoranza non sono in grado di formulare un'interessante analisi, quale tu hai esposto a Marco e a Pier Luigi (speculazione edilizia, mano d'opera a basso costo, rialzo dei prezzi ecc.). Posso dirti che a Rimini da qualche anno hanno aperto la nuova fiera, nell’entroterra. Ma non ci sono strade di accesso atte ad una ricezione contemporanea di decine di migliaia di persone (io vado per gli esercizi spirituali e siamo in 26/27 mila). I momenti di arrivo e partenza coi pulmann sono molto pesanti e ti lascio immaginare quanto l’ambiente sia invaso dai gas di scarico. Tuttavia, di fronte all’importanza del momento che là viviamo, questo disagio resta marginale. Non altrettanto però lo sarebbe in un evento quale l’Expo. Riguardo al collegamento dei nove parchi sono “speranzosa” (parola di ciclista). Chiederò un parere a Cosma, politicamente impegnato da oltre un trentennio. Comunque siamo qui tutti pronti ad assistere a quanto di tutto ciò che è stato pianificato e promesso si realizzerà. Oggi nella posta ho trovato quei due DVD sulla futura skyline (sono stati di parola).

Luigi, sai indicarmi un sito che traduca non solo le parole ma anche frasi intere (italiano/inglese e viceversa). Ho una cara corrispondente su Panoramio da Belgrado. Lei è molto gentile, mi scrive spesso (in inglese) e io non sono in grado di darle risposte. Ti ringrazio. Un carissimo saluto. Ilda

©Luigi Petrazzoli on April 3, 2008

Cara Ilda, ti ringrazio per i tuoi commenti che, in qualche modo, confermano le mie perplessità. Che aree vincolate a verde possano diventare edificabili onde permettere la realizzazione degli edifici dell'Expo è normale. Che, dopo l'Expo, tali aree di proprietà privata diventino edificabili a tutti gli effetti lascia qualche dubbio. Ma quello che, personalmente, ritengo completamente illogico e sbagliato è la mancanza di un serio studio della viabilità. Non ci rendiamo conto che, in caso di emergenza, Milano è diventata una città pericolosissima. Abbiamo ridotto la larghezza delle strade senza prevedere passaggi per i mezzi di emergenza. la scorsa settimana, ad esempio, ero in via Inganni. Alle mie spalle sopraggiungeva, a sirene spiegate, un'ambulanza. Dovette restare in coda perchè l'autobus si era fermato, regolarmente alla fermata. Anni fa, come succede in tutto il mondo, gli autobus accostavano al marciapiede. Ora, qualche cervellone, anzichè pensare di multare i veicoli fermi in corrispondenza delle fermate, ha pensato di allargare i marciapiedi. Bene dal punto della sicureza dei pedoni, ma i mezzi di soccorso dove passano. Lo stesso si può dire per il centro: dovessero passare mezzi di soccorso in via Mazzini? Tuo marito è politicamente impegnato da un trentennio, io è da poco più di un trentennio che ne sono uscito, disgustato dagli intrallazzi che avevo avuto modo di constatare. E guarda caso anche allora c'era di mezzo una questione riguardante una strada. Non so se hai presente quella che è ora la residenza Newton del Politecnico, a San Leonardo. Questa, che era nata come Casa albergo per studenti lavoratori, doveva essere posizionata in altro luogo del quartiere. Ma, causa la protesta di alcuni residenti, fu sui due piedi "trasferita" in mezzo a via Borsa, da poco realizzata, in uno spazio compreso tra il tunnel della MM ed il fiume Olona. La strada fu dirottata creando una assurda strettoia espropriando parcheggi. Non si volevano perdere i finanziamenti della Regione ma la Casa albergo aveva quattro progettisti, ognuno legato ad un diverso partito dei quattro allora più importanti!

Ilda per le tarduzioni nelle varie lingue io ricorro a Google Translator. Permette di tradurre molte lingue in e dall'inglese, ma non permette la traduzione diretta, ad esempio, dall'italiano al francese. Non è perfetto ma, solitamente, permette di capirsi.

Un carissimo saluto a te ed a tuo marito, di cui ammiro l'impegno. Ciao, Luigi

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Photo details

  • Uploaded on April 2, 2008
  • Attribution-Noncommercial-No Derivative Works
    by Ilda Casati
    • Camera: OLYMPUS IMAGING CORP. FE-140,X-725
    • Taken on 2008/04/01 10:09:00
    • Exposure: 0.003s (1/320)
    • Focal Length: 6.30mm
    • F/Stop: f/3.100
    • ISO Speed: ISO80
    • Exposure Bias: 0.00 EV
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