Notre Dame"La Fontana Misteriosa"

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Fulcanelli dice:Quello del pilastro sinistro ci presenta l'alchimista che scopre la Fontana misteriosa, quello che il Trevisano descrive nella Parabola finale del suo libro sulla Philosophie naturelle des Métaux.L'artista ha camminato a lungo, ha vagato per false vie e per dubbi sentieri; ma finalmente la sua gioia esplode! Il ruscello di acqua viva scorre ai suoi piedi; sgorga, gorgogliando, dalla vecchia quercia cava.Il nostro Adepto ha colpito nel segno. E così, dimenticandosi dell'arco e delle frecce con le quali, allo stesso modo di Cadmo, ha trafìtto il drago, guarda ondeggiare la limpida sorgente la cui virtù solvente e la cui essenza volatile gli sono confermate da un uccello appollaiato sull'albero.Ma qual è quell'occulta Fontana? Qual è la natura di questo potente solvente capace di penetrare tutti i metalli, — in particolare l'oro, — e di compiere, con l'aiuto del corpo disciolto, tutt'intera la Grande Opera? La mitologia la chiama Libethrae ci racconta che era una sorgente di Magnesia, e che nelle vicinanze c'era un'altra sorgente chiamata La Roccia. Ambedue scaturivano da una grossa roccia la cui forma assomigliava ad un seno di donna; di modo che l'acqua sembrava colare da due mammelle come se fosse latte. Ora, noi sappiamo che gli antichi autori chiamano la materia dell'Opera la mostra Magnesia e che il liquore estratto da questa magnesia è chiamato Latte della Vergine. Questa è un'indicazione. Abbastanza chiara e sufficientemente espressiva è poi l'allegoria del miscuglio o della combinazione di quest'acqua primitiva, derivata dal Caos dei Saggi, con una seconda acqua di natura differente (sebbene sia dello stesso genere). Da questa combinazione deriva una terza acqua che non bagna le mani e che i Filosofi hanno chiamato talvolta Mercurio, talvolta Zolfo a seconda che considerassero la qualità di questa acqua o il suo aspetto fisico.Gli autori arabi chiamano questa Sorgente col nome di Holmat; e ci insegnano anche che le sue acque diedero l’immortalità al profeta Elia (parola greca, sole). Essi pongono questa famosa sorgente nel Modhallam, la cui radice significa Mare oscuro e tenebroso, spiegazione che indica perfettamente la confusione elementare che i Saggi attribuiscono al loro caos o materia primitiva. Un dipinto, che non è altro che la replica della favola appena citata, si trovava nella piccola chiesa di Brixen (Tirolo)sembra essere la versione religiosa dello stesso tema chimico: «Gesù fa colare in un grande bacile il sangue che sgorga dal suo fianco, ferito dalla lancia di Longino; la Vergine preme le sue mammelle, e il latte che zampilla cade nello stesso recipiente. Ciò che trabocca va in un secondo bacile e si perde in fondo ad un crepaccio infuocato dove le anime del Purgatorio, maschi e femmine, a busto nudo, si precipitano a raccogliere questo liquore prezioso che li consola e li rinfresca.» Sotto questo vecchio dipinto si legge un’iscrizione in latino di sagrestia: Dum fluit e Christi benedicto Vulnere sanguis, Et dum Virgineum lac pia Virgo premit, Lac fuit et sanguis, sanguis conjungitur et lac, Et sit Fons Vitae, Fons et Origo boni* «Mentre il sangue cola dalla ferita benedetta del Cristo e la Vergine preme il suo virgineo seno, il latte ed il sangue zampillano e si mescolano, diventano Fontana di Vita e Sorgente di Bene).

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Comments (4)

Michele Leonardi on October 13, 2013

... tornerò a farti visita per rileggere i tuoi eccellenti commenti, ma per intanto mi complimento con te per l'immediatezza delle tue foto.

Con l'occasione ti segnalo questo sito e soprattutto la "Psicobiofisica" e la "Teoria delle Apparenze" di Marco Todeschini e rispettivi libri. Dopo averli letti, e meglio ancora studiati, capirai perché secondo me tu potrai ben comprederne il contenuto e le infinite relazioni che esso disvela tra la realtà fisica, quella biologica e quella spirituale.

Ciao, Mike

Roberto Carrieri on October 20, 2013

grazie Michele,ho dato un occhiata al sito indicatomi da te,non ho ancora avuto il tempo di assaggiarne il suo contenuto,ma trovo interessante il suo contesto.Non conosco molto bene Todeschini,pur avendone sentito parlare e devo confessarti che la cosa mi interessa molto!!ti farò sapere a presto!!ti ringrazio ancora!!

Mercure on November 2, 2013

La scène sculptée est beaucoup plus difficile à identifier. C'est un homme debout, les jambes nues. — elles sont très détériorées, mais il semble qu'elles étaient croisées. — vêtu d'une tunique largement fendue et d'un manteau drapé sur l'épaule gauche. Il incline la tête en avant et lève le bras droit: la main droite, brisée, était sans doute ouverte: de la gauche, il s'appuie sur un grand bâton, qui est peut-être une lance. A terre, près de lui, sont un arc et deux flèches: devant lui coule un ruisseau qui descend d'un petit monticule couronné par deux arbres; sur les branches du plus haut est un oiseau. Telle est, aussi précise que le permet le mauvais état de conservation, la description de cette scène, encore très énigmatique.

Mercure on November 2, 2013

EXPLICATION TRÈS CURIEUSE DES ENIGMES ET FIGURES HIEROGLIPHIQUES, PHYSIQUES, QUI SONT AU GRAND PORTAIL DE L'EGLISE CATHÉDRALE ET MÉTROPOLITAINE DE NOTRE-DAME DE PARIS

Par LE SIEUR ESPRIT GOBINEAU DE MONTLUISANT GENTILHOMME CHARTRAIN, AMI DE LA PHILOSOPHIE NATURELLE ET ALCHIMIQUE ET D'AUTRES PHILOSOPHES TRÈS-ANCIENS

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Roberto Carrieri
Torino, TO, Italia

Photo details

  • Uploaded on October 12, 2013
  • © All Rights Reserved
    by Roberto Carrieri
    • Camera: FUJIFILM FinePix S2950
    • Taken on 2013/06/15 18:27:39
    • Exposure: 0.002s
    • Focal Length: 37.80mm
    • F/Stop: f/11.000
    • ISO Speed: ISO64
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