Francesco Viti
Best photos All photos
944
photos
787
on Google Maps
views
Hi, my name is Francesco and I live in SOVICILLE, a small town near SIENA. My town is located in TUSCANY, in the middle of MONTAGNOLA SENESE and VAL DI MERSE. I'm passionate about photography and history. For any information, please contact me.

Francesco Viti's conversations

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Le Palazze sono un nucleo di edifici di origine medievale (periodo comunale), posto alla sommità del borgo di Rosia. Il paese, non fortificato, si sviluppa lungo l'antica Strada Maremmana e si estende a "ventaglio" lungo il ripido poggio a partire dalle Palazze fino al sottostante piano del Padule. La struttura originale era formata da due palazzi/case-torri adiacenti e paralleli, di forma rettangolare, con orientamento N-S. Tali palazzi sono stati collegati a S da un corpo trasversale più recente (XVI sec.), andando così a formare una struttura a ferro di cavallo delimitante un cortile interno. Il cortile è chiuso a N da una cortina muraria nella quale si apre la porta principale di accesso al complesso. L'edificio più a valle ha un'alta base a scarpa, mentre l'altro corpo di fabbrica presenta una scarpatura più modesta. In tutto il complesso sono visibili varie tracce di arciere, archibugiere e finestre ad arco, mentre nei dintorni non sono visibili ulteriori tracce di fortificazioni. Le fonti storiche definiscono erroneamente tale complesso come Castello, ma in realtà, come il nome suggerisce, si trattava di due Palazzi, cioè degli status-symbol, analoghi alle case-torri cittadine, rappresentativi dello stato sociale delle famiglie che li avevano costruiti, in seguito ad un arricchimento derivante da attività commerciali/industriali. Tali Palazzi, come nel caso di Rosia, avevano delle forme legate all’imitazione del passato, caratterizzate da uno sviluppo in altezza e dalla presenza di apparati difensivi, i quali poi divenivano funzionali in caso di necessità. Il vero Castello di Rosia, cronologicamente antecedente (X sec. circa) alle Palazze, era quello che sorgeva nel poggio sopra l'attuale paese, presso il toponimo Castellaccia, di origine feudale, appartenuto alla potente famiglia degli Ardengheschi.

Fonti: Stigliano Pecci a cura di Andrea Borracelli

Il castello de La Villa è un fortilizio di origine medievale situato lungo la Via Francigena in posizione collinare alle pendici del Monte Maggio sulla Montagnola Senese. L'edificio principale è una torre quadrangolare con base scarpata e apparato merlato leggermente aggettante. Nelle immediate vicinanze de La Villa sorgono altri insediamenti mediavali fortificati, tra i quali spiccano La Chiocciola e Casa Bucci, a testimonianza dell'importanza strategica del controllo della Via Francigena.

Il castello de La Chiocciola è un fortilizio di origine medievale situato lungo la Via Francigena in posizione collinare alle pendici del Monte Maggio sulla Montagnola Senese. La zona è stata frequentata sin dal paleolitico e la fondazione di un primo insediamento è riconducibile ad un periodo etrusco. Il fortilizio è stato coinvolto, come molti altri nella zona, nelle vicende belliche relative alla Guerra di Siena (1555). Il castello si compone di due corpi di fabbrica merlati, addossati l'uno con l'atro, ma aventi altezze differenti. Al torrione principale è stata addossata nel '700 una torretta cilindrica contente una scala elicoidale, la quale ha poi dato il nome all'insediamento. Nelle immediate vicinanze de La Chiocciola sorgono altri insediamenti mediavali fortificati, tra i quali spiccano La Villa e Casa Bucci, a testimonianza dell'importanza strategica del controllo della Via Francigena.

Tags

Friends

  • loading Loading…

 

Francesco Viti's groups