Francesco Viti
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Hi, my name is Francesco and I live in SOVICILLE, a small town near SIENA. My town is located in TUSCANY, in the middle of MONTAGNOLA SENESE and VAL DI MERSE. I'm passionate about photography and history. For any information, please contact me.
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Francesco Viti's conversations

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Il castello de La Villa è un fortilizio di origine medievale situato lungo la Via Francigena in posizione collinare alle pendici del Monte Maggio sulla Montagnola Senese. L'edificio principale è una torre quadrangolare con base scarpata e apparato merlato leggermente aggettante. Nelle immediate vicinanze de La Villa sorgono altri insediamenti mediavali fortificati, tra i quali spiccano La Chiocciola e Casa Bucci, a testimonianza dell'importanza strategica del controllo della Via Francigena.

Il castello de La Chiocciola è un fortilizio di origine medievale situato lungo la Via Francigena in posizione collinare alle pendici del Monte Maggio sulla Montagnola Senese. La zona è stata frequentata sin dal paleolitico e la fondazione di un primo insediamento è riconducibile ad un periodo etrusco. Il fortilizio è stato coinvolto, come molti altri nella zona, nelle vicende belliche relative alla Guerra di Siena (1555). Il castello si compone di due corpi di fabbrica merlati, addossati l'uno con l'atro, ma aventi altezze differenti. Al torrione principale è stata addossata nel '700 una torretta cilindrica contente una scala elicoidale, la quale ha poi dato il nome all'insediamento. Nelle immediate vicinanze de La Chiocciola sorgono altri insediamenti mediavali fortificati, tra i quali spiccano La Villa e Casa Bucci, a testimonianza dell'importanza strategica del controllo della Via Francigena.

Castagnoli è un nucleo di origine medievale che si colloca lungo la Via Francigena alle pendici della Montagnola Senese. E' citato per la prima volta nel 1168 nei documenti di Abbadia a Isola. Si tratta di un grande fabbricato con muri in filaratto e tracce di finestre ad arco, la cui facciata principale è stata rimaneggiata nel '500 con l'aggiunta di un loggiato in mattoni, oggi tamponato.

Castagnoli è un nucleo di origine medievale che si colloca lungo la Via Francigena alle pendici della Montagnola Senese. E' citato per la prima volta nel 1168 nei documenti di Abbadia a Isola. Si tratta di un grande fabbricato con muri in filaratto e tracce di finestre ad arco, la cui facciata principale è stata rimaneggiata nel '500 con l'aggiunta di un loggiato in mattoni, oggi tamponato.

Il Palazzaccio di Toiano è fortilizio di origine medievale (XI-XII sec.), situato in posizione pedecollinare in prossimità di un antico snodo viario della Montagnola Senese. Ad oggi la struttura, di enorme valore storico e paesaggistico, versa in uno stato di totale abbandono ed alcune sue parti sono a rischio di crollo. Il complesso si sviluppa attorno ad un cortile centrale, al quale si accede attraverso un imponente arco a sesto ribassato sovrastato da piombatoio. Il cortile è delimitato da una cinta muraria quadrangolare sulla quale si innestano quattro torri con base a scarpa, che ancora conservano in parte la merlatura sommitale (tamponata). All'interno del cortile è possibile osservare un edificio trecentesco in mattoni con loggiato ed una volta in mattoni, impostata su un grande pilastro, che sorregge un edificio di collegamento tra due torri. In tutto il fotilizio sono osservabili numerose feritoie, porte e finestre originali ben conservate. Sono presenti anche due ambienti sotterranei, uno dei quali è probabilmente ricavato in un'antica tomba etrusca.

Il Castellaccio è stato uno dei più importanti insediamenti medievali della Montagnola Senese. Il complesso è totalmente abbandonato ed è possibile osservarne gli imponenti ruderi, immersi nel bosco di lecci, sparsi sulla cima di un ripido poggio presso La Suvera. L'insediamento sorgeva in posizione strategica, dominante su parte della Val d'Elsa ed a controllo di un importante strada di valico della Montagnola Senese (La Suvera-Castellaccio-Fontevecchia-La Cetina-Pernina) diretta verso Volterra, che ancora conserva i segni di passaggio delle ruote dei carri. Purtroppo non si è conservata alcuna fonte storica scritta su tale castello, ciò è probabilmente dovuto al fatto che non si conosce il nome originario dell'insediamento, in quanto il toponimo attuale fa riferimento ad un generico insediamento fortificato abbandonato/scomparso. Nonostante l'assenza di fonti storiche, osservando i ruderi dell'edificio principale, è possibile ipotizzare una costruzione in epoca comunale intorno all'XI-XII secolo (anche se non è da esludere un precedente incastellamento feudale), seguita da un primo abbandono in epoca imprecisata ed un successivo riutilizzo mezzadrile fino alla prima metà del '900 per poi essere totalmente abbandonato. Il nucleo principale del fortilizio è un'imponente torre a base quadrata che conserva circa 2/3 dell'altezza originaria e presenta un elegante paramento murario in filarotto sul quale si conservano delle bellissime aperture originali. Vicino alla torre principale è presente anche un frammento di muratura molto particolare costituito da enormi blocchi perfettamente squadrati di calcare cavernoso, la cui funzione nel contesto difensivo è sconosciuta/misteriosa in quanto la tipologia di muratura è estranea al resto del complesso fortificato (probabilmente si tratta della porzione più antica del complesso). Intorno al nucleo principale sono presenti, sparsi per il poggio, numerosi ruderi di edifici, le cui pietre sono state in parte riutilizzate per la costruzione di terrazzamenti agricoli. Il fortilizio era protetto da almeno una cinta muraria, della quale restano imponenti tratti ed una porta con arco a tutto sesto.

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