This is how your name and profile photo will appear on Panoramio if you connect this Google+ account.
You cannot switch to a different account later.
Learn more.
Un pugno di case fatte di pietra dura, come duro è il Sole che le riarde impietoso.
Ghetto antistorico e infamante di uomini abbandonati al proprio destino.
Ora le sere si saran fatte più tenere, laggiù nel Paese dove canta il Sole e danza la Luna sul velo trasparente del Mare pulito. Laggiù dove piange il Mare,quando piange, la morte silenziosa della Luna dimenticata nell'occhio sincero dell'assurdo Infinito: mancanza inaccettata di un mistero, che è amore. Ma sento nell'aria ristagnante ancora la rassegnazione di sempre, debordante malinconia di cuori semplici atrofizzati in volti di creta, in occhi senza tempo, su mani senza tatto nè sensi, in parole senz'anima, in sentori diffusi di desolante apatia.
Di nuovo tornerò a svolazzar con le rondini nel tuo cielo di cristallo, a giocar con i passeri nella tenera frescura del mattino. Con me porterò l'operosità frenetica di questo Borgo, che vanta orgoglioso i natali di messer Marco Datini....e il ricordo rasserenante di Firenze la Bella, per spargerli sulle onde del tuo mare color della viola e tra gli Ulivi della collina in fiore, che pur strupata più volte custodisce orgogliosa i nobili resti della sua progenie. Sarà per me Sacro rituale, allegorico gesto invocante Vita (da chi non so! Dalla Natura,forse) in cuori e anime che vivon certo, ma fuori da tempo e spazio reali.
Semplicità crudele
di un dolore antico e povero,
scolpita nella pietra
che sopporta muta le imiliazioni del tempo.
Rassegnazione amara
di popolo deluso e sfruttato.
Gioia di Luce,
esplodente in timidi connubi
di colori amanti,
sopra muri assolati
e in ombre di cielo:
tenera armonia di essenze e toni,
palpitanti nell'aria.
In me,
candore di bambino,
purezza di cuore,
ricordanza.
giuseppe genise's conversations
Un pugno di case fatte di pietra dura, come duro è il Sole che le riarde impietoso. Ghetto antistorico e infamante di uomini abbandonati al proprio destino.
Ora le sere si saran fatte più tenere, laggiù nel Paese dove canta il Sole e danza la Luna sul velo trasparente del Mare pulito. Laggiù dove piange il Mare,quando piange, la morte silenziosa della Luna dimenticata nell'occhio sincero dell'assurdo Infinito: mancanza inaccettata di un mistero, che è amore. Ma sento nell'aria ristagnante ancora la rassegnazione di sempre, debordante malinconia di cuori semplici atrofizzati in volti di creta, in occhi senza tempo, su mani senza tatto nè sensi, in parole senz'anima, in sentori diffusi di desolante apatia.
In Firenze 31.5.74
Di nuovo tornerò a svolazzar con le rondini nel tuo cielo di cristallo, a giocar con i passeri nella tenera frescura del mattino. Con me porterò l'operosità frenetica di questo Borgo, che vanta orgoglioso i natali di messer Marco Datini....e il ricordo rasserenante di Firenze la Bella, per spargerli sulle onde del tuo mare color della viola e tra gli Ulivi della collina in fiore, che pur strupata più volte custodisce orgogliosa i nobili resti della sua progenie. Sarà per me Sacro rituale, allegorico gesto invocante Vita (da chi non so! Dalla Natura,forse) in cuori e anime che vivon certo, ma fuori da tempo e spazio reali.
Prato 12.6.74
Semplicità crudele di un dolore antico e povero, scolpita nella pietra che sopporta muta le imiliazioni del tempo. Rassegnazione amara di popolo deluso e sfruttato.
Gioia di Luce, esplodente in timidi connubi di colori amanti, sopra muri assolati e in ombre di cielo: tenera armonia di essenze e toni, palpitanti nell'aria. In me, candore di bambino, purezza di cuore, ricordanza.