Notre Dame"Il Leone"

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Fulcanelli dice:Eccoci ora davanti ad un simbolo assai complesso, quello del Leone. Complesso perché non possiamo, davanti al’attuale nudità della pietra, accontentarci d’una sola spiegazione. I Saggi hanno attribuito al Leone diverse qualità, sia per esprimere l’aspetto delle sostanze sulle quali lavoravano, sia per indicare una qualità speciale e preponderante. Nel’emblema del Grifone, abbiamo visto che il Leone, re degli animali terrestri, rappresenta la parte fissa, basica d’un composto, fisità che, a contatto con la volatilità contraria, perdeva la parte migliore di sé, quella che ne caratterizzava la forma, cioè il linguaggio geroglifico, la testa. Questa volta dobbiamo studiare l’animale da solo, ed ignoriamo di quale colore era vestito. Generalmente, il Leone è il segno dell’oro, segno sia alchemico che naturale; tra due, cioè le proprietà fisico-chimiche di questi corpi. Ma i testi danno lo stesso nome alla materia che, nella preparazione del solvente, accoglie in sé lo Spirito universale, il fuoco segreto. In ambedue i casi si tratta sempre dell’interpretazione della potenza, dell’incorruttibilità, della perfezione come del resto è assai ben indicato dal valoroso con la spada levata, dal cavaliere coperto dalle cotte di maglia che ci rappresenta il re del bestiario alchemico.Il primo agente magnetico che serve a preparare il solvente,alcuni lo hanno chiamato Alkaest,si chiama Leone verde, non tanto perché possiede una colorazione verde, ma perché non ha ancora acquisito i caratteri minerali che distinguono chimicamente lo stato adulto dallo stato nascente. È un frutto ancora verde ed acerbo, se paragonato al frutto rosso e maturo. È la giovinezza metallica, sulla quale non ha ancora agito l'Evoluzione, ma che contiene in sé il germe latente d'una energia reale, che più tardi sarà destinata a svilupparsi. È lo stadio in cui sono l'arsenico ed il piombo in confronto all'argento ed all'oro. È l'imperfezione di oggi da cui deriverà la più grande perfezione futura; il rudimento del nostro Elisir. Alcuni Adepti, tra essi Basilio Valentino, lo hanno chiamato Vetriolo verde, per significare la sua natura calda, ardente e salina; altri, invece, Smeraldo dei Filosofi, Rugiada di maggio, Erba di Saturno, Pietra vegetale, ecc. «La nostra acqua, dice Mastro Atrnaud de Villeneuve, prende il nome delle foglie di tutti gli alberi, degli alberi stessi e di tutto ciò che ha un colore verde, per ingannare gli insensati.»Quanto al Leone rosso, secondo i Filosofi, non è altro che la stessa materia, o Leone verde, portata mediante speciali procedimenti a questa tipica qualità che caratterizza l'oro ermetico o Leone rosso. Per questa ragione Basilio Valentino ci dà questo consiglio: «Sciogli e nutrisci il vero Leone col sangue del Leone verde, perché il sangue fisso del Leone rosso è ricavato dal sangue volatile di quello verde, perché ambedue posseggono la medesima natura.» Tra tutte queste qual è la vera interpretazione? — Confessiamo di non poter rispondere a questa domanda. Il Leone simbolico era, senza alcun dubbio, dipinto o dorato. Qualche traccia di cinabro, di malachite o di metallo ci trarrebbe d'impaccio. Ma non resta più nulla, nient'altro che il calcare eroso, grigiastro e consunto. Il leone di pietra conserva il suo segreto!

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Comments (1)

Mercure on November 10, 2013

Pag.120 Mistero

• 1eme Sujet : Lion

“Dans l’emblème du Griffon, nous avons vu que le Lion, roi des animaux terrestres, représentait la partie fixe, basique d’un composé, fixité qui perdait, au contact de la volatilité adverse, la meilleure partie d’elle-même, celle qui en caractérisait la forme, c’est-à-dire, en langage hiéroglyphique, la tête...

En général, le lion est le signe de l’or, tant alchimique que naturel...

Mais les textes donnent le même nom à la matière réceptive de l’esprit universel, du feu secret dans l’élaboration du dissolvant.

Dans ce deux cas, il s’agit toujours d’une interprétation de puissance, d’incorruptibilité, de perfection, comme l’indique assez, d’ailleurs, le preux à l’épée haute, le chevalier couvert du haubert de mailles, qui pressente le roi du bestiaire alchimique.

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Roberto Carrieri
Torino, TO, Italia

Photo details

  • Uploaded on November 3, 2013
  • © All Rights Reserved
    by Roberto Carrieri
    • Camera: FUJIFILM FinePix S2950
    • Taken on 2013/06/15 18:31:23
    • Exposure: 0.009s (1/110)
    • Focal Length: 48.10mm
    • F/Stop: f/11.000
    • ISO Speed: ISO64
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