Notre Dame"Il Solvente Universale"

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Fulcanelli dice:Questo motivo ci permette di approfondire ancora di più il segreto della fabbricazione del Solvente universale. Una donna, nel tondo, indica,allegoricamente,i materiali necessari alla costruzione del vaso ermetico; essa tiene alta una tavoletta di legno, che assomiglia un poco ad una doga di botte, la cui essenza ci è rivelata dal rametto di quercia scolpito sullo scudo. Ritroviamo qui la sorgente misteriosa, scolpita sul contrafforte del portico, ma il gesto del nostro personaggio tradisce la spiritualità di questa sostanza, di questo fuoco della natura senza il quale niente può vegetare né crescere quaggiù.È questo spirito, diffuso sulla superficie del globo, che dev'essere captato dall'artista ingegnoso, man mano che procede nella materializzazione. Aggiungeremo ancora che c'è bisogno d'un corpo particolare che funge da ricettacolo, di una terra attraente nel quale esso possa trovare il principio suscettibile di riceverlo e di «corporificarlo». «La radice dei nostri corpi è nell'aria, dicono i Saggi, ed il loro capo è nella terra.» Quest'ultimo è quella calamita chiusa nel ventre di Ariete, che dev'essere colta nell'attimo della sua nascita, con accortezza e abilità. «L'acqua di cui noi ci serviamo, scrive l'autore anonimo della Clef du Cabinet Hermétique, è un'acqua che racchiude in sé tutte le virtù del cielo e della terra; per questo essa è il Solvente generale di ogni Natura; essa apre le porte del nostro gabinetto ermetico e regale; in essa sono chiusi il nostro Re e la nostra Regina, e quindi, essa è il loro bagno... È la fontana del Trevisano, nella quale il Re si spoglia del proprio mantello di porpora per vestirsi d'un abito nero... È vero che è difficile procurarsi quest'acqua; per questo il Cosmopolita dice, nel suo Enigma, ch'essa era rara nell'isola... Quest'ultimo autore ce la segnala più particolarmente con queste parole: non assomiglia all'acqua delle nubi, ma ne possiede l'apparenza. In un altro passo ce la descrive con i nomi di acciaio e calamita, perche si tratta d'una vera e propria calamita che attira verso di sé tutte le influenze del cielo, del sole, della luna e degli astri, per comunicarle alla terra. Egli dice che questo acciaio si trova in Ariete, che segna l'inizio della Primavera, quando il sole entra nella costellazione dell'Ariete...«Flamel ce la descrive, con una certa precisione, nelle Figure di Abraham l'Ebreo; egli ci illustra una vecchia quercia cava,da cui sgorga una sorgente; con quest'acqua un giardiniere innaffia le piante ed i fiori di un'aiuola. La vecchia quercia, che è cava, indica la botte, fatta col legno di quercia, in essa bisogna far imputridire l'acqua destinata ad innaffiare le piante, quest'acqua è assai migliore dell'acqua fresca... Ora è questo il momento per scoprire uno dei grandi segreti di quest'Arte, che i Filosofi hanno tenuto nascosto, senza questo vaso non potrete raggiungere la putrefazione e la purificazione dei nostri elementi, proprio come non si potrebbe fare il vino se non lo si sia lasciato fermentare nel tino. Poiché la botte è di legno di quercia, anche il vaso deve essere in legno di vecchia quercia, arrotondato all'intemo come una semisfera, e dai bordi, molto spessi, formanti un quadrato; in mancanza di questo basta un barile, coperto con un altro badie. Quasi tutti i Filosofi hanno parlato di questo vaso assolutamente necessario per questa operazione. Filalete lo descrive per mezzo della favola del Serpente Pitone che Cadmo trafìsse, da parte a parte, contro una quercia. C'è una figura nel libro delle Douze Clefs* (* Vedi la Douze Clefs de Philosophie del Frate Basilio Valentino. Parigi, Moët 1659, chiave 12. Ristampa a cura delle Editions de Minuit, 1956) che rappresenta quest'operazione ed il vaso nel quale essa viene fatta, da cui esce un gran fumo che indica la fermentazione e l’ebollizione di quest’acqua; questo fumo va verso una finestra da cui si vede il cielo, con su dipinto il sole e la luna, che indicano l’origine di quest’acqua e le virtù ch’essa contiene.È ilnostro aceto mercuriale che discende dal cielo sulla terra e dalla terra sale al cielo».

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Comments (1)

Mercure on November 10, 2013

FIGURE XXVII (la concorde - les matériaux nécessaires à l'élaboration du dissolvant)

Pour Fulcanelli, voilà une figure qui résume la liste des matériaux du dissolvant. Nous savons que cette planche, tenue par la déesse, ne peut être que du bois dont était fait le vaisseau des argonautes : les fameux chênes parlants de l'oracle de Dodonne « L'eau dont nous nous servons [...] est une eau qui renferme toutes les vertus du ciel et de la terre [...] » [Myst., p. 118]

Il s'agit, à l'évidence, de l'eau minérale et métallique qui constitue la fontaine de jouvence, bain des astres de la Fontaine du Trévisan, fontaine du Rosaire des Philosophes. Fulcanelli ajoute des réflexions qui ont trait davantage au Soufre dissous qu'au Mercure :

« La racine de nos corps est en l'air, disent les Sages, et leurs chefs en terre. » [idem]

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Roberto Carrieri
Torino, TO, Italia

Photo details

  • Uploaded on November 3, 2013
  • © All Rights Reserved
    by Roberto Carrieri
    • Camera: FUJIFILM FinePix S2950
    • Taken on 2013/06/15 18:29:44
    • Exposure: 0.008s (1/125)
    • Focal Length: 42.90mm
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