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Il Lago della Spina mutua il suo nome dal omonimo Santuario della Spina. I primi lavori per la realizzazione del lago iniziarono nel 1827 per iniziativa del conte Vincenzo Sebastiano Beraudo, ma purtroppo queste prime opere andarono perse: a quest’anno risalgono le Lettere Patenti emanate il 28 agosto del 1827 da Sua Maestà Carlo Alberto, con le quali venne dichiarata la pubblica utilità dell’opera ed approvato il Regolamento per “il buon governo delle acque del serbatoio”.
Nonostante ciò l’ambizioso progetto di creare un bacino artificiale per l’irrigazione dei prati circostanti non venne abbandonato e qualche anno più tardi per iniziativa del conte Carlo Beraudo e del Marchese Ferrero della Marmora, consignore di Pralormo, si ricominciarono i lavori. La direzione di questi venne affidata all’ingegnere idraulico Cavaliere Barabino, che realizzò un’opera di enorme prestigio non solo per le dimensioni, ma anche per l’ingegnoso meccanismo d’irrigazione di cui dotò l’invaso.
Venne infatti costruito uno sbarramento in materiali sciolti alto 20 metri, trasversale alla piccola valle del rio Torto ed in grado di contenere oltre 1.000.000 di m3 di acqua: il lago è un bacino dalla forma allungata che, nella porzione a monte, si divide in due bracci, uno volgente a sud, l’altro verso nord. Le dimensioni massime raggiungono circa 1 km di lunghezza, e 200 m di larghezza nel punto più ampio. Il fondo dell’invaso si trova ad una quota inferiore ai 281 m s.l.m., mentre la quota di coronamento raggiunge i 295,20 m s.l.m.
Sul lato sud dell’invaso si trova lo sbocco della galleria di derivazione delle acque del rio Riserasco. La galleria si presenta costruita in mattoni per uno sviluppo complessivo di circa 150 metri. Risalendo l’alveo del rio Riserasco, dopo un percorso di circa 600 metri, si incontra una seconda galleria datata anno 1901 (galleria di Montà), costruita in mattoni ed in parte rivestita in calcestruzzo; a sua volta questa seconda galleria (lunga 600 metri) raccoglie le acque drenate da un canale di gronda capace di raccogliere gli scoli dei soprastanti versanti a partire dalla località S. Vito di Montà d’Alba (CN).
Le citate opere di adduzione delle acque consentirono di realizzare un sistema di irrigazione che tramite un galleggiante raccoglieva solo l’acqua più superficiale “più fertile e tiepida”, evitando di tagliare la diga tutte le volte che fosse necessario irrigare.
Dopo l’alluvione del 1994 e i danneggiamenti alla diga in terra battuta, il livello del bacino viene mantenuto basso per ragioni di sicurezza. I lavori di realizzazione degli organi di scarico ai sensi delle attuali normative si concluderanno nel corso del 2010, consentendo nuovamente la massima capacità d’invaso.
Si tratta del Pilone di San Donato.
Le prime notizie risalgono al 1662 quando viene citato come “antica parrocchiale”, a testimonianza della presenza dell’antico nucleo abitato.
L’attuale architettura risale al 1874, quando venne ricostruito l’edificio a spese del Comune dopo che nel 1872 venne demolita la costruzione originaria perchè oramai fatiscente.
Ogni anno il 7 di agosto la popolazione, partendo dalla chiesa parrocchiale, vi si reca in processione dietro la statua del Santo patrono per invocarne la protezione.
Torino Palavela
Were the minis drove onto the rooftop in the movie The Italian Job. The vaulted glass look is now gone after renovation for the 2006 Olympics.
Ciao Micky bella questa foto sarebbe bello che facessi un po di foto di Arena , sai ci sono tante persone sparse nel mondo emigrate da Arena che vorrebbero vedere il loro paese. Se puoi potresti fare una foto a vicolo convento e la via dove e nata mia mamma che adesso vive a Torino ciao.
Angelo_Car73's conversations
Il Lago della Spina mutua il suo nome dal omonimo Santuario della Spina. I primi lavori per la realizzazione del lago iniziarono nel 1827 per iniziativa del conte Vincenzo Sebastiano Beraudo, ma purtroppo queste prime opere andarono perse: a quest’anno risalgono le Lettere Patenti emanate il 28 agosto del 1827 da Sua Maestà Carlo Alberto, con le quali venne dichiarata la pubblica utilità dell’opera ed approvato il Regolamento per “il buon governo delle acque del serbatoio”. Nonostante ciò l’ambizioso progetto di creare un bacino artificiale per l’irrigazione dei prati circostanti non venne abbandonato e qualche anno più tardi per iniziativa del conte Carlo Beraudo e del Marchese Ferrero della Marmora, consignore di Pralormo, si ricominciarono i lavori. La direzione di questi venne affidata all’ingegnere idraulico Cavaliere Barabino, che realizzò un’opera di enorme prestigio non solo per le dimensioni, ma anche per l’ingegnoso meccanismo d’irrigazione di cui dotò l’invaso. Venne infatti costruito uno sbarramento in materiali sciolti alto 20 metri, trasversale alla piccola valle del rio Torto ed in grado di contenere oltre 1.000.000 di m3 di acqua: il lago è un bacino dalla forma allungata che, nella porzione a monte, si divide in due bracci, uno volgente a sud, l’altro verso nord. Le dimensioni massime raggiungono circa 1 km di lunghezza, e 200 m di larghezza nel punto più ampio. Il fondo dell’invaso si trova ad una quota inferiore ai 281 m s.l.m., mentre la quota di coronamento raggiunge i 295,20 m s.l.m. Sul lato sud dell’invaso si trova lo sbocco della galleria di derivazione delle acque del rio Riserasco. La galleria si presenta costruita in mattoni per uno sviluppo complessivo di circa 150 metri. Risalendo l’alveo del rio Riserasco, dopo un percorso di circa 600 metri, si incontra una seconda galleria datata anno 1901 (galleria di Montà), costruita in mattoni ed in parte rivestita in calcestruzzo; a sua volta questa seconda galleria (lunga 600 metri) raccoglie le acque drenate da un canale di gronda capace di raccogliere gli scoli dei soprastanti versanti a partire dalla località S. Vito di Montà d’Alba (CN). Le citate opere di adduzione delle acque consentirono di realizzare un sistema di irrigazione che tramite un galleggiante raccoglieva solo l’acqua più superficiale “più fertile e tiepida”, evitando di tagliare la diga tutte le volte che fosse necessario irrigare. Dopo l’alluvione del 1994 e i danneggiamenti alla diga in terra battuta, il livello del bacino viene mantenuto basso per ragioni di sicurezza. I lavori di realizzazione degli organi di scarico ai sensi delle attuali normative si concluderanno nel corso del 2010, consentendo nuovamente la massima capacità d’invaso.
Si tratta del Pilone di San Donato. Le prime notizie risalgono al 1662 quando viene citato come “antica parrocchiale”, a testimonianza della presenza dell’antico nucleo abitato. L’attuale architettura risale al 1874, quando venne ricostruito l’edificio a spese del Comune dopo che nel 1872 venne demolita la costruzione originaria perchè oramai fatiscente. Ogni anno il 7 di agosto la popolazione, partendo dalla chiesa parrocchiale, vi si reca in processione dietro la statua del Santo patrono per invocarne la protezione.
Torino Palavela Were the minis drove onto the rooftop in the movie The Italian Job. The vaulted glass look is now gone after renovation for the 2006 Olympics.
Si scrive GRATTACIELO, non grattacelo
Ciao Micky bella questa foto sarebbe bello che facessi un po di foto di Arena , sai ci sono tante persone sparse nel mondo emigrate da Arena che vorrebbero vedere il loro paese. Se puoi potresti fare una foto a vicolo convento e la via dove e nata mia mamma che adesso vive a Torino ciao.
Ciao. Questa foto è posizionata su Earth erroneamente al Colle della Maddalena (CN) 1996 m s.l.m. Walter
Belle foto, fai ancora foto a Mirafiori!!!!
Belle foto, fai ancora foto a Mirafiori!!!!
Belle foto, fai ancora foto a Mirafiori!!!!
Belle foto, fai ancora foto a Mirafiori!!!!