Photos by andrea postiglione c…: on the map, in Google Earth (KML)
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andrea postiglione c…'s conversations
Il territorio in cui è situata l'azienda agricola Antiche Terre del Baraccone rientra interamente nella Comunità Montana “Alto Tammaro e Titerno” che costituisce l’area centro settentrionale della provincia di Benevento che si sviluppa sui monti del Sannio al confine con il Molise. L’area è inclusa nei territori individuati dalla Dir. CE 75/268 e dall’Area SIC Bosco di Castelpagano e Torrente Tammarecchia. Il territorio fa parte dell’area dei tratturi (regione appenninica dove nel lungo periodo si è affermata un tipo di economia largamente basata sull’allevamento transumante). L'abitato di Castelpagano, infatti, sorge proprio in vicinanza del Regio Tratturo “Pescasseroli-Candela” ed era intercettato fino agli inizi del XVIII secolo da un braccio tratturale che univa il percorso suindicato col tratturo “Castel di Sangro-Lucera”. Il Regio Tratturo "Pescasseroli - Candela" è sicuramente una delle strade più antiche d' Italia. La sua vita millenaria ha inizio in epoca preistorica. Essa è la grande "via d'erba" che nel corso dei secoli ha permesso lo spostamento degli armenti guidati dai pastori (transumanza) che con l'arrivo dell'inverno si spostavano dall' Abruzzo verso le pianure della Puglia. Per l'utilizzo di questa via, larga come un fiume d’erba (larghezza originaria di m.111,60) e lunga circa 170 chilometri, furono emanate dagli Aragonesi nel XV sec. le rigide regole della transumanza, per evitare conflitti con i contadini. Con le greggi i pastori viaggiavano a piedi, attraversando territori sempre diversi, da una regione all’altra (Abruzzo, Molise, Campania e Puglia) arricchendosi di esperienze, di incontri e di conoscenze.
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L’azienda agricola “Antiche Terre del Baraccone” è un modello sperimentale di impresa rurale che - attraverso un preciso programma di ristrutturazione dei fabbricati esistenti a scopo agrituristico e l’incentivazione di attività turistico-ricreative - ha avviato una offerta turistica locale di qualità, per la soddisfazione di una domanda turistica sempre più esigente.
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Il concetto di gestione sostenibile dello sviluppo e quello di biodiversità sono stati largamente recepiti sia dalla comunità scientifica e sia dalle istituzioni. In particolare la gestione forestale sostenibile ha come fine quello di operare una fruizione della risorsa ambientale tale da consentire pari opportunità d'accesso alla risorsa naturale bosco sia agli attuali beneficiari sia a coloro che al momento non possono beneficiarne. Sino a poco tempo fa, il bosco era ancora considerato un ambiente da cui poter prelevare risorse di diverso genere quali: la legna ed il carbone per scopi energetici, la cacciagione per esigenze alimentari e altro materiale per la costruzione di opere civili e militari. Oggigiorno, invece, al bosco viene attribuita una multifunzionalità non più finalizzata, al solo sfruttamento delle sue risorse, bensì alla formazione di un ambiente da preservare perchè in esso vengono riconosciute elevate espressioni di biodiversità; un ambiente cui viene delegato, dopo il recente protocollo di Kyoto, lo stoccaggio della CO2 al fine di ridurre l'effetto serra, un ambiente che contribuisce alla protezione del suolo dal dissesto idrogeologico; un ambiente dove trova spazio la ricreazione. L'evoluzione della funzione del bosco, dunque, è cambiata nel tempo e con essa sono cambiati, inevitabilmente, i criteri di gestione.
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In tutto il territorio della provincia di Benevento,la boscaglia arborea dei corsi d'acqua unitamente alle praterie idrofile delle aree ripariali e delle zone lacustri rappresentano l'insieme della vegetazione riparia presente lungo i corsi d'acqua principali, lungo alcuni torrenti e soprattutto nelle acque calme dei laghi (Campolattaro, Castelpagano, Colle Sannita-Decorata, Telese). Questa categoria vegetazionale si estende su una superficie totale di circa 30.900.000 mq corrispondente a circa l'1,60% di tutto il territorio provinciale.
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L’azienda “Antiche Terre del Baraccone”, pur continuando a mantenere la sua tradizionale attività produttiva, in funzione delle opportunità ecoturistiche offerte dai retaggi storico – naturalistici della cultura della transumanza, si è posta nell’ottica di soddisfare bisogni differenti dell’utenza turistica, assolvendo non solo alle funzioni che la nuova politica agricola comunitaria ha assegnato alle aziende agricole (tutela e valorizzazione del territorio e del paesaggio, ricettività turistica, presidio per il miglioramento della qualità della vita rurale), ma rappresentando un “biglietto da visita” necessario al territorio per la migliore attuazione e valorizzazione delle attività multifunzionali. Nella sua attività, infatti, l’azienda promuove alcuni valori essenziali come: • Incoraggiamento dell’agricoltura sostenibile ed eco-compatibile; • Utilizzo razionale delle materie prime per consentire la massima conservazione dell’ambiente, pur ottenendo una produzione redditizia; • Priorità alla soddisfazione del cliente che diventa il core - business; • La qualità ricettiva come elemento fondamentale nei modelli di gestione ed erogazione dei servizi. Tali elementi trovano collocazione in una vision aziendale che nel suo complesso ha cercato negli elementi locali, naturali e culturali, degli elementi catalizzatori in grado di esprimere le particolarità dell’area e di interagire in forma sinergica per lo sviluppo turistico del territorio. L’individuazione dei temi catalizzatori (turismo responsabile, nuovi segmenti di turismo, servizi ricettivi di alta qualità, ecomanagement della struttura aziendale) è avvenuta in funzione delle attrattive turistiche principali e quindi ha dato avvio ad una strategia progettuale e quindi di marketing territoriale che partendo dalle risorse attuali, ha promosso e promuove la valorizzazione delle risorse sul piano sia della tipicità, che della qualità dei servizi turistici e dall’altro di migliorare l’erogazione dei servizi attuali promuovendo anche la formazione professionale dei dipendenti e dei collaboratori. Pertanto, l’offerta multifunzionale dell’azienda si sostanzia non solo in una particolare declinazione dell’offerta turistica nel verde ma di un modello di offerta che, se ben programmato e promosso a livello extralocale, svilupperà ulteriormente il territorio accelerando il processo di crescita qualitativa e tecnologica dell’area dell’Alto Tammaro.
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Il territorio del Matese è costituito da una catena di monti prevalentemente calcarei situati tra Molise e Campania. E' un territorio ricco di luoghi selvaggi, cime di montagne, centri storici originali e ottimamente conservati, tanta storia e prodotti tipici genuini.
Il Matese occupa un'area di 33.326,53 ettari, lungo un'asse Nordest-Sudovest, che dalle valli dei fiumi Lete e Sava, corre per circa 50 km fino alla valle del Fiume Tammaro, in provincia di Benevento. Questo allineamento è seguito anche dalle principali montagne: i Monti Miletto, Gallinola e Mutria. Ciò influisce sulle caratteristiche climatiche del territorio, che, nelle zone in quota, rappresenta l'ultimo baluardo del clima continentale, mentre le zone più basse, esposte ai venti caldi che giungono dalle coste mediterranee della Campania, si caratterizzano per la presenza di paesaggi mediterranei, fatti di uliveti, leccete, cipressete e macchia mediterranea. Questa vicinanza geografica di due aree climatiche diverse ne fa uno dei luoghi più ricchi di biodiversità dell'Appennino meridionale. La ricchezza dei pascoli, in particolare, ha permesso un notevole sviluppo della pastorizia che, insieme all'agricoltura ed allo sfruttamento dei boschi, ha rappresentato nel passato la principale fonte di reddito delle popolazioni dell'area. La catena dei Monti del Matese rappresenta il primo fronte dell'Appennino meridionale, con la cima del M. Miletto, situato nel versante molisano, quale vetta più alta con i suoi 2.050 metri sul livello del mare. Ma la catena montuosa è costellata da tante altre vette, di minore altezza (La Gallinola, Monte Mutria, Monte Pranzaturo, ecc.), conche e laghi carsici quali il Lago del Matese posto a 1.011 metri sul livello del mare, che è il lago carsico più alto d'Italia. Numerosi gli invasi artificiali: le Mortine, sul Volturno, il Lago di Gallo, il Lago di Letino. Il territorio carsico è, come tutti i territori di tal genere, ricco di doline, voragini, grotte, inghiottitoi con corsi d'acqua che si inabissano e ricompaiono in superficie, torrenti che si formano dai numerosi stillicidi provenienti dalle frattura delle rocce.
Il Matese è emerso dal mare, un mare nefritico e caldo, più di cento milioni di anni fa. Il lungo predominio marino è testimoniato dalla presenza di ricchissimi giacimenti di fossili. Infatti, fra le emergenze naturalistiche si annovera anche il sito geo-paleontologico di Pietraroja (provincia di Benevento) in cui si sono conservate tracce di vita di circa 110 milioni di anni fa, con un patrimonio, unico nel suo genere, di reperti fossili di vertebrati quali pesci, anfibi, rettili, crostacei ed un esemplare giovane di dinosauro carnivoro appartenente alla prima linea evolutiva dei più specializzati Velociraptor e Tyrannosaurus.
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Relativamente ai boschi presenti nella zona dell'Alto Tammaro, il frate domenicano Leandro Alberti, verso la fine del 1500, scriveva così le sue impressioni: "Cercello, Coffiano, Santa Croce, Castelpagano... comincia una grandissima selva, la quale abbraccia l'appennino d'ambedue i lati, talmente che stringe da un lato ogni cosa insin àl fiume Fortore, termine di Puglia dall'altro lato trascorre insin al fiume Tammaro. et avvenga che non sia più larga di 4 miglia, nondimeno ella è più lunga di 20 (com'io ho veduto). Invero ella è molto spaventosa e ombrosa per la moltitudine dell'alte e ramose querce che in essa si trovano".
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Negli ultimi anni accanto al turismo tradizionale si è sviluppato un modo nuovo di viaggiare che è consapevole e rispettoso dei paesi di destinazione, della gente locale e delle risorse naturali. Uno degli effetti immediati è stato l’ampliamento e il rafforzamento dell’offerta di turismo rurale e delle sue due componenti principali: l’agriturismo e i prodotti agroalimentari locali. Questi settori, infatti, nel corso degli ultimi due decenni, sono stati oggetto di una crescente attenzione da parte delle politiche comunitarie e nazionali a favore delle aree rurali ed hanno dato l’avvio a processi di rinnovamento delle imprese agricole che si sono trovate ad affrontare nuove ed impegnative sfide soprattutto per quelle aree caratterizzate dalla presenza di siti di interesse naturalistico e turistico per generare un’offerta turistica ed una gestione aziendale economicamente capace di garantire una redditualità adeguata. Alle imprese agricole, pertanto, è stato assegnato un ruolo strategico nel favorire l’avvio e il consolidamento di processi di sviluppo sostenibili, di carattere locale, gestiti dagli operatori presenti nell’area di intervento, basati sulle risorse endogene sia materiali (risorse ambientali, architettura, infrastrutture, monumenti,produzioni alimentari tipiche, ecc.) sia immateriali (cultura, tradizioni, professionalità, storia, ecc.).
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Nel corso degli ultimi decenni le aree rurali sono state interessate da profonde trasformazioni che hanno prodotto una modifica sostanziale della loro tradizionale struttura economico- sociale. Queste zone hanno acquistato una crescente importanza in termini di caratterizzazione dell’ambiente e del paesaggio,dovuta ad un mutamento sostanziale degli stili di vita e di consumo. A formare lo spazio rurale, quindi, concorrono sempre più attività socioeconomiche quali turismo,commercio,artigianato,servizi alle imprese e alle persone,ecc. La conseguenza diretta di questa rinnovata attenzione per gli spazi rurali è stata la valorizzazione delle risorse naturali, che nei consumi si è manifestata attraverso la ricerca e l’acquisto di prodotti incontaminati e nell’ecoturismo.
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Chef Marcellino has opened restaurants in Calabria and Abruzzo, cooked on the island of Poros in Greece and owned trendy bistros in Rome. In New York, the chef received a highly coveted rating of 'Excellence' from the New York Times for his superior cuisine at Riva Grill, and was awarded for his outstanding contribution to the James Beard Foundation. Combined with his vast knowledge of wine and the experience of creating incredible dining experiences around the world, Chef Marcellino has now added Phoenix to his internationally established fan base with the opening of Marcellino Ristorante.
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