Kenan SATIR
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Kenan SATIR's conversations

Le voci delle donne che in cerchio sedevano alcune sui muretti sulle scale sulle sedie poste nel tardo pomeriggio intonavano canzoni d,amore e di montagna,noi della val camonica,e lo lavi quel fazzolettino,quel mazzolin di fiori. . Che cantare erano alcune giovani e mamme con una voce foete e bella,intonaa e dolce,la temperatura della montagna di fine luglio a 1400 metri era l�ideale con l�aria fine. Serata di mezza settimana con poche pretese non si mangiava pee stare imsieme, continuavano i canti e qualche sguardo furtivo tra giovani,ognuno al suo posto ad ascoltare,il porfido e granito del selciato era percorso da gigantesche formiche nere di monte,una razza d,insetto tipica,e giovanni cere il calzolaio del paese un bravuomo che nonostante la poliomelite aveva sfamato 3 figli, dopo una partita a scacchi diezza estate con gli amici quarantenni,si era fatto sbarbare davanti la casermetta con pennello e rasoio a lama dal barbiere Franzoni egidio. Oliviero Trombini pochi secondi fa Oliviero Trombini La sera era d'estate di fine luglio quelle giornate di vacanza che non c'erano da fare sempre mattino o pomeriggio per riparar casa o rincorrere il campo da segare o fieno da rivoltare,il buio non sorprendeva le donne che a gruppi anche sole tornavano alla cascina, alla Baite, la Casermetta e la colonia erano il luogo di ritrovo quella sera era comunque uno stare insieme in tanti. Il laghetto cintato dal filo spinato si intravedeva appena ed il rumore della campagnola a 3 km piu' in basso si udi' nell'insolito orario. Il silenzio era tale che un motore si udiva cosi' lontano, piazza Merlo,Zuvolo di sotto, le donne si fermaroro prima di tornare a casa, cosa portava quel rumore del diesel tanto regolare una campagnola alle 10 di sera in quel posto tanto amato,che succede. Era ogni mattino che salivano Andreino e Antonio ,Giovanni,3 campagnole Fiat piene di alimenti e di persone, anche diciotto, su per la montagna, era una sveglia che amavamo quando ancora assonnati sentivamo che il pane era arrivato,ci alzavamo e ancora bimbi guardavamo tutti i nostri compagni di camerata. La fontana a fianco della porta d'ingresso nella parte bassa del caseggiato era quella dove si abbeveravano le bestie ,ormai un ricordo,il cavallo ,le mucche, Foresta. Intelligente vacca quando le cascine di Zuvolo bruciavano lassu' sulla montagna Foresta vacca brunoalpina che col suo latte sfamava la famiglia riusci' a sfuggire dal recinto di raccolta e requisizione che i nazisti avevano impiantato. La requisizione delle bestie non aveva impedito ai fratellini di seguire nei campi e tra le bosche lungo il fiume la mandria di animali urlanti quasi come gli uomini deportati. Al cadere della sera i suoi figli avevano chiamato foresta dal bosco,Foresta Foresta aveva udito il richiamo dei ragazzi e rocambolescamente era fuggita verso la liberta'. Si salvavano con stratagemmi i ragazzi del 1926, Giulio il primogenito era gracile e piuttosto basso per la sua eta' e nel 44 quando gli chiesero quanti anni avesse disse 15 cosi' era sfuggito alla deportazione. Molti presi non tornarono, altri videro cose tanto orribili che mai ne parlarono nemmeno ai loro figli. riconosciutdai d tedeschi salirono Le casa era funzionale,stalla,stanza degli atrezzi che non si usavano spesso, fontana esterna con raccolta d'acqua dal tetto, un fienile appena sopra la cucina con camino e un solaio usato per abitarci durante la guerra lontano dal paese

Excellent!
YSL
Greetings

Very good work of photography, nice mood. LIKE + FAVORITE. Greetings. JEAN

thank you for sharing this beautiful and nice shot . congratulations from your brother Mehdi

Beautiful photo!!!! like & Fav

Beautiful photo ...


L

.I

..K

...E

kaç kişi bilir bu köprüyü ?

Güneş lambanın ışığı gibi olmuş. Zekice

Questa invece vorrei vederla tutti i giorni...mi accontento delle vostre foto Ciao Filippo

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