Photos by Berg Blue: on the map, in Google Earth (KML)
|
Viewed 12 times
|
Viewed 21 times
|
Viewed 21 times
|
Viewed 18 times
|
||||
|
Viewed 21 times
|
Viewed 16 times
|
Viewed 20 times
|
Viewed 29 times
|
||||
|
Viewed 27 times
|
Viewed 25 times
|
Viewed 28 times
|
Viewed 33 times
|
||||
|
Viewed 27 times
|
Viewed 30 times
|
Viewed 35 times
|
Viewed 32 times
|

Favourites
Berg Blue's conversations
It is amazing! YS
Greetings from Herzegovina
Dario
more »
Wonderful Photo. Lovely subject! Greetings from England!
more »
Famiglia Cervi
http://www.fratellicervi.it
more »
L'hanno distrutta :-/
more »
bella!!! bravissima fotografa...
more »
Forte e Gentile
Lo chiaman così il nostro Abruzzo: forte e gentile. In Italia e nel mondo. Ed è la cosa più bella che si possa dire di un paese e del suo popolo. Essere forte non basta. Ed è un male se, chi è forte, abusa della sua forza a danno degli altri; se è prepotente e superbo. Essere forte e anche gentile, cioè buono, è tutto. Significa offrire la propria forza, con bontà di cuore, al proprio simile. Significa seguire l’insegnamento di Cristo. Forte e gentile! Nome più bello e più nobile non potevano conquistare alla loro terra i nostri padri, i nostri avi. Vanne orgoglioso, o fanciullo, tu, figlio d’Abruzzo.
A te spetta custodirla gelosamente, questa preziosa eredità, tu devi arricchirla.
Ora e sempre, nella scuola e nella vita, sii forte e gentile.
more »
mdovred dudunebs shens mier agbejdili kadri ,,
more »
Excelente captura de imagem,parabéns.
more »
Berg Blue ha detto:
Sasaki Sadako aveva appena due anni quando, il 6 agosto del 1945, Little Boy precipitò sulla città di Hiroshima. La bimba si salvò, tanti altri suoi coetanei morirono. La guerra finiva tragicamente per il popolo giapponese, tra l’umiliazione della sconfitta e migliaia di vite umane ridotte in polvere insieme alla bomba. Bisognava ricominciare da zero e questo fece il popolo giapponese. Sadako intanto cresceva con l'entusiasmo della sua giovane età. Un giorno però qualcosa andò diversamente... le venne diagnosticata una grave forma di leucemia, malattia che la costrinse a ricordare il mattino che dal cielo era caduta quella strana pioggia nera. Giungeva così per Sadako il momento della sua ultima corsa, della sua gara contro il tempo: creare mille origami per esorcizzare la morte, per continuare a sperare nella vita. Secondo un’antica leggenda giapponese, colui che riuscirà a piegare durante la propria vita mille gru di carta, sarà benvoluto dagli dei che acconsentiranno ad esaudire un suo desiderio. E la gru (tsuru) è in Giappone anche simbolo di longevità tanto che regalarla significa augurare lunghi anni di salute e vita.
Sasako forse non riuscì a portare a compimento i suoi mille origami (ori:piegare; kami:carta) ma furono i suoi amici, oggi sparsi in tutto il mondo, a prolungarne la vita e la memoria sulla terra. Grazie ai fondi raccolti in tutto il Giappone, nel 1958 venne finalmente inaugurata, all’interno dell’Hiroshima Peace Memorial, la statua di Sadako, ritratta con le braccia aperte e protese verso il cielo mentre una gru spicca il volo proprio dalle sue mani. Alla base della statua si possono leggere queste parole: "QUESTO E' IL TUO PIANTO. LA NOSTRA PREGHIERA. PACE NEL MONDO". E così ogni anno i giovani di qualsiasi nazionalità portano a Sadako le proprie gru di carta nella speranza che regni sempre la pace fra i popoli.
more »
bellissima composizione! bravi tutti i bimbi della scuola e le loro maestre sottopagate....
more »