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Etna Biondi
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merci de cette visite Toto :)
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Ferrovia a scartamento ridotto Castelvetrano - Agrigento
La storia della ferrovia a scartamento ridotto (950 mm) Castelvetrano – Agrigento iniziò con i primi progetti del 1882. Il forte campanilismo e le rivalità tra i paesi interessati dal presumibile itinerario furono di intralcio per la definizione del progetto e per l’avvio dei lavori. Il primo tronco di ferrovia tra Castelvetrano e Selinunte fu aperto il 20/06/1910. Solo nel 1923 fu percorribile l’intero tracciato fino a Porto Empedocle (135 km). A quell’epoca, con una rete stradale assolutamente inesistente, la ferrovia rappresentò l'unica via di comunicazione sia per il traffico merci che per quello passeggeri. I miglioramenti alla rete stradale avvenuti a partire dagli anni '30, uniti alla necessità di trasbordo delle merci nelle stazioni a scartamento ordinario ed alla drastica diminuzione dell'attività estrattiva, fecero diminuire progressivamente l’interesse per questo tipo di trasporto. In questa prima fase la trazione fu assicurata da locomotive a vapore. L'introduzione a partire dal 1949 dei più elastici locomotori diesel (RALn60) ridiede vitalità alla rete, incrementando in maniera significativa il traffico passeggeri. L’ormai consolidato trasporto su strada contribuì progressivamente negli anni ’70 al declino del trasporto sulla ferrovia a scartamento ridotto, che cessò definitivamente nel 1978. I resti della linea sono ancora visibili, immersi ed integrati in uno scenario naturale di assoluto interesse, tra i comuni di Castelvetrano e Menfi, all’interno della Riserva naturale integrale della foce del Fiume Belice e delle dune limitrofe. Si tratta di un breve tratto di costa caratterizzata da profonde distese di dune con la confluenza della foce del fiume Belice, con la tipica vegetazione palustre e, nella parte più interna, la macchia mediterranea sempreverde. Il Fiume Belice (dall'arabo Belich, nome di un castello che sorgeva lungo il suo percorso), è uno dei più grandi di tutta la Sicilia. Un tempo era navigabile per un lungo tratto, ed esso segnò per millenni una delle principali vie di comunicazione tra l'interno e la costa belicina.
… da non perdere …
Narrow gauge railway Castelvetrano – Agrigento
The history of narrow gauge railway (950 mm) Castelvetrano - Agrigento began with the first projects in 1882. The strong national pride and rivalries among the countries concerned by the presumed route were a hindrance to the definition of the project and the start of work The first section of railway between Selinunte and Castelvetrano was opened on 20 june 1910. Only in 1923 the whole route to Porto Empedocles (135 km) was ride. At that time, with a not yet existent road network, this rail was the only way of communication for both goods and passengers. Improvements to the road network that occurred since 30s, related to need for goods transhipment in ordinary gauge stations and to the significant decrease of mining, gradually reduced interest on this kind of transport. In this first phase, traction was provided by steam locomotives. Since 1949, the introduction of the most resilient diesel locomotives (RALn60) gave new vitality to the network, significantly increasing passengers traffic. In 1970 the well-established road transport gradually contribute to the decline of transports on the narrow gauge railway, which finally ended in 1978. The remains of that line are still visible, absorbed and integrated in a natural setting of absolute interest, between Castelvetrano and Menfi towns, inside the nature reserve at the mouth of Belice River and the surrounding dunes. This is a short stretch of coast characterized by deep stretches of sand dunes with the confluence of mouth of Belice river, with the typical marsh vegetation and, in the inner part, the Mediterranean green. Belice River (from arab Belice, name of a castle rising along its path), is one of the greatest of all Sicily. Once it was navigable for a long stretch, and it marked for millennia one of the main routes of communication between the interior and the Belice coast.
…Not to be missed ...
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I LOVE THE BUDDHA
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un ritratto molto simpatico :)
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Troppo buono, Vittorio e ti ringrazio molto. La piccola siepe che ho in giardino, nel lato più esposto della proprietà, garantisce assolutamente l'impenetrabilità. A casa io ho gatti e cani e si guardano bene ad avvicinarsi... Le spine, come ben sai, sono acuminatissime e assai dolorose: lo so per esperienza personale in quanto sono io che provvedo alla potatura della siepe stessa. Ho anch'io degli esemplari in vaso ma in quella situazione le spine rimangono sempre acuminate ma molto più corte. Io ho due cagnotte che amano moltissimo la frutta, soprattutto l'uva e le arance. L'altra mattina le ho sorprese in adorazione dei frutti di queste piante, sperando che qualcuno li facesse cadere e ci sono rimaste per qualche minuto. E' stata una scena veramente incredibile e simpatica. Purtroppo in quel momento non avevo con me la digitale. Spero di sorprenerle nuovamente... Ciao e grazie ancora. amedeo
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Curioso detalle. Sobre todo la presencia de un pez en la torre...! Muy buena fotografía.
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Bellissima foto. D'altronde le fasi iniziali di un'eruzione sono sempre le più spettacolari ;)
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Presumo che sei dalle parti di Monreale, ci sono stato, se non sbaglio un bel monastero tutto ad archi? la poi ho bevuto un succo d'arancio fatto all'istante buonissimo tutto questo per dirti che come da me sono facili da trovare i porcini, da te gli aranci, ottomi scatto di sicilianità ciao
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