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Il Tempio di Apollo rappresenta ciò che rimane di un grandioso edificio che la tradizione popolare voleva dedicato al nume tutelare dell’oracolo della Sibilla, ma che in realtà rappresenta le vestigia di una grande aula termale, in parte sprofondata per il bradisismo, che risale al secondo secolo d.C..
La sala monumentale, tuttora in opera laterizia con pianta ottagonale all’esterno e circolare all’interno, rappresenta una delle più straordinarie costruzioni di epoca romana. L’edificio si articolava su due livelli: un piano inferiore, attualmente in buona parte interrato che comprendeva quattro nicchie absidale e quattro rettangolari, ed un piano superiore ove si aprono tuttora ampi finestroni ad arco alla cui altezza forse si trovava un loggiato esterno ed interno che permetteva ai frequentatori dell’impianto termale di godere il panorama del lago.
L’interno della sala, un tempo rivestita di intonaco, era provvisto di una grande vasca circolare in cui confluivano le acque del lago stesso e che, probabilmente aveva la funzione di piscina d’immersione, di fatto un frigidario.
LAGO D'AVERNO - Da un cratere vulcanico di 2,86 km di perimetro e profondo al centro circa 35 m, formatosi quattromila anni fa in seguito ad una violenta eruzione esplosiva, ha avuto luogo il misterioso e affascinante lago d’Averno il cui destino è stato legato per secoli al mito e alla superstizione.
Il lago d’Averno, dopo la conquista di Capua da parte dei Romani nel 211 a.C., rimase curiosamente per circa due secoli isolato e privo di insediamenti residenziali. Fu per molti il paese dei Cimmeri che, rifuggendo la luce del sole, vivevano in caverne scavate nelle viscere della terra; fu anche l’ingresso al regno degli inferi e la sede dell’oracolo dei defunti. I boschi fittissimi, le acque immote, le esalazioni mefitiche, tali da provocare la morte degli uccelli in volo, dal racconto di Lucrezio: “Quando gli uccelli giungono in volo in tal luogo, dimentichi di battere le ali, allentano le vele e, protendono il debole collo, cadendo a precipizio in terra o nell’acqua: Presso Cuma vi è un luogo siffatto, dove, pieni di zolfo ardente, fumano i monti ricchi di fonti termali” (De rerum natura, VI).
Attualmente non si osservano più esalazioni vulcaniche nell’aria e, a testimoniare l’antica attività, sono rimaste solo alcune sorgenti di acque termo-minerali. Poco rimane della rigogliosa vegetazione mediterranea che, fino a qualche decennio fa, ricopriva le pendici. Oggi, intorno al lago i terreni sono coltivati a agrumeti e frutteti, sui terrazzamenti lungo le pendici, si coltiva la vite e si producono ortaggi, mentre ai margini dello specchio d’acqua cresce rigoglioso il canneto. Sulle pendici del cratere si osservano ancora, sebbene la loro estensione appaia sempre più ridotta al passare degli anni, esemplari di castagni, lecci, pini ed arbusti tipici della macchia mediterranea. Lungo le sponde si trovano anche importanti resti archeologici: il Tempio di Apollo, la Grotta della Sibilla e la Grotta di Cocceio.
LAGO D’AVERNO
L’aspetto paesaggistico dell’area offre, una delle viste più suggestive dei Campi Flegrei. Lo specchio d’acqua quasi circolare e le sue sponde, i coltivi e le aree a macchia circostanti costituiscono la dimora di molte specie ornitiche, sia stanziali sia migratrici. Le pendici del cratere, che accoglie il lago nel suo grembo, presentano ancora sebbene rari e danneggiati, siti di pregio dal punto di vista naturalistico come frammenti di cenosi lacustre e ritrovamenti di particolari specie, a testimonianza di antichi popolamenti della macchia mediterranea.
A ciò si aggiunge la presenza di interessanti resti archeologici, il cosiddetto Tempio di Apollo, la Grotta della Sibilla, La Grotta di Cocceio.
Per la migliore visione e conoscenza del lago, si segue il percorso archeologico naturalistico attraverso il sentiero circumlacuale attrezzato con aree a verde, panchine per il riposo e cartelloni esplicativi.
Giuseppe Carandente's conversations
M.....A STILENI?????????
Il Tempio di Apollo rappresenta ciò che rimane di un grandioso edificio che la tradizione popolare voleva dedicato al nume tutelare dell’oracolo della Sibilla, ma che in realtà rappresenta le vestigia di una grande aula termale, in parte sprofondata per il bradisismo, che risale al secondo secolo d.C.. La sala monumentale, tuttora in opera laterizia con pianta ottagonale all’esterno e circolare all’interno, rappresenta una delle più straordinarie costruzioni di epoca romana. L’edificio si articolava su due livelli: un piano inferiore, attualmente in buona parte interrato che comprendeva quattro nicchie absidale e quattro rettangolari, ed un piano superiore ove si aprono tuttora ampi finestroni ad arco alla cui altezza forse si trovava un loggiato esterno ed interno che permetteva ai frequentatori dell’impianto termale di godere il panorama del lago. L’interno della sala, un tempo rivestita di intonaco, era provvisto di una grande vasca circolare in cui confluivano le acque del lago stesso e che, probabilmente aveva la funzione di piscina d’immersione, di fatto un frigidario.
LAGO D'AVERNO - Da un cratere vulcanico di 2,86 km di perimetro e profondo al centro circa 35 m, formatosi quattromila anni fa in seguito ad una violenta eruzione esplosiva, ha avuto luogo il misterioso e affascinante lago d’Averno il cui destino è stato legato per secoli al mito e alla superstizione. Il lago d’Averno, dopo la conquista di Capua da parte dei Romani nel 211 a.C., rimase curiosamente per circa due secoli isolato e privo di insediamenti residenziali. Fu per molti il paese dei Cimmeri che, rifuggendo la luce del sole, vivevano in caverne scavate nelle viscere della terra; fu anche l’ingresso al regno degli inferi e la sede dell’oracolo dei defunti. I boschi fittissimi, le acque immote, le esalazioni mefitiche, tali da provocare la morte degli uccelli in volo, dal racconto di Lucrezio: “Quando gli uccelli giungono in volo in tal luogo, dimentichi di battere le ali, allentano le vele e, protendono il debole collo, cadendo a precipizio in terra o nell’acqua: Presso Cuma vi è un luogo siffatto, dove, pieni di zolfo ardente, fumano i monti ricchi di fonti termali” (De rerum natura, VI). Attualmente non si osservano più esalazioni vulcaniche nell’aria e, a testimoniare l’antica attività, sono rimaste solo alcune sorgenti di acque termo-minerali. Poco rimane della rigogliosa vegetazione mediterranea che, fino a qualche decennio fa, ricopriva le pendici. Oggi, intorno al lago i terreni sono coltivati a agrumeti e frutteti, sui terrazzamenti lungo le pendici, si coltiva la vite e si producono ortaggi, mentre ai margini dello specchio d’acqua cresce rigoglioso il canneto. Sulle pendici del cratere si osservano ancora, sebbene la loro estensione appaia sempre più ridotta al passare degli anni, esemplari di castagni, lecci, pini ed arbusti tipici della macchia mediterranea. Lungo le sponde si trovano anche importanti resti archeologici: il Tempio di Apollo, la Grotta della Sibilla e la Grotta di Cocceio.
LAGO D’AVERNO L’aspetto paesaggistico dell’area offre, una delle viste più suggestive dei Campi Flegrei. Lo specchio d’acqua quasi circolare e le sue sponde, i coltivi e le aree a macchia circostanti costituiscono la dimora di molte specie ornitiche, sia stanziali sia migratrici. Le pendici del cratere, che accoglie il lago nel suo grembo, presentano ancora sebbene rari e danneggiati, siti di pregio dal punto di vista naturalistico come frammenti di cenosi lacustre e ritrovamenti di particolari specie, a testimonianza di antichi popolamenti della macchia mediterranea. A ciò si aggiunge la presenza di interessanti resti archeologici, il cosiddetto Tempio di Apollo, la Grotta della Sibilla, La Grotta di Cocceio. Per la migliore visione e conoscenza del lago, si segue il percorso archeologico naturalistico attraverso il sentiero circumlacuale attrezzato con aree a verde, panchine per il riposo e cartelloni esplicativi.
Liternum - Colonia Romana del CLXXXXIV a.c. - Quì visse in esilio e morì fra i suoi veterani d'Africa Publio Cornelio Scipione l'africano
Liternum - Colonia Romana del CLXXXXIV a.c. - Quì visse in esilio e morì fra i suoi veterani d'Africa Publio Cornelio Scipione l'africano
By Giuseppe Carandente