Panoramio is closing. Learn how to back up your data.
nicolaseverino
347
photos
45
on Google Maps
views

nicolaseverino's conversations

This is a fragment of ancient vertical sundials, but not a normal vertical sundial. It show the Roman "temporary hours", also knowed like "antique hours", "canonical hours", etc. which subdivided the the day, from the sunrise to the sunset, always in 12 spaces. This hours are more long in the summer and short in the winter. The same things for the horizontal roman sundials.

Ciao Nicola,sono dispiaciuto di risponderti così tardi e ti ringrazio comunque per la tua disponibilità con tutte le scuse da parte mia dovute.

Tornerò a pensare alla sferaarmillare spero presto,ho avuto problemucci......

Ho ripensato a te commentando Questa, e tue notizie sarebbero gradite sulla stessa.

Un caro saluto,Carlo.

aaaaaaaaa...adesso si che si vede che non è un tiro a segno!! ))))

la regola mnemonica che ci aiutava da studenti a ricordare la legge di Eulero era...

Fatti Vedere Sabato alle 2.... bei ricordi !!!!

bello ed avvincente... seguirò con estremo interesse gli sviluppi del giallo !!!! ciao dino

Meridiane simili sono presenti specialmente nell'Irlanda, nei cimiteri antichi e presso chiese medievali. Sono rarissime in questa forma leggermente concava che riprende un pò l'antica tradizione romana dei calendari e degli orologi solari verticali del tipo quello dell'Abbazia greca di San Nilo a Grottaferrata.

A Nicola

come vedi qui la mia ignoranza è enorme...quindi ti chiedo ,se possibie,di darmi una spiegazione o dei link sui solstizi per capire come si ripetono nel tempo,negli anni...quali sono le logiche astronomiche e se esistono diagrammi che le spiegano ad un comune mortale come me..ciao e ti saluto dalla garfagnana................

Meridiana sferica romana da Durostorum in Bulgaria. Studiata unicamente da Peter Valev negli ani '80, in un suo articolo in lingua originale. L'orologio sembra aver avuto anche funzioni di calendario, Presenta le tre linee di declinazione calendariali. IL fatto che abbia incise sotto la superficie dell'orologio decorazioni con scene di Orfeo e il busto di Iside e Serapis, indica che originariamente esso fu posto per molto tempo nel tempo di Iside a Durostorum.

A circa 6 km da Montana (oggi città di Mihaylovgrand), si sono avute delle campagne di scavi archeologici fino al 1978. L'orologio solare fu ritrovato nell'Horeum n° 2 dove pure furono ritrovare monete del periodo del regno di Flavio Valerio Costantino (conosciuto come Costantino il Grande. Il limite massimo che puo' impostarsi per la data del reperto è quindi il 378. La meridiana, ricavata da una lastra di marmo, ha le seguenti dimensioni:

Altezza 5m; larghezza massima: 5m; profondità massima 2,5 m dove m è un modulo pari ad 1/5 del piede Romano, cioè 59,18 mm. Il prof. Valev riconosce nel disegno (silhouette) della meridiana le sembianze di un corpo femminile e le proporzioni tra le misure simili a quelle di una sezione aurea! Undici linee orarie si dipartono dalla base dove era alloggiato lo gnomone e si estendono frontalmente fino al bordo della conca sferica oltrepassando la curva del solstizio estivo. La superficie della concavità su cui sono tracciate le linee orarie non sarebbe propriamente sferica, ma quella di un cilindro ellittico inclinato. Lo studio del prof. Valev dedicato a questa meridiana è rivolto specialmente alla metodologia di costruzione impiegata ed al significato della data del 25 Marzo, incisa con evidenza sulla concavità. In pratica, in un orologio cilindrico con asse parallelo all'asse terrestre, il punto d'intersezione della linea equinoziale con la linea meridiana (ora sesta) è equidistante dai punti di intersezione delle due curve solstiziali sempre con la linea meridiana. Nel caso di questo orologio, le misure rilevate sono diverse e il prof. Valev ha misurato che we (cioè la distanza lungo la linea meridiana tra la curva del solstizio invernale e l'equinoziale) è pari a 42mm, mentre la distanza es (cioè la distanza lungo la linea meridiana tra la curva equinoziale e la curva del solstizio estivo) è diversa ed è pari a 40mm. Ciò vuole dire che la curva equinoziale non marca la data equinoziale del 21 marzo per quell'epoca. La discrepanza è stata calcolata essere di 1° 17',5, che porterebbe la data marcata dalla linea equinoziale al 24 Marzo nell'anno 325, data in cui si ha il primo giorno del culto della festività dedicato a Magna Mater. Assumendo che l'orologio sia stato costruito attorno all'anno 200 d.C., la data cadrebbe il 25 Marzo. In questo caso, la silhouette dell'orologio, riconducibile da Valev al corpo femminile, sarebbe in armonica con la festa celebrata dagli abitanti della Villa Rustica in onore della dea Kybele, un simbolo di Madre Natura e possibilmente insieme con il suo sposo il Dio Attis per il quale il 25 marzo era proprio il giorno della sua rinascita. Anche il prof. Alexandrov data l'Antica Villa n° 2, dove fu ritrovata la meridiana, al periodo compreso tra il secondo ed il terzo secolo d.C.

Un'ipotesi molto suggestiva quindi che se corrisponde alla realtà ci porta questa nuova visione dell'uso e dello scopo degli orologi solari nell'antichità. D'altra parte anche oggi si realizzano orologi solari che indicano le date di festività religiose o compleanni dei proprietari, ecc. Quindi, perchè non credere che nell'antichità l'orologio solare potesse avere la duplice funzione di misurare il tempo e, insieme, di simboleggiare il significato di una festività religiosa o altro?

Nely Tancheva-Vassileva riporta che la meridiana fu trovata nel 1995 durante la campagna di scavi archeologici della base militare romana di Kabyle, presso appunto il villaggio di Kabyle nel distretto di Yambol nel Sud della Bulgaria e che fu successivamente riutilizzata, almeno in parte, come materiale di costruzione per il palazzo vescovile. Il reperto risulta spezzato in due frammenti incollati. Undici linee orarie e tre curve diurne di declinazione sono incise nella superficie concava. Il foro per lo gnomone è ancora evidente, ma deteriorato. Presenta due tipi di decorazioni: la prima, sotto la superficie concava, ha due rosette ognuna delle quali ha otto petali e l’altra è una piccola palma e una gamba di animale (probabilmente leonina) stilizzata. Lo stile poco accurato delle decorazioni e la loro fattura rivelano la mano di un artigiano non molto esperto in questi lavori. Per ulteriori dettagli si veda il mio CD-R "De Monumentis Gnomonicis apud Graecos et Romanos"

« Previous1234Next »

Tags

Friends

  • loading Loading…

 

nicolaseverino's groups