Marisa Serafini
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Sono una dilettante ma non demordo...................... I'm an amateur but I do not give up........................ Soy una aficionada, pero no me desespero.................

Marisa Serafini's conversations

Gli archeologi hanno identificato a Chichén Itzá sette campi per il gioco della palla, il maggiore dei quali è situato circa 150 metri a nord-ovest del Castillo.

Si tratta del più grande campo per il gioco della palla di tutta la mesoamerica, lungo 166 metri e largo 68. Le mura che chiudono i lati lunghi sono alte 12 metri e sorreggono al centro anelli di pietra intagliata con figure di serpenti intrecciati.

Bassorilievi nel campo da giocoAlla base dei muri interni sono situati schienali obliqui con pannelli scolpiti che rappresentano le squadre dei partecipanti al gioco. In uno dei pannelli un giocatore è raffigurato decapitato e dalla ferita si dipartono sette fiotti di sangue, sei prendono la forma di serpenti mentre quello centrale diventa un albero. Sul lato nord del campo si trova un tempio conosciuto come Tempio dell'uomo barbuto. Sulle mura interne di questo piccolo edificio di pietra sono infatti presenti bassorilievi molto dettagliati, tra i quali una figura scolpita con segni sul mento somiglianti ad una barba.[7] Sul lato sud si trova un altro tempio, di dimensioni maggiori, ma in rovina. Inglobato nel muro est si trova il Tempio del Giaguaro. La parte alta del tempio guarda sul campo di gioco, e ai due lati dell'ingresso sono poste due larghe colonne scolpite con la figura del serpente piumato. All'interno del tempio un grande affresco, in gran parte danneggiato, raffigura scene di guerra. La parte bassa del Tempio del Giaguaro si apre sulla piazza dalla parte opposta al campo di gioco. Nell'entrata è situato un trono a forma di giaguaro simile a quello trovato nel tempio interno del Castillo, ma privo di pitture e altre decorazioni. Le colonne esterne, così come i muri interni sono coperti da elaborati bassorilievi. Oltre il Tempio del Giaguaro si trova un'iscrizione muraria in rilievo raffigurante uno tzompantli, sorta di scaffale riempito di teschi umani allineati.

Los Roques è un arcipelago corallino del Venezuela situato nel mar dei Caraibi a 160 chilometri dal porto di Caracas formato da circa 50 isole coralline e circa 200 banchi di sabbia, l'isola principale è El Gran Roque, composta solo da roccia, è l'unica isola abitata, altre isole sono raggiungibili in barca, ma non sono edificabili. Questa isola è scarsamente popolata, infatti ha circa 1.500 abitanti fissi; comunque riceve circa 70.000 ospiti all'anno, molti di loro sono ospiti giornalieri che vengono da Caracas e dal resto del continente. Molti italiani hanno scelto recentemente di trascorrere le proprie vacanze in questo arcipelago; abbondanti sono infatti le attività proposte: immersioni con istruttori PADI, pesca, ecc... L'arcipelago si può dividere geograficamente in tre parti: al nord troviamo le isole "rocciose" (Gran Roque, Francisqui, Cayo Pirata, Cayo Meurte), al centro troviamo la laguna dove emergono numerose isole di sabbia (isla larga, a protezione integrale) e palafitte di pescatori; infine al sud troviamo la barriera corallina (Cayo Sal, Dos Mosquices, Cayo de Agua). A El Gran Roque si trova anche l'aeroporto dell'arcipelago. Dal 1972 è un parco nazionale, vista la varietà di specie di uccelli e la ricchezza di vita all'interno dello splendido mare. Sono presenti molte specie di pesci, tra le quali il barracuda (sphyraena). Nell'isola Dos Mosquices, oltre ad un piccolo aeroporto privato, esiste un centro per la riproduzione delle tartarughe marine. È possibile visitare a pagamento (pochi dollari) tale centro, contribuendo così al finanziamento del progetto di tutela ambientale marino. Cayo Agua, nell'estremo sud dell'arcipelago, è considerata per la sua intatta bellezza, una delle spiagge più belle del mondo. Non tutte le isole sono raggiungibili. Molte sono a "protezione integrale", quindi è vietato raggiungerle per salvaguardare l'ambiente

Los Roques è un arcipelago corallino del Venezuela situato nel mar dei Caraibi a 160 chilometri dal porto di Caracas formato da circa 50 isole coralline e circa 200 banchi di sabbia, l'isola principale è El Gran Roque, composta solo da roccia, è l'unica isola abitata, altre isole sono raggiungibili in barca, ma non sono edificabili. Questa isola è scarsamente popolata, infatti ha circa 1.500 abitanti fissi; comunque riceve circa 70.000 ospiti all'anno, molti di loro sono ospiti giornalieri che vengono da Caracas e dal resto del continente. Molti italiani hanno scelto recentemente di trascorrere le proprie vacanze in questo arcipelago; abbondanti sono infatti le attività proposte: immersioni con istruttori PADI, pesca, ecc... L'arcipelago si può dividere geograficamente in tre parti: al nord troviamo le isole "rocciose" (Gran Roque, Francisqui, Cayo Pirata, Cayo Meurte), al centro troviamo la laguna dove emergono numerose isole di sabbia (isla larga, a protezione integrale) e palafitte di pescatori; infine al sud troviamo la barriera corallina (Cayo Sal, Dos Mosquices, Cayo de Agua). A El Gran Roque si trova anche l'aeroporto dell'arcipelago. Dal 1972 è un parco nazionale, vista la varietà di specie di uccelli e la ricchezza di vita all'interno dello splendido mare. Sono presenti molte specie di pesci, tra le quali il barracuda (sphyraena). Nell'isola Dos Mosquices, oltre ad un piccolo aeroporto privato, esiste un centro per la riproduzione delle tartarughe marine. È possibile visitare a pagamento (pochi dollari) tale centro, contribuendo così al finanziamento del progetto di tutela ambientale marino. Cayo Agua, nell'estremo sud dell'arcipelago, è considerata per la sua intatta bellezza, una delle spiagge più belle del mondo. Non tutte le isole sono raggiungibili. Molte sono a "protezione integrale", quindi è vietato raggiungerle per salvaguardare l'ambiente

Los Roques è un arcipelago corallino del Venezuela situato nel mar dei Caraibi a 160 chilometri dal porto di Caracas formato da circa 50 isole coralline e circa 200 banchi di sabbia, l'isola principale è El Gran Roque, composta solo da roccia, è l'unica isola abitata, altre isole sono raggiungibili in barca, ma non sono edificabili. Questa isola è scarsamente popolata, infatti ha circa 1.500 abitanti fissi; comunque riceve circa 70.000 ospiti all'anno, molti di loro sono ospiti giornalieri che vengono da Caracas e dal resto del continente. Molti italiani hanno scelto recentemente di trascorrere le proprie vacanze in questo arcipelago; abbondanti sono infatti le attività proposte: immersioni con istruttori PADI, pesca, ecc... L'arcipelago si può dividere geograficamente in tre parti: al nord troviamo le isole "rocciose" (Gran Roque, Francisqui, Cayo Pirata, Cayo Meurte), al centro troviamo la laguna dove emergono numerose isole di sabbia (isla larga, a protezione integrale) e palafitte di pescatori; infine al sud troviamo la barriera corallina (Cayo Sal, Dos Mosquices, Cayo de Agua). A El Gran Roque si trova anche l'aeroporto dell'arcipelago. Dal 1972 è un parco nazionale, vista la varietà di specie di uccelli e la ricchezza di vita all'interno dello splendido mare. Sono presenti molte specie di pesci, tra le quali il barracuda (sphyraena). Nell'isola Dos Mosquices, oltre ad un piccolo aeroporto privato, esiste un centro per la riproduzione delle tartarughe marine. È possibile visitare a pagamento (pochi dollari) tale centro, contribuendo così al finanziamento del progetto di tutela ambientale marino. Cayo Agua, nell'estremo sud dell'arcipelago, è considerata per la sua intatta bellezza, una delle spiagge più belle del mondo. Non tutte le isole sono raggiungibili. Molte sono a "protezione integrale", quindi è vietato raggiungerle per salvaguardare l'ambiente

Los Roques è un arcipelago corallino del Venezuela situato nel mar dei Caraibi a 160 chilometri dal porto di Caracas formato da circa 50 isole coralline e circa 200 banchi di sabbia, l'isola principale è El Gran Roque, composta solo da roccia, è l'unica isola abitata, altre isole sono raggiungibili in barca, ma non sono edificabili. Questa isola è scarsamente popolata, infatti ha circa 1.500 abitanti fissi; comunque riceve circa 70.000 ospiti all'anno, molti di loro sono ospiti giornalieri che vengono da Caracas e dal resto del continente. Molti italiani hanno scelto recentemente di trascorrere le proprie vacanze in questo arcipelago; abbondanti sono infatti le attività proposte: immersioni con istruttori PADI, pesca, ecc... L'arcipelago si può dividere geograficamente in tre parti: al nord troviamo le isole "rocciose" (Gran Roque, Francisqui, Cayo Pirata, Cayo Meurte), al centro troviamo la laguna dove emergono numerose isole di sabbia (isla larga, a protezione integrale) e palafitte di pescatori; infine al sud troviamo la barriera corallina (Cayo Sal, Dos Mosquices, Cayo de Agua). A El Gran Roque si trova anche l'aeroporto dell'arcipelago. Dal 1972 è un parco nazionale, vista la varietà di specie di uccelli e la ricchezza di vita all'interno dello splendido mare. Sono presenti molte specie di pesci, tra le quali il barracuda (sphyraena). Nell'isola Dos Mosquices, oltre ad un piccolo aeroporto privato, esiste un centro per la riproduzione delle tartarughe marine. È possibile visitare a pagamento (pochi dollari) tale centro, contribuendo così al finanziamento del progetto di tutela ambientale marino. Cayo Agua, nell'estremo sud dell'arcipelago, è considerata per la sua intatta bellezza, una delle spiagge più belle del mondo. Non tutte le isole sono raggiungibili. Molte sono a "protezione integrale", quindi è vietato raggiungerle per salvaguardare l'ambiente

Los Roques è un arcipelago corallino del Venezuela situato nel mar dei Caraibi a 160 chilometri dal porto di Caracas formato da circa 50 isole coralline e circa 200 banchi di sabbia, l'isola principale è El Gran Roque, composta solo da roccia, è l'unica isola abitata, altre isole sono raggiungibili in barca, ma non sono edificabili. Questa isola è scarsamente popolata, infatti ha circa 1.500 abitanti fissi; comunque riceve circa 70.000 ospiti all'anno, molti di loro sono ospiti giornalieri che vengono da Caracas e dal resto del continente. Molti italiani hanno scelto recentemente di trascorrere le proprie vacanze in questo arcipelago; abbondanti sono infatti le attività proposte: immersioni con istruttori PADI, pesca, ecc... L'arcipelago si può dividere geograficamente in tre parti: al nord troviamo le isole "rocciose" (Gran Roque, Francisqui, Cayo Pirata, Cayo Meurte), al centro troviamo la laguna dove emergono numerose isole di sabbia (isla larga, a protezione integrale) e palafitte di pescatori; infine al sud troviamo la barriera corallina (Cayo Sal, Dos Mosquices, Cayo de Agua). A El Gran Roque si trova anche l'aeroporto dell'arcipelago. Dal 1972 è un parco nazionale, vista la varietà di specie di uccelli e la ricchezza di vita all'interno dello splendido mare. Sono presenti molte specie di pesci, tra le quali il barracuda (sphyraena). Nell'isola Dos Mosquices, oltre ad un piccolo aeroporto privato, esiste un centro per la riproduzione delle tartarughe marine. È possibile visitare a pagamento (pochi dollari) tale centro, contribuendo così al finanziamento del progetto di tutela ambientale marino. Cayo Agua, nell'estremo sud dell'arcipelago, è considerata per la sua intatta bellezza, una delle spiagge più belle del mondo. Non tutte le isole sono raggiungibili. Molte sono a "protezione integrale", quindi è vietato raggiungerle per salvaguardare l'ambiente

Los Roques è un arcipelago corallino del Venezuela situato nel mar dei Caraibi a 160 chilometri dal porto di Caracas formato da circa 50 isole coralline e circa 200 banchi di sabbia, l'isola principale è El Gran Roque, composta solo da roccia, è l'unica isola abitata, altre isole sono raggiungibili in barca, ma non sono edificabili. Questa isola è scarsamente popolata, infatti ha circa 1.500 abitanti fissi; comunque riceve circa 70.000 ospiti all'anno, molti di loro sono ospiti giornalieri che vengono da Caracas e dal resto del continente. Molti italiani hanno scelto recentemente di trascorrere le proprie vacanze in questo arcipelago; abbondanti sono infatti le attività proposte: immersioni con istruttori PADI, pesca, ecc... L'arcipelago si può dividere geograficamente in tre parti: al nord troviamo le isole "rocciose" (Gran Roque, Francisqui, Cayo Pirata, Cayo Meurte), al centro troviamo la laguna dove emergono numerose isole di sabbia (isla larga, a protezione integrale) e palafitte di pescatori; infine al sud troviamo la barriera corallina (Cayo Sal, Dos Mosquices, Cayo de Agua). A El Gran Roque si trova anche l'aeroporto dell'arcipelago. Dal 1972 è un parco nazionale, vista la varietà di specie di uccelli e la ricchezza di vita all'interno dello splendido mare. Sono presenti molte specie di pesci, tra le quali il barracuda (sphyraena). Nell'isola Dos Mosquices, oltre ad un piccolo aeroporto privato, esiste un centro per la riproduzione delle tartarughe marine. È possibile visitare a pagamento (pochi dollari) tale centro, contribuendo così al finanziamento del progetto di tutela ambientale marino. Cayo Agua, nell'estremo sud dell'arcipelago, è considerata per la sua intatta bellezza, una delle spiagge più belle del mondo. Non tutte le isole sono raggiungibili. Molte sono a "protezione integrale", quindi è vietato raggiungerle per salvaguardare l'ambiente

Los Roques è un arcipelago corallino del Venezuela situato nel mar dei Caraibi a 160 chilometri dal porto di Caracas formato da circa 50 isole coralline e circa 200 banchi di sabbia, l'isola principale è El Gran Roque, composta solo da roccia, è l'unica isola abitata, altre isole sono raggiungibili in barca, ma non sono edificabili. Questa isola è scarsamente popolata, infatti ha circa 1.500 abitanti fissi; comunque riceve circa 70.000 ospiti all'anno, molti di loro sono ospiti giornalieri che vengono da Caracas e dal resto del continente. Molti italiani hanno scelto recentemente di trascorrere le proprie vacanze in questo arcipelago; abbondanti sono infatti le attività proposte: immersioni con istruttori PADI, pesca, ecc... L'arcipelago si può dividere geograficamente in tre parti: al nord troviamo le isole "rocciose" (Gran Roque, Francisqui, Cayo Pirata, Cayo Meurte), al centro troviamo la laguna dove emergono numerose isole di sabbia (isla larga, a protezione integrale) e palafitte di pescatori; infine al sud troviamo la barriera corallina (Cayo Sal, Dos Mosquices, Cayo de Agua). A El Gran Roque si trova anche l'aeroporto dell'arcipelago. Dal 1972 è un parco nazionale, vista la varietà di specie di uccelli e la ricchezza di vita all'interno dello splendido mare. Sono presenti molte specie di pesci, tra le quali il barracuda (sphyraena). Nell'isola Dos Mosquices, oltre ad un piccolo aeroporto privato, esiste un centro per la riproduzione delle tartarughe marine. È possibile visitare a pagamento (pochi dollari) tale centro, contribuendo così al finanziamento del progetto di tutela ambientale marino. Cayo Agua, nell'estremo sud dell'arcipelago, è considerata per la sua intatta bellezza, una delle spiagge più belle del mondo. Non tutte le isole sono raggiungibili. Molte sono a "protezione integrale", quindi è vietato raggiungerle per salvaguardare l'ambiente

Ciao Maes!!!!!!!!!!!!

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