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Il castello di Galliate è stato costruito nel 1496 su volere di Galeazzo Visconti, su progetto di un architetto militare. Poi nel 1496 venne definitivamente completato da Ludovico il Moro. Il maniero presenta un impianto architettonico solido e piuttosto basso, una pianta quadrilatera, quattro torri angolari ed una bella merlatura ghibellina in cima alla struttura. Altre due torri si trovano nella zona d'accesso, a rafforzare l'ingresso con un suggestivo ponte levatoio. Il castello di Galliate è il più imponente tra i castelli del novarese.

Il castello di Galliate è stato costruito nel 1496 su volere di Galeazzo

Una fortezza di pianura che segna il punto di passaggio dal castello medievale ad accentuato sviluppo verticale al forte di concezione moderna sviluppato in larghezza e con mura di impressionante spessore adeguate all'evoluzione delle tecniche ossidionali, sempre più basate sull'uso di artiglierie ed esplosivi. Pianta rettangolare di 108 per 30 metri, circondato da un fossato largo 20 metri, due soli ingressi con ponte levatoio protetto da torri aggettanti, possenti torri angolari che superano di soli 5 metri e mezzo il profilo delle mura per non offrire facile bersaglio, mura a sacco spesse tre metri e mezzo e una vasta rete di sotterranei e gallerie di contromina. Questi i numeri, davvero impressionanti, del castello di Galliate, il più maestoso esempio di architettura militare sforzesca in Piemonte, che si trova a breve distanza dalla sponda destra del Ticino e ad appena otto chilometri da Novara. Fu costruito per volere di Galeazzo Maria Sforza nel 1476, in meno di un anno, in sostituzione della "rocchetta" fatta erigere da Filippo Maria Visconti nel 1413, che a sua volta era stata eretta sulle rovine di una struttura più antica, e così via, fino a scivolare nella leggenda che vuole origini addirittura celto-liguri. Anche restando nella storia documentata, tuttavia, Galliate ha un primato invidiabile: il 19 luglio 911 Berengario I re d'Italia riceve a Novara una delegazione di cui fanno parte anche 23 "homines de vico Galiate", che chiede e ottiene la licenza di costruire un luogo fortificato per difendere le loro case e i loro beni dalle continue e terribili incursioni degli Ungari. VAi sul stito >> http://www.piemonte-magazine.it/leggi_articolo.asp?articolo=532&cat=Cultura+e+Turismo,+castelli&offset=

SETTEMBRE IN LOMELLINA 2008

L'Associazione "SETTEMBRE IN LOMELLINA" ha come scopo la promozione di manifestazioni storiche e tradizionali per la valorizzazione della Lomellina che vengono organizzate a ROBBIO, VALLE LOMELLLINA, GARLASCO, MEDE, CERGNAGO, MORTARA.

I 6 Comuni e relative associazioni che fanno parte del sistema sono ubicati in Lomellina, territorio in provincia di Pavia, dedito soprattutto alla coltura del riso, che qui fece la sua comparsa nella seconda metà del '400 ad opera degli Sforza.

Inoltre, le manifestazioni si svolgono tutte nel mese di settembre e tendono a valorizzare aspetti tradizionali, gastronomici e storici che accomunano questo territorio, pur mantenendo intatte le peculiarità proprie di ogni paese.

VALLE LOMELLINA PALIO DI BARLAFÜS e SAGRA DEL RISO 6 - 7 SETTEMBRE 2008

IL PALIO DI BARLAFÜS è nato per mantenere vive antiche tradizioni valorizzando attrezzi da lavoro e oggetti vari che sono stati parte fondamentale della vita quotidiana del luogo.

SABATO 6 SETTEMBRE: Dalle ore 20,00 - Degustazione di risotti, rane, lumache.

DOMENICA 7 SETTEMBRE: SFILATA DEI RIONI nelle vie del paese, dove sono allestite ambientazioni tipiche della campagna lomellina e conclusione con la corsa DELLE CARRIOLE per l'assegnazione del Palio.

http://www.eventiesagre.it/Eventi_Storici/19378_Palio+di+Barlafus.html

Freddo da pieno inverno con temperature sotto lo zero nella partita d’esordio del Torneo Cameroni che vede protagoniste l’Avigliana, la Juve 98, il Milano e il Novara. Sul campo di Avigliana, la squadra di casa ha battuto la Juve 98 per 7 a 4. I partenti sono stati Mario Di Taddeo per gli orange e Federico Falcione per i bianconeri. Da segnalare, in attacco, il fuoricampo a basi vuote di Mario Scalzo per la Juve 98 e, in difesa, l’alto numero di errori commessi dalla squadra ospite (alla fine saranno ben 5). Numerosi gli assenti da una parte e dell’altra. La vittoria dell’Avigliana vale l’accesso alla finale del torneo che si terrà sabato 22 alle ore 20.30 presso lo stadio Kennedy di Milano, tra la vincente dello scontro tra Milano e Novara.

http://www.baseballitalia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=346&Itemid=234

Freddo da pieno inverno con temperature sotto lo zero nella partita d’esordio del Torneo Cameroni che vede protagoniste l’Avigliana, la Juve 98, il Milano e il Novara. Sul campo di Avigliana, la squadra di casa ha battuto la Juve 98 per 7 a 4. I partenti sono stati Mario Di Taddeo per gli orange e Federico Falcione per i bianconeri. Da segnalare, in attacco, il fuoricampo a basi vuote di Mario Scalzo per la Juve 98 e, in difesa, l’alto numero di errori commessi dalla squadra ospite (alla fine saranno ben 5). Numerosi gli assenti da una parte e dell’altra. La vittoria dell’Avigliana vale l’accesso alla finale del torneo che si terrà sabato 22 alle ore 20.30 presso lo stadio Kennedy di Milano, tra la vincente dello scontro tra Milano e Novara.

http://www.baseballitalia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=346&Itemid=234

La "Compagnia Bianca" era costituita da un gruppo di mercenari, capitanati da Albert Stertz, esistita intorno alla metà del 1300. Fu assoldata da Giovanni Paleologo del Monferrato per saccheggiare i castelli e le terre nemiche. Di origine inglese furono grandi antagonisti già nel 1362 di Galeazzo Visconti, assoldati da Giovanni II Paleologo, marchese del Monferrato. Contavano 2000 lance o uomini e tra il 1361 ed il 1363 attaccarono invadendolo buona parte del basso novarese. Galeazzo Visconti applicò la tecnica della terra bruciata distruggendo i suoi domini per evitare che il nemico si impadronisse dei suoi beni con conseguente sostentamento. Oltre a incendiare molti castelli dei propri fece presidiare solo i punti strategicamente più importanti e intevenne solo quando la Compagnia Bianca si avvicinava troppo a Milano. Tra i vari castelli invasi dagli uomini di Albert Stertz furono Proh, Briona e Caltignaga. La sconfitta della Compagnia non avvenne con la forza ma con l'inganno che la portò nel Pisano.

http://www.comune.vespolate.no.it/ComPaginaAV.asp?id=15&S=1612&C=1

Le prime notizie della Pieve si hanno nei documenti del 1024, quando viene donata al monastero cittadino di S. Lorenzo dal longobardo Pietro III, Vescovo di Novara dal 993 al 1032, figlio di Leone detto Teuzo, vicino alla corte di Enrico II di Svevia. Edificata forse sulle rovine di un tempio pagano, nel corso del quattordicesimo secolo subisce un progressivo degrado e abbandono. Viene gravemente danneggiata nell'anno 1361 da un terribile flagello: la guerra tra Galeazzo Visconti ed il marchese del Monferrato, Giovanni II. Questi, per difendersi dai duchi di Milano, è costretto ad assoldare in Provenza migliaia di soldati inglesi a cavallo, conosciuti con il nome di "Compagnia Bianca". Galeazzo, non sapendo trovare altro rimedio per snidare quella terribile compagnia, incendia e distrugge ogni casa di Vespolate e dei paesi vicini. La Pieve di San Giovanni, allora a tre navate, rimane danneggiata dal fuoco ai tetti e viene distrutto anche il battistero. immagine ingrandita Pieve di San Giovanni Battista - Particola dell'Abside (apre in nuova finestra) I primi interventi di restauro risalgono agli anni 1728 e 1849 e non tengono conto dello stile romanico della chiesa: le due pareti laterali oramai pericolanti vengono abbattute; s'innalza il campanile con l'ossario. La chiesa assume l'aspetto attuale nel 1956, con l'abbattimento della casa dell'eremita, addossata all'abside. Gli affreschi che decorano le pareti presentano interessanti graffiti eseguiti dai fedeli nel corso dei secoli riportanti notizie sugli avvenimenti della comunità, un vero e proprio diario di Vespolate e dei suoi dintorni.

http://www.comune.vespolate.no.it/ComPaginaAV.asp?id=15&S=1612&C=1

Notizie dell'esistenza di un castello, in Vespolate, si hanno già a partire dal 1053, quando Adelasia, vedova del Conte Alberto, cede a Rodolfo da Besate, rappresentante di una nobile famiglia milanese, buona parte degli immobili della zona, fra i quali anche il fortilizio. Dell'antica struttura ora si conserva ben poco, perché nel corso dei secoli subì numerosi cambiamenti strutturali: in particolar modo fra il Trecento e il Quattrocento, quando l'antico "castrum" medievale (centro giuridico del territorio) perse le sue funzioni fino a diventare un centro di raccolta di scorte alimentari. immagine ingrandita Il Castello di Vespolate - Vista Laterale con Torre (apre in nuova finestra) Diversi furono i signori che si alternarono alla guida del borgo, finché esso venne diviso: la rocca diventò un bene dei vescovi novaresi, mentre il feudo passò definitivamente al potere civile. I vescovi, fra i quali il Bascapè, Giovanni Battista Visconti e Marco Aurelio Balbis Bertone, fecero ristrutturare il castello e innalzare la torretta. Nel 1767 il bene passò definitivamente alla Chiesa ma nel 1868, in seguito alla confisca dei beni ecclesiastici, l'immobile venne ceduto al conte Borgogna. Si succedettero quindi vari proprietari e ancora oggi il castello è residenza privata. Ampiamente restaurato, si presenta a pianta quadrata di fattura piuttosto rozza e priva di ornamenti; collegato all'edificio è un alto torrione arricchito da due sene di archetti pensili, da finestrelle e feritoie. http://www.comune.vespolate.no.it/ComPaginaGT.asp?Id=215&S=1744&C=2

ik1hgi tony ha detto:

Terdobbiate (C.A.P. 28070) appartiene alla provincia di Novara e dista 11 chilometri da Novara, capoluogo della omonima provincia.

Terdobbiate conta 470 abitanti (Terdobbiatesi) e ha una superficie di 8,5 chilometri quadrati per una densità abitativa di 55,29 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 128 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Terdobbiate ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 486 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 470 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -3,29%.

Gli abitanti sono distribuiti in 194 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,42 componenti.

Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 121 e i 130 metri sul livello del mare.

http://piemonte.indettaglio.it/ita/comuni/no/terdobbiate/terdobbiate.html

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