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Ti prego vecchio amico mio,non essere triste,se i tuoi capelli non hanno più forza e non crescono più,accendi il tuo vecchio giradischi ed ascolta come allora WISH YOU WERE dei PINK FLOYD,come quando nella vecchia discoteca affumicata da joint di Haslach,nella valle del KInzig sulla strada dove 2ooo anni prima i gloriosi legionari romani con passi stanchi erano passati alla volta di pottweil là dove il danubio era il confine IL LIMES la barriera dei barbari alle cui figlie tu rubavi il cuore.Vivi di nuovo vecchio amico mio ascolta come allora WISH YOU WERE HERE dei Pink Floyd e vivi due volte,chiudi gli occhi e ricorda le rosse guance di angelica o gli occhi azzurri di angie , i capelli biondi a trecce di jutta o le ginocchia lunghe di barbara che moriva di te.Chiudi gli occhi vecchio amico mio e credici ancora,chiudi gli occhi e vivi due volte,ascolta di nuovo WISH YOU WERE HERE HERE:mi sento solo,senza te ,niente ha più senso.Il vento della valle del fiume lupia è sempre più freddo e la neve non scende più a coprire le praterie ad est della teutoburger forrest.Il capriolo con cui giocavi,viene ogni mattina fuori dai cespugli del bosco a cercarti,adesso che non ci sei più i suoi occhi sono lucidi di paura.Vieni di nuovo amico mio ,senza le dolci note della tua chitarra,neanche il prato di vicino casa da più i papaveri rossi e l` albero del melo ha i suoi rami cadenti.Torna amico mio..
L´ ultimo ululato della lupa bianca.Quando i giovani guerrieri Chatten tornarono da pallano dove avevano sterminato il branco di lupe,il valoroso guerriero figlio del capo Osko morto , morso alla gola dalla lupa bianca,era stato caricato,avvolto nelle pelli,sul suo cavallo e quasi arrivati,presso la capanna del capo,furono presi da grande timore,nessuno voleva essere il primo a dare notizia tanto triste.Giunti presso la collina della fonte del fico
il cavallo bianco su cui era legato, il giovane chatten senza vita, incominciò a battere i zoccoli sul viottolo che li riportava a casa,temendo per quello che sarebbe successo alla presenza del grande capo.
arrivati sulla pianura,del colle pistillo,a circa trecento piedi dalla capanna del grande capo,questi uscito avanti la sua abitazione e visto il cavallo bianco di suo figlio senza cavaliere,immaginando ,il peggio lanciò un urlo di dolore che si senti fino a Histonium.I giorni che seguirono furono giorni di lutto per lo stato Osko.
Il settimo giorno il giovane guerriero chatten venne sepolto in un posto, sulle falde del colle pistillo,da dove era possibile vedere il mare e la grande montagna della maiella.Al funerale del figlio del capo venne tutta la stamma, persino i componenti da boianum e beneventum come da anxanum ed ortonum.All` indomani del funerale, il capo che
per tutta la notte non aveva dormito,disse al suo suddito,di sellare il suo cavallo,di andare nella capanna delle armi,portargli la spada di suo nonno,lapiù pesante quella costruita con la fusione delloro puro e del titano.Poi ancora di portargli arco, quello più duro da stendere con le frecce dalle punte di oro puro,l oro dei suoi avi l` oro delle miniere di prinzbach.
Salì sul suo cavallo ma prima di spronarlo alla corsa ,disse alla sua donna di prendersi cura della capanna,lui non sarebbe tornato,senon con appeso alla sella del suo cavallo la pelle della lupe bianca.
Il capo cavalcò di gran fretta attraversando il sinello in piena,verso la montagna di pallano,da dove si erano perse l´ ultima volta le tracce della lupe.
Il sole di fuoco,della calda estate del 68 bruciava i muri dei vecchi casolari in pietra del mio borgo.L incudine dell officina di Ugo Speranza come suono di campana a morte,mischiato al canto meccanico delle cigale,creava una atmosfera funesta.Le grida delle donne al lavantoio,al contrario,facevano credere ancora nella vita,le rondini da sotto i balcuni,preparavano il loro lungo viaggio verso sud.Mia madre vestita a vita di nero,ricuciva un lenzuolo consumato e strappato tante volte.All improvviso vidi Ugo Speranza,con passo felpato e con la sua sagoma curvata in avanti come a cercare un oggetto smarrito,scendere dalla stradina vicino al lavantoio.Arrivato sulla strada grande alzò lo sguardo verso me,dando al suo corpo una forma sbilenca.Fece con uno stanco gesto,alzando un braccio,segno di avvicinarmi,voleva darmi triste notizia,era l aria intorno che presagiva la resa.Avvicinatomi a lui,sotto i vecchi occhiali, le secche guance bagnate di sudore mescolato a due lacrime davano conferma a ciò che temevo.Incrociando il suo sguardo vidi un uomo vuoto e disperato come un padre che ha perso il suo migliore figlio.La resa era definitiva,dopo secoli la trebbia degli speranza non sarebbe più us
Era nel mio borgo che il vento del nord soffiava forte,mi prese con forza il vento e mi portò nelle foreste del nord da dove nasceva. Tutto era diverso e freddo ma il vento mi dava piaceri e passioni. Poi il cuore si ribellò e il vento fini di tenermi,fu il cuore che mi riportò da te . IL vento però mi riprese e mi portò di nuovo via ´ma io,sto aspettando il cuore che mi riporterà per sempre da te.........In una notte piovvigginosa e fredda camminando da solo,senza quasi accorgemene, seguendo un vecchio sentiero degli antichi Oski, entrai in un bosco,nel freddo nord,dove gli alberi,sembrano essere tuoi nemici,entrai nello stesso bosco, dove le legioni di Varo persero in modo atroce la loro vita ,trucidati dall ira funesta dei barbari.La pioggia battente sulle foglie degli alberi unita al fischio del freddo vento del nord,mi riportava alla mente,mi faceva rivivere gli ultimi minuti di agonia,dei valorosi legionari Romani.Ad un tratto iniziai ad avere paura,fui preso dall angoscia di essermi smarrito,continuai a camminare,sul viottolo,facendo molto attenzione a non metter piede nel terreno paludoso a destra e sinistra della stradina. All improvviso come in un sogno vidi avanti me delle luci rosa che mi rincuorarono e mi fecero tornare alla mente gli anni verdi e le notti passate nelle affumicate, da joint, discoteche dei paesini del Kinzigtal.Arrivato nelle vicinanze di una bettola immersa nel fondo della foresta,aprii di questa la porta.Come per miracolo ero in Paradiso,quattro fanciulle,dal corpo bellissimo e nude mi sorridevano sedute presso il focolare e mi facevano segno di entrare e di sedermi tra le loro soavi forme.Erano le figlie dei Chatten che sognavo da sempre,avevano tutte e quattro,gli occhi azzurri,i capelli così biondi a sembrar quasi bianchi e il colore della loro pelle era rosa come le rose non ancora sbocciate.Mi inginocchiai tra loro ed una dopo l altra mi baciò sulla bocca ,ogni bacio più dolce del miele,poi..
Le quattro figlie dei Chatten,erano tornate insieme per la prima volta dopo millenni.La prima di nome Irina era tornata dall Est dalla Transilvania dove Traiano 2000 anni prima lo aveva deportata rubandola mentre bagnava le sue dolci forme,nelle verdi acque del romantico rio Ems.La seconda di nome Angie, veniva dalla Danimarca dove Marbotto Re dei barbari l aveva tenuta nascosta per 2000 anni, per preservare la sua dolce arte damare, dalle violenti maniere dei legionari romani assetati di sesso.La terza,Katiuscia veniva dalla Siberia,dove il Re dei Vandali Makus l aveva nascosta per millenni,per proteggerla dallira dei Friesen che violentavano le vergini fanciulle dei Chatten pur di mischiare il proprio sangue alla nobile stamma degli Oski.La quarta, Karina,veniva dal mar nero ed era nata per amare i più grandi avventurieri dell antica Macedonia,era stata nascosta per secoli, da Germanikus,che lo aveva portata con se nella Syria per amarla nelle notti di luna piena nell oasi alle sorgenti dell Eufrate.
Se si vive lontano da questo posto si perde ogni attimo della vita che scorre , quanti ricordi su questo sentiero per noi strada che strada non e.Quante fughe quanti palpiti ma percheavevamo tanta paura ma l amore non era un nostro diritto?
Paese Bellissimo abitato da gente leale.Negli anni settanta grandi ricordi.Lo smacco (del vaso fu uno scherzo di gente che vi stimava per l`attaccamento ai colori).Adesso possiamo riderci sopra e chiudere quel ricordo in un posto bellissimo.
Hola....me alegro que parezcan paradisíacos, es el lugar donde nací Yo. Vivo en Buenos Aires desde 1953. No conozco ninguno con el apellido D'Annunzio originario de Guilmi-Prov.de Chieti. Si sé quien era Gabriele D'Annunzio originario de la ciudad de Pescara - Abruzzo. Si tus familiares son de Guilmi o de los alrededores, hacemelo saber. Un saludo de Nicola Barattucci.
Nicola Barattucci's conversations
Bellissima.......Giampiero.......
Love the photos. Guilmi look so different in winter. Beautiful. Thanks Nicola.
Ti prego vecchio amico mio,non essere triste,se i tuoi capelli non hanno più forza e non crescono più,accendi il tuo vecchio giradischi ed ascolta come allora WISH YOU WERE dei PINK FLOYD,come quando nella vecchia discoteca affumicata da joint di Haslach,nella valle del KInzig sulla strada dove 2ooo anni prima i gloriosi legionari romani con passi stanchi erano passati alla volta di pottweil là dove il danubio era il confine IL LIMES la barriera dei barbari alle cui figlie tu rubavi il cuore.Vivi di nuovo vecchio amico mio ascolta come allora WISH YOU WERE HERE dei Pink Floyd e vivi due volte,chiudi gli occhi e ricorda le rosse guance di angelica o gli occhi azzurri di angie , i capelli biondi a trecce di jutta o le ginocchia lunghe di barbara che moriva di te.Chiudi gli occhi vecchio amico mio e credici ancora,chiudi gli occhi e vivi due volte,ascolta di nuovo WISH YOU WERE HERE HERE:mi sento solo,senza te ,niente ha più senso.Il vento della valle del fiume lupia è sempre più freddo e la neve non scende più a coprire le praterie ad est della teutoburger forrest.Il capriolo con cui giocavi,viene ogni mattina fuori dai cespugli del bosco a cercarti,adesso che non ci sei più i suoi occhi sono lucidi di paura.Vieni di nuovo amico mio ,senza le dolci note della tua chitarra,neanche il prato di vicino casa da più i papaveri rossi e l` albero del melo ha i suoi rami cadenti.Torna amico mio..
L´ ultimo ululato della lupa bianca.Quando i giovani guerrieri Chatten tornarono da pallano dove avevano sterminato il branco di lupe,il valoroso guerriero figlio del capo Osko morto , morso alla gola dalla lupa bianca,era stato caricato,avvolto nelle pelli,sul suo cavallo e quasi arrivati,presso la capanna del capo,furono presi da grande timore,nessuno voleva essere il primo a dare notizia tanto triste.Giunti presso la collina della fonte del fico
il cavallo bianco su cui era legato, il giovane chatten senza vita, incominciò a battere i zoccoli sul viottolo che li riportava a casa,temendo per quello che sarebbe successo alla presenza del grande capo.
arrivati sulla pianura,del colle pistillo,a circa trecento piedi dalla capanna del grande capo,questi uscito avanti la sua abitazione e visto il cavallo bianco di suo figlio senza cavaliere,immaginando ,il peggio lanciò un urlo di dolore che si senti fino a Histonium.I giorni che seguirono furono giorni di lutto per lo stato Osko.
Il settimo giorno il giovane guerriero chatten venne sepolto in un posto, sulle falde del colle pistillo,da dove era possibile vedere il mare e la grande montagna della maiella.Al funerale del figlio del capo venne tutta la stamma, persino i componenti da boianum e beneventum come da anxanum ed ortonum.All` indomani del funerale, il capo che
per tutta la notte non aveva dormito,disse al suo suddito,di sellare il suo cavallo,di andare nella capanna delle armi,portargli la spada di suo nonno,lapiù pesante quella costruita con la fusione delloro puro e del titano.Poi ancora di portargli arco, quello più duro da stendere con le frecce dalle punte di oro puro,l oro dei suoi avi l` oro delle miniere di prinzbach.
Salì sul suo cavallo ma prima di spronarlo alla corsa ,disse alla sua donna di prendersi cura della capanna,lui non sarebbe tornato,senon con appeso alla sella del suo cavallo la pelle della lupe bianca.
Il capo cavalcò di gran fretta attraversando il sinello in piena,verso la montagna di pallano,da dove si erano perse l´ ultima volta le tracce della lupe.
Il sole di fuoco,della calda estate del 68 bruciava i muri dei vecchi casolari in pietra del mio borgo.L incudine dell officina di Ugo Speranza come suono di campana a morte,mischiato al canto meccanico delle cigale,creava una atmosfera funesta.Le grida delle donne al lavantoio,al contrario,facevano credere ancora nella vita,le rondini da sotto i balcuni,preparavano il loro lungo viaggio verso sud.Mia madre vestita a vita di nero,ricuciva un lenzuolo consumato e strappato tante volte.All improvviso vidi Ugo Speranza,con passo felpato e con la sua sagoma curvata in avanti come a cercare un oggetto smarrito,scendere dalla stradina vicino al lavantoio.Arrivato sulla strada grande alzò lo sguardo verso me,dando al suo corpo una forma sbilenca.Fece con uno stanco gesto,alzando un braccio,segno di avvicinarmi,voleva darmi triste notizia,era l aria intorno che presagiva la resa.Avvicinatomi a lui,sotto i vecchi occhiali, le secche guance bagnate di sudore mescolato a due lacrime davano conferma a ciò che temevo.Incrociando il suo sguardo vidi un uomo vuoto e disperato come un padre che ha perso il suo migliore figlio.La resa era definitiva,dopo secoli la trebbia degli speranza non sarebbe più us
Era nel mio borgo che il vento del nord soffiava forte,mi prese con forza il vento e mi portò nelle foreste del nord da dove nasceva. Tutto era diverso e freddo ma il vento mi dava piaceri e passioni. Poi il cuore si ribellò e il vento fini di tenermi,fu il cuore che mi riportò da te . IL vento però mi riprese e mi portò di nuovo via ´ma io,sto aspettando il cuore che mi riporterà per sempre da te.........In una notte piovvigginosa e fredda camminando da solo,senza quasi accorgemene, seguendo un vecchio sentiero degli antichi Oski, entrai in un bosco,nel freddo nord,dove gli alberi,sembrano essere tuoi nemici,entrai nello stesso bosco, dove le legioni di Varo persero in modo atroce la loro vita ,trucidati dall ira funesta dei barbari.La pioggia battente sulle foglie degli alberi unita al fischio del freddo vento del nord,mi riportava alla mente,mi faceva rivivere gli ultimi minuti di agonia,dei valorosi legionari Romani.Ad un tratto iniziai ad avere paura,fui preso dall angoscia di essermi smarrito,continuai a camminare,sul viottolo,facendo molto attenzione a non metter piede nel terreno paludoso a destra e sinistra della stradina. All improvviso come in un sogno vidi avanti me delle luci rosa che mi rincuorarono e mi fecero tornare alla mente gli anni verdi e le notti passate nelle affumicate, da joint, discoteche dei paesini del Kinzigtal.Arrivato nelle vicinanze di una bettola immersa nel fondo della foresta,aprii di questa la porta.Come per miracolo ero in Paradiso,quattro fanciulle,dal corpo bellissimo e nude mi sorridevano sedute presso il focolare e mi facevano segno di entrare e di sedermi tra le loro soavi forme.Erano le figlie dei Chatten che sognavo da sempre,avevano tutte e quattro,gli occhi azzurri,i capelli così biondi a sembrar quasi bianchi e il colore della loro pelle era rosa come le rose non ancora sbocciate.Mi inginocchiai tra loro ed una dopo l altra mi baciò sulla bocca ,ogni bacio più dolce del miele,poi..
Le quattro figlie dei Chatten,erano tornate insieme per la prima volta dopo millenni.La prima di nome Irina era tornata dall Est dalla Transilvania dove Traiano 2000 anni prima lo aveva deportata rubandola mentre bagnava le sue dolci forme,nelle verdi acque del romantico rio Ems.La seconda di nome Angie, veniva dalla Danimarca dove Marbotto Re dei barbari l aveva tenuta nascosta per 2000 anni, per preservare la sua dolce arte damare, dalle violenti maniere dei legionari romani assetati di sesso.La terza,Katiuscia veniva dalla Siberia,dove il Re dei Vandali Makus l aveva nascosta per millenni,per proteggerla dallira dei Friesen che violentavano le vergini fanciulle dei Chatten pur di mischiare il proprio sangue alla nobile stamma degli Oski.La quarta, Karina,veniva dal mar nero ed era nata per amare i più grandi avventurieri dell antica Macedonia,era stata nascosta per secoli, da Germanikus,che lo aveva portata con se nella Syria per amarla nelle notti di luna piena nell oasi alle sorgenti dell Eufrate.
Se si vive lontano da questo posto si perde ogni attimo della vita che scorre , quanti ricordi su questo sentiero per noi strada che strada non e
.Quante fughe quanti palpiti ma percheavevamo tanta paura ma l amore non era un nostro diritto?Foto fantastica e grandi ricordi.
Paese Bellissimo abitato da gente leale.Negli anni settanta grandi ricordi.Lo smacco (del vaso fu uno scherzo di gente che vi stimava per l`attaccamento ai colori).Adesso possiamo riderci sopra e chiudere quel ricordo in un posto bellissimo.
Hola....me alegro que parezcan paradisíacos, es el lugar donde nací Yo. Vivo en Buenos Aires desde 1953. No conozco ninguno con el apellido D'Annunzio originario de Guilmi-Prov.de Chieti. Si sé quien era Gabriele D'Annunzio originario de la ciudad de Pescara - Abruzzo. Si tus familiares son de Guilmi o de los alrededores, hacemelo saber. Un saludo de Nicola Barattucci.