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Il rudere costruito da massi di spoglio del vicinissimo nuraghe ha una superficie di 15 mq ed è compreso in un'area archeologica di almeno 800 mq. del nuraghe non è rimasta alcuna traccia.

Un bellissimo parco acquatico nel più piccolo comune della Sardegna? E' possibile, a Baradili c'è l'ILIDARAB.

La famiglia aragonese dei Zapata edificò questo palazzo seicentesco sui resti possenti di un nuraghe trilobato in completa decadenza, su Nuraxi e Cresia per l'appunto. Gli scavi, ancora in corso, hanno evidenziato la presenza di almeno tre torri nuragiche ( A-B-C)delle quali una completamente esterna. L'area è visibile perchè provvista di pavimentazione in vetro pedonabile.

Così recita la targa turistico-informativa: Su ponti romanu s'agattat oru oru de USEDDUS...sa bie chi portat a BIDDAOBRANA, in s'arriu FORRAXI... Il piccolo ma storico ponte ad unico fornice è lungo 3,30 ed alto 2,85, largo al netto del parapetto ( residuo) metri 3,00. Al centro del ponte sono ora visibili i conci lavorati disposti a coltello. Il tratto lastricato, per alcuni tratti, è parzialmente visibile.

Edificata nel lontano 1768 in località Collo Piano e dedicata prima a S.Maria Maddalena poi titolata alla Santissima Trinità.

L'antico baldacchino sostenuto da una serie di colonne in granito sono sparite. Ora il fonte battesimale si presenta così, spoglio della sua essenza

La possente fortezza che dall'alto domina la collina a picco sul mare è oggi la sede del Museo dell’Intreccio Mediterraneo, il giunco e l'essenze tessili esposte all'interno del castello ne fanno un presidio di arte e cultura.

L'accesso alla Domus con relativi gradini.

Anticamente la chiamavano "Sa pedra pertunta" ( roccia traforata) nella quale i nostri prenuragici vi avevano scavato con molta cura una Domus de Janas (case della fate) comunicante con altre celle ed inciso sulle pareti figure taurine. Oggi questa isolata roccia trachitica lavorata dal vulcano e sferzato dal vento è un simbolo inconfondibile della bellissima Castelsardo. Una curiosità: in occasione dei lavori di ristrutturazione ed ampliamenti stradali avviati nel corso degli ultimi anni dell'800 il nostro elefante ha rischiato severamente una "morte" certa.

A pochi passi dall'area archeologica una piccola ed attrezzata area di sosta dove bambini ed adulti possono in tutta tranquillità trascorrere ore di vero relax garantito anche dal centralissimo punto di ristoro.

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