Notre Dame"Il Grifone"

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Fulcanelli dice:Nel bassorilievo seguente si vede scolpito un grifone. Il mostro mitologico, la cui testa ed il cui petto sono d'aquila e per il resto del corpo è un leone, inizia lo studioso alle qualità contrarie che necessariamente devono essere congiunte nella materia filosofale.In quest'immagine troviamo il geroglifico della prima congiunzione, che avviene soltanto poco per volta a mano a mano che procede questo lavoro faticoso e fastidioso che i Filosofi hanno chiamato: aquile. L'intera serie d'operazioni termina con l'unione intima dello zolfo e del mercurio e si chiama anche Sublimazione.Mediante la ripetizione delle Aquile o Sublimazioni filosofiche il mercurio esaltato si spoglia delle sue parti grossolane e terrestri, della propria umidità superflua ed acquista una parte del corpo fisso, ch'egli discioglie, assorbe ed assimila. Far volare l'aquila, secondo l'espressione ermetica, significa far uscire la luce dalla tomba e portarla alla superficie, cosa, questa, caratteristica di ogni vera sublimazione. È quello che c'insegnala favola di Teseo ed Arianna. In questo caso Teseo (parola greca), luce organizzata, manifestata, che si separa da Arianna, il ragno che è al centro della sua tela, la pietra, il guscio vuoto, il bozzolo, la larva della farfalla (Psiche).» Sappi, fratello mio, scrive Filalete,che l'esatta preparazione delle Aquile volanti è il primo stadio della perfezione e per apprenderlo c'è bisogno d'un'intelligenza industriosa ed abile... Per arrivarci noi abbiamo sudato e lavorato molto, abbiamo persino passato delle notti senza dormire. Così tu, che sei soltanto all'inizio, sii convinto che non riuscirai nella prima operazione senza un gran lavoro... «Comprendi dunque, fratello mio, ciò che dicono i Saggi, quando sottolineano che portano le loro aquile a divorare il leone; e meno aquile si usano più la battaglia è rude e più difficoltà ci sono per ottenere la vittoria. Ma per perfezionare la nostra Opera, c'è bisogno di non meno di sette aquile, e se ne dovrebbe usare almeno nove. Il nostro Mercurio filosofico è l'uccello d'Ermes che viene chiamato anche Oca o Cigno e talvolta anche Fagiano.»Per segnalare la violenza del combattimento che precede questa nostra congiunzione, i Saggi hanno simbolizzato le due nature con l'Aquila ed il Leone, di eguale forza, ma di costituzione contraria. Il leone impersona la forza terrestre e fissa, mentre l'aquila esprime la forza dell'aria e volatile. Messi uno davanti all'altro, i due campioni si attaccano, si respingono, si sbranano con decisione fino a quando, avendo l'aquila perso le ali ed il leone la testa, i due antagonisti formano un corpo solo di qualità intermedia e di sostanza omogenea, il Mercurio animato.

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Comments (4)

Zsuzsa Ligeti on November 8, 2013

Köszönöm a szép képeket. Üdvözlet mezesfeher

Christos Theodorou on November 8, 2013

Wonderful detail, very well captured. Greetings !

Roberto Carrieri on November 9, 2013

a big thanks to Mezesfeher and Theodorou!!

Mercure on November 10, 2013

FIGURE XXXV (l'obéissance - Conjonction du Soufre et du Mercure)

Fulcanelli « Le monstre mythologique dont la tête et la poitrine sont celles de l'aigle, et qui emprunte au lion le reste du corps, initie l'investigateur aux qualités contraires qu'il faut nécessairement assembler dans la matière philosophale. »

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Roberto Carrieri
Torino, TO, Italia

Photo details

  • Uploaded on November 3, 2013
  • © All Rights Reserved
    by Roberto Carrieri
    • Camera: FUJIFILM FinePix S2950
    • Taken on 2013/06/15 18:29:11
    • Exposure: 0.003s (1/300)
    • Focal Length: 42.90mm
    • F/Stop: f/5.600
    • ISO Speed: ISO64
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