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Alfredo Valente
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Nel territorio del comune di Ferrara esistono ancora piccole aree, ma non per questo meno importanti, con un'altissima valenza ambientale, serbatoi di biodiversità e nodi di reti ecologiche, importanti per il suo mantenimento. Alcuni di queste aree, inoltre, sono fonte di una forte identità per la comunità locale e stimolo per il riconoscimento di una peculiarità territoriale molto forte. Il Bosco di Porporana è una di queste zone e l'abitato omonimo con i suoi cittadini rappresenta un esempio di come un territorio di questo tipo possa ancora stimolare senso di appartenenza, cittadinanza attiva, tutela dell'ambiente e ricerca di sostenibilità. Aree ad alta valenza naturalistica come questa sono punti di eccellenza all'interno dei quali poter sviluppare percorsi di educazione ambientale, in grado di stimolare comportamenti improntati alla sostenibilità.http://servizi.comune.fe.it/index.phtml?id=4360

La Rocca circondata dall'acqua del fiume Po durante una piena

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Spiaggia o Cala del Pozzallo

Non è Cala Bianca ma è la spiaggia del Pozzallo

vorrei sapere di qualche albergo in zona o pensione e se mai il prezzo

Il nome geografico è porto Infreschi, trttandosi di un vero porto naturale, l'unico del Cilento. Saluti angelo

Non è certamente una "punta", nè tantomeno Iscoleti. Esiste una punta Iscolelli, ma, ovviamente, è sul mare. Questa foto mostra l'interno del territorio di Lentiscosa, zona a Nord di Cala Bianca ossia la terra degli Infreschi, nome che deriva dall'antico (1200 circa) Amforisca. Prego corregete. saluti Angelo

Si racconta che San Francesco D'Assisi, nel suo giro di predicazione compiuto nel 1222, fece una sosta ad Agropoli. Tale episodio non è ricavato dalle tradizioni popolari, bensì da documenti storici; infatti negli annali dei Frati Minori dell'anno 1222 si legge: "Nella custodia di principato Citra Frate Francesco fece costruire un convento in Agropoli, dopo che alla presenza del popolo incredulo, da un alto scoglio predicò ai pesci accorsi sul lido". Un altro studioso francescano, il Gatta, scrive: "In Agropoli il padre Francesco D'assisi vi fondò un monastero e operovvi grandi meravigle cui spezialmente allora quando, mal gradito da quei paesani, alieni di sentire la parola di Dio, egli pertanto si condusse al mare su di uno scoglio ed ivi predicando accorse una gran moltitudine di pesci quasi ascoltarlo volessero; profetizzò quindi che quello scoglio che servito aveva da pulpito, benchè col tempo sarebbe mancato alla sua grandezza, con tutto ciò le acque non l'avrebbero mai superato" Pochi anni dopo, nel 1230, dopo che frate Francesco salì al Signore, gli Agropolesi costruivano il convento omonimo che oggi è adibito ad abitazioni private. Quasi a voler riparare all'antica indifferenza mostrata verso il poverello di Assisi, nelle adiacenze del convento gli agropolesi eressero una chiesa che successivamente fu restaurata per l'interassamento di Don Cesare Caradonna e con il contributo dei fedeli.

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