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Correva l'anno 1876 quando, nella Valle San Martino, si diffuse una misteriosa e terribile malattia. Il termine epidemia
probabilmente non può dirsi corretto, ma ugualmente nell'intera vallata si scatenò un'ondata di panico e di vero terrore: un
morbo sconosciuto e letale prese a colpire quasi tutte le donne che erano in attesa di un figlio, portandole in breve tempo a
morte.
Mentre tutte le cure e le misure preventive adottate dai medici risultavano vane, dal pulpito della millenaria abbazia di
Pontida, il prevosto don Gian Battista Milesi pronunciò un accorato appello, invitando tutta la popolazione a fare un voto alla
Madonna Addolorata venerata nel vicino santuario di Caderizzi, affinché cessasse quell'ecatombe di giovani spose.
L'intera comunità, ormai alla disperazione, accolse con grande fervore questa proposta, promettendo solennemente che, il
venerdì di Passione di ogni anno, una processione avrebbe raggiunto il santuario di Caderizzi: tutte le madri e le spose
avrebbero portato in dono un cero, che sarebbe stato deposto ai piedi dell'affresco della Vergine. Non appena formulato il
voto, le misteriose morti cessarono completamente e inspiegabilmente, così come erano iniziate.
Il "prodigio" ebbe all'epoca un’enorme risonanza, ben al di fuori dei confini della Val San Martino, originando una vivissima
devozione e una sorta di gara per abbellire e ingrandire l'allora umile chiesetta di Caderizzi. Dopo un accurato restauro, nel
1882 si provvide a rinnovare il concerto delle campane, la maggiore delle quali pesa oltre 400 chilogrammi. Il sacro edificio
subì un radicale ampliamento subito dopo la prima Guerra Mondiale, per essere infine pressoché ricostruito negli anni '50,
assumendo l'aspetto attuale.
Il "santuario delle mamme"
ma62loca's conversations
CarvicoBG
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Il Santuario delle mamme
Correva l'anno 1876 quando, nella Valle San Martino, si diffuse una misteriosa e terribile malattia. Il termine epidemia probabilmente non può dirsi corretto, ma ugualmente nell'intera vallata si scatenò un'ondata di panico e di vero terrore: un morbo sconosciuto e letale prese a colpire quasi tutte le donne che erano in attesa di un figlio, portandole in breve tempo a morte. Mentre tutte le cure e le misure preventive adottate dai medici risultavano vane, dal pulpito della millenaria abbazia di Pontida, il prevosto don Gian Battista Milesi pronunciò un accorato appello, invitando tutta la popolazione a fare un voto alla Madonna Addolorata venerata nel vicino santuario di Caderizzi, affinché cessasse quell'ecatombe di giovani spose. L'intera comunità, ormai alla disperazione, accolse con grande fervore questa proposta, promettendo solennemente che, il venerdì di Passione di ogni anno, una processione avrebbe raggiunto il santuario di Caderizzi: tutte le madri e le spose avrebbero portato in dono un cero, che sarebbe stato deposto ai piedi dell'affresco della Vergine. Non appena formulato il voto, le misteriose morti cessarono completamente e inspiegabilmente, così come erano iniziate. Il "prodigio" ebbe all'epoca un’enorme risonanza, ben al di fuori dei confini della Val San Martino, originando una vivissima devozione e una sorta di gara per abbellire e ingrandire l'allora umile chiesetta di Caderizzi. Dopo un accurato restauro, nel 1882 si provvide a rinnovare il concerto delle campane, la maggiore delle quali pesa oltre 400 chilogrammi. Il sacro edificio subì un radicale ampliamento subito dopo la prima Guerra Mondiale, per essere infine pressoché ricostruito negli anni '50, assumendo l'aspetto attuale. Il "santuario delle mamme"