Photos by oscar bortolato : on the map, in Google Earth (KML)
Panorama di Calalzo visto da Grea.
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Chiesa di Grea, Calalzo.
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Costa di San Nicolo' di Comelico
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Costa di San Nicolo' di Comelico
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Dosoledo, Tabia' con veduta di Padola
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oscar bortolato's conversations
si grazie ache per il suggerimento, questa e' la prima panoramica che faccio.
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Bella questa foto
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thanks
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ho cominciato da pochi anni a passare le poche vacanze estive a dosoledo e ogni volta che me ne devo andare mi piange il cuore io adoro questo paese
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Il Duomo, o Cattedrale è la più importante chiesa di Tropea. In stile normanno sorge su qualche rude di un'antica chiesa di rito greco (documenti sulle sue origini la fanno risalire al IV secolo).
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Nonostante i numerosi reperti archeologici che testimoniano la presenza umana sin dall'età del ferro, Novalis (che significa "terra di nuovo utilizzo") sorse solo dopo l'anno mille come avamposto militare di Treviso. presso l'antico confine con la città rivale di Padova.
Nel XII secolo la fortezza divenne il centro della signoria dei Tempesta. Questi erano legati ai vescovi di Treviso, in quanto avogari cioè amministratori dei beni temporali della diocesi e seguirono le sorti della città. I Tempesta terranno Noale sino alla fine del Trecento, salvo la breve parentesi degli Ezzelini (1245-1260) e dei Carraresi (1381-1388).
L'avvento della Serenissima (1339)diede a Noale una capitaneria e in seguito, estinti i Tempesta, una podesteria, che rimarrà sino alla caduta di Venezia nel 1797. Passata ai Francesi, la città divenene comune e divenne capoluogo di un distretto sotto gli Austriaci. Nel 1848 subì un declassamento amministrativo in quanto città natale del patriota Pier Fortunato Calvi. Nel 1866 passò con tutto il Veneto al Regno d'Italia, passando in seguito dalla provincia di Vicenza a quella di Padova e infine a quella di Venezia.
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Peseggia è una frazione del comune di Scorzè in provincia di Venezia.
Il 31/12/2007 il paese contava 3.571 abitanti.
Urbanistica e vie di comunicazione [modifica] Peseggia sorge sul lato sud di via Nuova Moglianese (SP 39), importante arteria che collega Mogliano Veneto (da cui dista circa 5 km) e Scorzè (ca. 6,5 km). La principale strada del paese, su cui si affacciano la chiesa e i principali esercizi commerciali, è però via Vecchia Moglianese, da cui si raggiunge la vicina Gardigiano.
Peseggia è servita dei mezzi dell'ACTV ed ha fermate lungo la linea Mogliano-Scorzè.
Attività economiche [modifica] Sono presenti nel territorio piccole attività industriali e commerciali. Importante il settore agricolo.
Luoghi di interesse culturale [modifica] La parrocchiale, dedicata a San Nicola di Bari, fu innalzata nel 1938 sostituendo la precedente del XV sec. Fu consacrata nel 1940 dal vescovo di Treviso: per l'occasione fu aggiunto alla chiesa il titolo di Santuario dell'Addolorata. Il campanile, del 1929, si ispira alle torri medievali di Firenze e Siena.
La Sala Pax dietro la chiesa, è la vecchia parrocchiale oggi adibita a centro sociale. La costruzione, risalente al 1709, fu deturpata durante il fascismo con la costruzione che ne nasconde la facciata neoclassica.
Numerose le ville venete dislocate nel territorio: villa Bragadin, villa Spangaro, villa Tasca, villa Buratti, villa Moro-Bernardo-Morchio, palazzo Merli.
Il monumento ai caduti di piazza Longo fu eretto nel 1970 laddove sorgeva un tempietto dedicato alla Beata Vergine del 1921.
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Il Convento
La Chiesa il Convento, che sovrasta l'omonima spiaggia La Chiesa è un edificio che risale al 1500, costruito grazie alla devozione di alcune famiglie tropeane. E ' conosciuta anche con il nome Santa Maria della Sanità o chiesa dei Cappuccini. L'interno si presenta con una grande navata centrale; l'altare principale ospita un dipinto raffigurante la Madonna della Sanità. (1600). Annessa alla chiesa è presente il convento dei frati minori francescani. Percorso.La chiesa è situata in Via della Sanità, un traversa che parte dalla più principale via Libertà
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Il giorno deputato è quasi ovunque la domenica. Solo Dosoledo ha fissato la ricorrenza il 9 febbraio, giorno di Santa Apollonia, patrona del paese. Il corteo è aperto da lameno due Matazin, personaggi non mascherati vestiti con uno straordinario costume che accoppia elementi dell'abbigliamento maschile e femminile. La preparazione è così complessa da richiedere l'intervento di donne specializzate; nel travestimento spiccano grandi scialli di seta dalle lunghe frange e un altissimo cappello adorno di gioielli. La sommità è coperta di fiori di carta, mentre dalla parte posteriore pende un grande fiasco di nastri multicolori. In alcuni casi è presente anche la maschera del Laché, dal costume simile, che corre precedendo il corteo. I Matazin tengono in mano una sorta di scettro e una bomboniera d'argento piena di confettini colorati da offrire al pubblico. Matazin e Laché devono sempre correre o saltellare, facendo risuonare i sonagli che portano cuciti sotto gli abiti. Uno dei momenti più suggestivi è dato dai balli che i Matazin eseguono al suono di un'orchestra, caratterizzati da una serie di salti e giravolte in cui gli scialli e i nastri dei costumi si aprono a raggiera. Il corteo vero e proprio è costituito da due categorie di mascheranti: le maschere "da bella", che oggi tendono ad assumere forme moderne, e le maschere "da vecchia", caratterizzati da abiti sgualciti, attrezzi da lavoro e fisionomie scolpite in legno di aspetto caricaturale. Apre il gruppo delle maschere "da vecchia" la Matazera con costume che è l'esatto contrario dei Matazin ed è addobbato con patate, tappi di bottiglia e vecchie cravatte.
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Vista piazzetta del cannone.
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