Photos by thorndyke : on the map, in Google Earth (KML)
15/03/09 Ex Base NATO
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15/03/09 Antenne Ex Base NATO
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15/03/09 Ingresso Ex Base NATO
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panorama pozza cascata maesano
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amendolea, zona maesano
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sentiero per rientrare alla diga
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panorama cascata maesano
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cascate maesano dal punto panoramico
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prima pozza della cascata maesano
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Area pic-nic - " Scialata "
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Cascata Fellare
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08Agosto2008 Ecolandia Forti
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08Agosto2008 Ecolandia Fossato
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08Agosto2008 Ecolandia Panorama RC
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08Agosto2008 Piste da sci Gambarie
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08Agosto2008 Ecolandia Scivoli
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thorndyke's conversations
I regret to give you bad news... but all is now reduced in rubble.
http://gambarieweb.forumup.it/viewtopic.php?t=1717&mforum=gambarieweb
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Standing just outside the bar, looking south at the antennas pointing respectively at Sigonella NAS in Sicily and back to the north and Naples. One thing that changed is that they finished building the fence around the property...
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Looking up the last bit of driveway to the base. The Italian Carbinary (sp) guard station and microwave antenna shown on the left. 6006 feet above the Mediterranean Sea.
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Just a few hundred feet below Monte Nardello communications site, USAF. What we used to call Panoramic Curve.
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'E veramente molto bella!!!
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se qualche foto è venuta piacevoleda vedere non è tanto merito mio, ma del panorama che c'è...
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IL CAI ANNUNCIA LA MORTE DEL LAGO COSTANTINO
Le intense piogge di questi giorni hanno accelerato e portato a compimento il processo di insabbiamento del lago Costantino, creatosi nella fiumara Bonamico, in agro di San Luca, 35 anni fa. Era ormai divenuto una componente del paesaggio aspromontano per l'originalità della sua nascita, strettamente correlata alla sua prevedibile scomparsa. Nella notte tra il 3 e il 4 gennaio del 1973, in seguito ad un'alluvione, una frana di enormi proporzioni si staccò dalla cima di Monte Costantino, in località Prache di Cucco.
Da circa 1.300 m. di quota ben 16 milioni di metri cubi di terra e roccia precipitarono sino ai 340 m. del letto della fiumara Bonamico formando una diga naturale, lunga circa 600 metri ed alta circa 130 metri dall'alveo con una larghezza media dello sbarramento di circa cento metri. In pochi giorni a monte della diga si era formato un lago di quasi 10 milioni di metri cubi, che destò notevoli preoccupazioni, nell'ipotesi di un cedimento della diga e di una piena della grande massa d'acqua con pericolo per le infrastrutture a valle (ferrovia e strada statale).
Furono ipotizzate varie soluzioni: uso di esplosivi per far defluire gradualmente le acque, interventi di idrovore per svuotare l'invaso, consolidamento della diga, ecc. Ma la natura provvide da se: una fenditura si aprì nella diga naturale e parte dell'acqua defluì alleggerendo la pressione sullo sbarramento e consolindandolo. Inizialmente il lago fu detto degli oleandri ma, successivamente, venne denominato Costantino, dalla località dalla quale si staccò la frana ove erano i ruderi di un monastero d'origine basiliana segnalato dal prof. Domenico Minuto. Si creò così un lago che per decenni ha costituito una delle più singolari attrattive dell'Aspromonte. Anzitutto ha richiamato numerosi scienziati e ricercatori che ne hanno fatto oggetto di studio. Per primi il prof. Marino Sorriso Valvo dell'IRPI - CNR di Cosenza e dall'estero il prof. Peter Ergerzinger, della Freie Universität di Berlino.
Proprio tali studi ne avevano previsto la scomparsa per l'accumulo di detriti sul fondo. Ma divenne ben presto anche meta degli escursionisti, tra i primi i soci del Club Alpino Italiano, assidui frequentatori dell'Aspromonte. Uno specchio d'acqua in un ambiente arido come quello della fiumara aveva infatti creato un paesaggio molto particolare: ampie spiagge sabbiose e piccole cale, in parte nascoste dalla fitta vegetazione lacustre che si estendeva per i quasi cinque chilometri del perimetro. In particolare un fitto boschetto di ontani, provvidenziale riparo alla calura, dove l'impegno degli operai AFOR aveva realizzato un ponticello in tronchi per superare il torrente ed un piccolo, ma accogliente, rifugio in pietra. Non era infrequente, nella stagione migratoria, l'avvistamento di anatidi che utilizzavano il lago come "stazione di sosta" nel loro lungo viaggio. Anche la fauna ittica era ricca con la presenza di trote, anguille, carpe.
L'impegno del Club Alpino Italiano nella promozione del lago è stato notevole e costante: pubblicazioni, articoli sulla stampa locale e nazionale, audiovisivi, conferenze. Ma l'iniziativa di maggior respiro è stata l'inserimento, nel 1990, del lago nel Sentiero Italia grazie ad una felice intuizione del past president della sezione reggina del CAI, Alfonso Picone Chiodo. Un percorso che collega la penisola e le isole maggiori col filo sottile di un itinerario escursionistico che si snoda lungo gli Appennini e l'intero arco della catena alpina, per circa 6000 chilometri: il trekking più lungo del mondo. Tutto ciò ha generato un flusso di camminatori provenienti da tutta Italia ed anche dall'estero (per prime le sezioni CAI di Pinerolo ed Edelweiss di Milano) contribuendo a far conoscere il lato migliore di San Luca e dei suoi abitanti. Innumerevoli le escursioni programmate dal CAI al lago nei suoi 35 anni di vita. Oltre all'itinerario più conosciuto, quello che risale la fiumara Bonamico, vi siamo giunti anche da Pietra Lunga, con belle vedute su Pietra Castello.
Da Polsi, lungo la fitta lecceta di Santo Stefano. Ma anche dalla ripida discesa di Prache di Cucco, dal ciglio della frana, con l'impareggiabile guida Antonio Stranges alla ricerca di esemplari secolari di castagno. L'ultima escursione ufficiale è stata effettuata dal CAI a maggio dell'anno scorso. Bene hanno fatto quanti vi hanno partecipato: nessuno potrà più ammirare il lago Costantino. Il lago aveva comunque già da tempo ridotto le sue originarie dimensioni, a causa dei detriti che ogni inverno si depositavano sul fondo.
Era chiaramente visibile l'avanzare inesorabile della fiumara ma non si pensava che la sua scomparsa sarebbe stata così rapida. A nulla sono valsi gli appelli degli abitanti di San Luca e soprattutto degli operai AFOR che suggerivano di intervenire con briglie e gabbionature che diminuissero l'apporto di detriti dalla fiumara. Ma la natura ha le sue leggi alle quali inutilmente tentiamo di opporci: la pioggia lo ha generato e la pioggia se l'è ripreso.
Nato il 3 gennaio 1973 - Morto il 22 gennaio 2009
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mi ricorda qualcosa :P
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la cascata + in alto si chiama cascata "degli scogli", per la posizione penso sia corretta quella che ho suggerito, fammi sapere
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Area pic-nic al termine del sentiero della " Scialata "
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