ciao Carmine, scusa potrei avere in privato questa foto senza le facce oscurate?? Te lo chiedo perchè uno degli anziani in foto è mio nonno. Se per favore potresti mandarmela via email a lampo76@libero.it. Grazie, ciao
San Biagio, protettore della città, venerato dai mugnanesi da secoli; è vissuto nel IV secolo, medico, di origine armena. Fu vescovo della città di Sebaste e in seguito alla sua carcerazione ordinata da Agricolao durante le persecuzioni, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva ingoiato una lisca di pesce conficcatasi nella trachea. Pertanto da sempre è riconosciuto ed invocato contro i malanni della gola. Da piccola chiesetta che era, come si evince da alcuni documenti del 1542, la chiesa di San Biagio, nel corso degli anni è stata ampliata e trasformata fino a renderla come oggi ci appare. Attraverso i secoli la struttura ha subito diverse trasformazioni, di seguito riportiamo una descrizione del 1677 fatta dal Parroco de Fusco, in seguito alle diverse Visite Pastorali, tra cui quelle del Cardinale Giacomo Cantelmo, Carafa, Caracciolo, Gesualdo, Scilla, Spinelli e tanti altri. "La Chiesa parrocchiale di San Biagio, si ritrova fondata nel mezzo di due palazzi... uno di D. Alfonso Filomarino e l'altro del sig. Spasiano Brancaccio: et poiché è immemorabile la sua fondazione, come dicono di questo gli abitanti, non si può avere lume del nome e cognome di specifici fondatori, perché dicono che l'Università di detto Casale l'abbia da pietra in pietra fondato. L'unica porta d'ingresso della chiesa è tutta rovinata, e le finestre sono 11; l'altare maggiore è ben ornato con custodia; il vecchio baldacchino di cuoio che pendeva dalla tribuna è stato sostituito da un altro, in seta damascata, bianco e rosso, con frange e bacchette intagliate, tre delle quali sono rivestite d'oro. Nelle vicinanze dell'altare maggiore, dal lato del Vangelo vi è l'altare della B.V. del Rosario sul quale si trova una statua della Vergine, rivestita di un abito rosso, che ha sul capo una corona d'argento e con la mano sinistra sorregge il Bambino Gesù... Lo stesso parroco, nel 1689, ci relaziona sullo stato materiale della chiesa, riportando il peso delle due campane, rispettivamente di q.li 4 e 1,50. Nella stessa relazione fa presente che la fonte battesimale viene spostata a sinistra dell'ingresso e che la statua di San Biagio non e ancora stata restaurata...(.) Il primo parroco fu Giovanni Fasulo con Bolla di nomina del 19 luglio del 1529. Per la ricorrenza del santo, 3 febbraio, accorrono pellegrini da ogni parte e numerosi sono i fedeli che lo venerano. Negli anni scorsi la chiesa veniva addobbata con drappi e panneggiamenti di velluto ed al centro veniva allestito un palco dove musici eseguivano brani sacri. Oggi tutto questo non accade più, ma la lunga fila di fedeli intenti a farsi ungere la gola è sempre uguale.
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ciao Carmine, scusa potrei avere in privato questa foto senza le facce oscurate?? Te lo chiedo perchè uno degli anziani in foto è mio nonno. Se per favore potresti mandarmela via email a lampo76@libero.it. Grazie, ciao
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Chiesa di San Biagio (Parrocchia)
San Biagio, protettore della città, venerato dai mugnanesi da secoli; è vissuto nel IV secolo, medico, di origine armena. Fu vescovo della città di Sebaste e in seguito alla sua carcerazione ordinata da Agricolao durante le persecuzioni, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva ingoiato una lisca di pesce conficcatasi nella trachea. Pertanto da sempre è riconosciuto ed invocato contro i malanni della gola. Da piccola chiesetta che era, come si evince da alcuni documenti del 1542, la chiesa di San Biagio, nel corso degli anni è stata ampliata e trasformata fino a renderla come oggi ci appare. Attraverso i secoli la struttura ha subito diverse trasformazioni, di seguito riportiamo una descrizione del 1677 fatta dal Parroco de Fusco, in seguito alle diverse Visite Pastorali, tra cui quelle del Cardinale Giacomo Cantelmo, Carafa, Caracciolo, Gesualdo, Scilla, Spinelli e tanti altri. "La Chiesa parrocchiale di San Biagio, si ritrova fondata nel mezzo di due palazzi... uno di D. Alfonso Filomarino e l'altro del sig. Spasiano Brancaccio: et poiché è immemorabile la sua fondazione, come dicono di questo gli abitanti, non si può avere lume del nome e cognome di specifici fondatori, perché dicono che l'Università di detto Casale l'abbia da pietra in pietra fondato. L'unica porta d'ingresso della chiesa è tutta rovinata, e le finestre sono 11; l'altare maggiore è ben ornato con custodia; il vecchio baldacchino di cuoio che pendeva dalla tribuna è stato sostituito da un altro, in seta damascata, bianco e rosso, con frange e bacchette intagliate, tre delle quali sono rivestite d'oro. Nelle vicinanze dell'altare maggiore, dal lato del Vangelo vi è l'altare della B.V. del Rosario sul quale si trova una statua della Vergine, rivestita di un abito rosso, che ha sul capo una corona d'argento e con la mano sinistra sorregge il Bambino Gesù... Lo stesso parroco, nel 1689, ci relaziona sullo stato materiale della chiesa, riportando il peso delle due campane, rispettivamente di q.li 4 e 1,50. Nella stessa relazione fa presente che la fonte battesimale viene spostata a sinistra dell'ingresso e che la statua di San Biagio non e ancora stata restaurata...(.) Il primo parroco fu Giovanni Fasulo con Bolla di nomina del 19 luglio del 1529. Per la ricorrenza del santo, 3 febbraio, accorrono pellegrini da ogni parte e numerosi sono i fedeli che lo venerano. Negli anni scorsi la chiesa veniva addobbata con drappi e panneggiamenti di velluto ed al centro veniva allestito un palco dove musici eseguivano brani sacri. Oggi tutto questo non accade più, ma la lunga fila di fedeli intenti a farsi ungere la gola è sempre uguale.
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